Norme per il finanziamento dei lavori per la falda acquifera di Milano e per il completamento della diga foranea di Molfetta. Ulteriore proroga del termine di cui all'articolo 3 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni, in materia di prelievo delle acque di falda nel litorale di Venezia.
Quali sono gli stanziamenti previsti dalla Legge 428/2001 per i lavori sulla falda acquifera di Milano e la diga di Molfetta, e come vengono finanziati?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 428/2001 autorizza finanziamenti specifici per due opere infrastrutturali di rilevanza nazionale. Per il controllo della falda acquifera di Milano, la Regione Lombardia riceve 10 miliardi di lire nel 2001, 5 miliardi nel 2002 e 5 miliardi nel 2003. Per il completamento della diga foranea del porto di Molfetta, la Regione Puglia ottiene 3 miliardi di lire per ciascuno dei tre anni (2001-2003). La norma riguarda direttamente le amministrazioni regionali e gli enti gestori delle opere pubbliche interessate. Il finanziamento totale ammonta a 13 miliardi di lire nel 2001 e 8 miliardi per gli anni 2002 e 2003, prelevati dal Fondo speciale del Ministero del Tesoro e dal Ministero dei Lavori Pubblici. La legge rappresenta un intervento straordinario di bilancio per opere considerate prioritarie dal governo dell'epoca.
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Riferimento normativo
LEGGE 3 dicembre 2001, n. 428
Testo normativo
LEGGE n. 428/2001
# LEGGE 3 dicembre 2001, n. 428
## Norme per il finanziamento dei lavori per la falda acquifera di
Milano e per il completamento della diga foranea di Molfetta.
Ulteriore proroga del termine di cui all'articolo 3 della legge 16
aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni, in materia di
prelievo delle acque di falda nel litorale di Venezia.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA promulga la seguente legge: Art. 1 1. Per l'esecuzione delle opere e degli impianti necessari per il controllo della falda acquifera di Milano è autorizzata la spesa, a favore della regione Lombardia, di lire 10.000 milioni per l'anno 2001, di lire 5.000 milioni per l'anno 2002 e di lire 5.000 milioni per l'anno 2003. 2. Per la prosecuzione dei lavori di costruzione della diga foranea del porto di Molfetta è autorizzata la spesa, a favore della regione Puglia, di lire 3.000 milioni per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003. 3. All' articolo 3, terzo comma, della legge 16 aprile 1973, n. 171 , come da ultimo modificato dall' articolo 20, comma 1, della legge 27 marzo 2001, n. 122 , le parole: "31 dicembre 2001" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2004, e comunque fino al momento della effettiva disponibilità di acqua per il tramite di acquedotti rurali". 4. All'onere derivante dai commi 1 e 2, pari a lire 13.000 milioni per l'anno 2001 e a lire 8.000 milioni per ciascuno degli anni 2002 e 2003, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno 2001, utilizzando, quanto a lire 10.000 milioni per il 2001 e lire 5.000 milioni per ciascuno degli anni 2002 e 2003, l'accantonamento relativo al medesimo Ministero e, quanto a lire 3.000 milioni per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003, l'accantonamento relativo al Ministero dei lavori pubblici. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 3 dicembre 2001 CIAMPI Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Visto, il Guardasigilli: Castelli Avvertenza: Il testo della nota qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 2, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura della disposizione di legge alla quale è operato il rinvio e della quale restano invariati il valore e l'efficacia. Nota al titolo: - Il testo dell' art. 3 della legge 16 aprile 1973, n. 171 , è riportato nelle note all'art. 1. Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 3 della legge 16 aprile 1973, n. 171 (Interventi per la salvaguardia di Venezia), come modificato dalla legge qui pubblicata, è il seguente: "Art. 3. - Il piano comprensoriale stabilisce le direttive da osservare nel territorio del comprensorio per la formazione e l'adeguamento degli strumenti urbanistici. Tali direttive riguardano: a) lo sviluppo, l'impianto e la trasformazione degli insediamenti abitativi, produttivi e terziari; b) le zone da riservare a speciali destinazioni e quelle da assoggettare a speciali vincoli o limitazioni, con particolare riferimento alle località di interesse paesistico, storico, archeologico, artistico, monumentale ed ambientale; c) le limitazioni specificamente preordinate alla tutela dell'ambiente naturale, alla preservazione della unità ecologica e fisica della laguna, alla preservazione delle barene ed all'esclusione di ulteriori opere di imbonimento, alla prevenzione dell'inquinamento atmosferico ed idrico e, in particolare, al divieto di insediamenti industriali inquinanti, ed ai prelievi e smaltimenti delle acque sopra e sotto suolo; d) l'apertura delle valli da pesca ai fini della libera espansione della marea; e) il sistema delle infrastrutture e delle principali attrezzature pubbliche o di uso pubblico, comprese le opere portuali. È consentito sino al 31 dicembre 2004, e comunque fino al momento della effettiva disponibilità di acqua per il tramite di acquedotti rurali il prelievo delle acque di falda ad esclusivo uso irriguo nel litorale delle frazioni di Cavallino Treporti, di Punta Sabbioni e di Sant'Erasmo.".
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La Legge 428/2001 disciplina gli stanziamenti di bilancio per opere pubbliche regionali, utilizzando il Fondo speciale dello stato di previsione e prevedendo una ripartizione tra Ministero del Tesoro e Ministero dei Lavori Pubblici. Commercialisti e responsabili di enti pubblici consultano questa norma per comprendere l'allocazione di risorse pubbliche, le modalità di finanziamento triennale e le procedure di riduzione degli stanziamenti ordinari a favore di interventi straordinari.
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