Legge 449/1895
Che approva maggiori assegnazioni di stanziamenti per provvedere al saldo di spese residue inscritte nel conto consuntivo di varii Ministeri per l'esercizio finanziario 1893-94. (095U0449)
Qual era lo scopo della Legge 449/1895 e a quali spese si applicava?
Questo tipo di legge riguardava direttamente i Ministeri dello Stato italiano e la loro gestione finanziaria nel periodo post-unitario. Il provvedimento si applicava a spese già sostenute ma non ancora saldate, che necessitavano di ulteriori fondi per essere definitivamente regolarizzate nei bilanci pubblici. Era una pratica amministrativa comune nel XIX secolo per gestire i residui passivi dell'amministrazione centrale.
In termini pratici, la legge autorizzava l'iscrizione di nuovi stanziamenti nei bilanci ministeriali per coprire le spese rimaste pendenti dall'esercizio 1893-94. Questo permetteva di chiudere i conti consuntivi e di regolarizzare la posizione debitoria dello Stato verso i creditori.
È importante notare che questo provvedimento è stato completamente abrogato dal Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200, convertito con modificazioni dalla Legge 18 febbraio 2009, n. 9, perdendo quindi qualsiasi efficacia normativa contemporanea.
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Riferimento normativo
LEGGE 28 luglio 1895, n. 449
Testo normativo
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Prova gratis Vai alla dashboardLa Legge 449/1895 rappresenta un esempio storico di gestione dei residui passivi e degli stanziamenti di bilancio nell'amministrazione pubblica italiana dell'Ottocento. Sebbene abrogata, rimane rilevante per storici e studiosi di diritto amministrativo che analizzano l'evoluzione della contabilità di Stato, dei conti consuntivi ministeriali e dei meccanismi di regolarizzazione delle spese pubbliche nel periodo post-unitario.