Qual era lo scopo della Legge 4618/1887 e quale era il suo ambito di applicazione?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 4618/1887 era un provvedimento di natura finanziaria e amministrativa del Regno d'Italia, emanato nel 1887, che aveva il compito di approvare lo Stato di previsione dell'entrata per l'esercizio finanziario compreso tra il 1° luglio 1887 e il 30 giugno 1888. Si trattava di un atto normativo tipico della pratica legislativa dell'epoca, mediante il quale il Parlamento autorizzava e disciplinava le entrate fiscali e patrimoniali dello Stato per il periodo amministrativo indicato. Questa legge riguardava direttamente l'amministrazione finanziaria centrale dello Stato italiano e la gestione del bilancio pubblico nel periodo post-unitario. Il provvedimento prevedeva in pratica l'approvazione formale di tutte le fonti di entrata previste per il bilancio dello Stato, incluse le imposte, i dazi, le rendite e altri proventi patrimoniali. Aspetto rilevante è che questa legge è stata completamente abrogata dal Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200 (convertito con modificazioni dalla Legge 18 febbraio 2009, n. 9), perdendo quindi qualsiasi efficacia normativa contemporanea e rappresentando oggi solo un documento storico dell'ordinamento finanziario italiano dell'Ottocento.
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Riferimento normativo
LEGGE 28 giugno 1887, n. 4618
Testo normativo
LEGGE n. 4618/1887
# LEGGE 28 giugno 1887, n. 4618
## Col quale viene approvato l'annesso Stato di previsione dell'entrata
per l'esercizio finanziario dal 1° luglio 1887 al 30 giugno 1888
(087U4618)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N. 200 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9 ))
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La Legge 4618/1887 rappresenta un esempio storico di bilancio dello Stato e previsione delle entrate fiscali nel Regno d'Italia post-unitario. Sebbene abrogata, rimane rilevante per storici del diritto tributario e amministrativisti che studiano l'evoluzione della finanza pubblica italiana, della struttura del bilancio dello Stato e dei meccanismi di approvazione parlamentare delle entrate pubbliche nel XIX secolo.
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