Quali sono gli interventi finanziati dalla Legge 513/1999 e quali risorse sono stanziate per beni culturali statali e non statali?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 513/1999 istituisce un programma straordinario di finanziamento per interventi di restauro, conservazione e valorizzazione di beni culturali in Italia. Si applica sia a beni di proprietà statale che non statale, prevedendo stanziamenti differenziati: per i beni non statali è autorizzato un impegno quindicennale di 6 miliardi di lire a partire dal 1999, mentre per i beni statali sono previsti 19 miliardi di lire annui per il 1999-2000 e 5 miliardi per il 2001. La normativa riguarda enti pubblici, privati e proprietari di beni culturali che intendono accedere ai contributi per progetti di restauro e realizzazione di musei. Il Ministro per i beni e le attività culturali, entro 60 giorni dall'entrata in vigore, deve definire i criteri di accesso ai contributi e gli interventi specifici da finanziare, previa consultazione delle Commissioni parlamentari competenti. Gli oneri complessivi sono coperti mediante riduzione di stanziamenti del bilancio dello Stato, utilizzando fondi dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero per i beni e le attività culturali.
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Riferimento normativo
LEGGE 21 dicembre 1999, n. 513
Testo normativo
LEGGE n. 513/1999
# LEGGE 21 dicembre 1999, n. 513
## Interventi straordinari nel settore dei beni e delle attivita'
culturali.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. Per la realizzazione di interventi di restauro, conservazione e valorizzazione di beni culturali e per la concessione dei relativi contributi, ivi compresi quelli destinati alla realizzazione dei musei, sono autorizzati: a) per i beni non statali un limite di impegno quindicennale di lire 6 miliardi a decorrere dal 1999 da assegnare ai destinatari dei contributi; b) per i beni statali una spesa di lire 19 miliardi per ciascuno degli anni 1999 e 2000 e di lire 5 miliardi per l'anno 2001. 2. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono definiti i criteri per l'accesso ai contributi di cui al comma 1, lettera a), nonchè gli interventi da finanziare ai sensi del predetto comma 1, lettera b). 3. All'onere derivante dall'applicazione del presente articolo, pari a lire 25 miliardi per ciascuno degli anni 1999 e 2000, a lire 11 miliardi per l'anno 2001 e a lire 6 miliardi annue a decorrere dall'anno 2002, si provvede, per gli anni 1999, 2000 e 2001 mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno 1999, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a lire 6 miliardi per ciascuno degli anni 1999, 2000 e 2001, l'accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri e, quanto a lire 19 miliardi per ciascuno degli anni 1999 e 2000 e a lire 5 miliardi per l'anno 2001, l'accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
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La Legge 513/1999 rappresenta il riferimento normativo per finanziamenti straordinari nel settore dei beni culturali, restauro conservativo, valorizzazione del patrimonio culturale e contributi pubblici per musei. Professionisti del settore culturale, amministratori di enti pubblici e consulenti di progetti europei la consultano per accesso ai fondi, criteri di eleggibilità degli interventi e gestione dei contributi statali destinati al patrimonio.
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