Proroga dei termini previsti dall'articolo 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94, in materia di riordino delle competenze dei Ministeri del tesoro e del bilancio e della programmazione economica.
Quali termini sono stati prorogati dalla Legge 337/1997 in relazione al riordino dei Ministeri del Tesoro e del Bilancio?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 337/1997 interviene sulla Legge 94/1997 per prorogare i termini relativi al riordino organizzativo e competenziale dei Ministeri del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica. In particolare, prolunga di sessanta giorni i termini per l'emanazione dei decreti legislativi e dei regolamenti previsti dall'articolo 7 della legge precedente, nonché il termine per la trasmissione degli schemi normativi alle Camere per l'espressione del parere della Commissione competente.
La norma riguarda direttamente l'amministrazione pubblica centrale e gli organi di governo nella loro funzione di riorganizzazione strutturale e funzionale. Praticamente, il Governo aveva originariamente sei mesi per emanare i decreti legislativi e i regolamenti di riordino; con questa proroga, il termine viene esteso a nove mesi complessivi. Analogamente, il termine per trasmettere gli schemi alle Camere passa da quattro a cinque mesi.
Questa proroga si inserisce in un processo più ampio di razionalizzazione della spesa pubblica, eliminazione delle duplicazioni organizzative e rafforzamento delle strutture di analisi economico-finanziaria dello Stato. Per i commercialisti e i consulenti aziendali, questa normativa è rilevante poiché incide sulla struttura amministrativa con cui interagiscono per questioni di bilancio pubblico, programmazione economica e fondi comunitari.
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Riferimento normativo
LEGGE 2 ottobre 1997, n. 337
Testo normativo
LEGGE n. 337/1997
# LEGGE 2 ottobre 1997, n. 337
## Proroga dei termini previsti dall'articolo 7 della legge 3 aprile
1997, n. 94, in materia di riordino delle competenze dei Ministeri
del tesoro e del bilancio e della programmazione economica.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. I termini per l'emanazione dei decreti legislativi e dei regolamenti previsti, rispettivamente, dai commi 2 e 3 dell'articolo 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94 , sono prorogati di sessanta giorni. È, altresì, prorogato di sessanta giorni il termine previsto dal comma 4 dell'articolo 7 della stessa legge. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Il testo dei commi 2 , 3 e 4 dell'art. 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94 (Modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468 , e successive modificazioni e integrazioni, recante norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio. Delega al Governo per l'individuazione delle unità previsionali di base del bilancio dello Stato), è il seguente: "2. Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a riordinare le competenze e la organizzazione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Nell'emanazione dei decreti legislativi il Governo si attiene ai principi e criteri direttivi contenuti nella legge 7 agosto 1990, n. 241 , e nel decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni e integrazioni, nonchè ai seguenti principi e criteri direttivi: a) eventuale trasferimento ad altre amministrazioni delle competenze non strettamente connesse ai fini istituzionali; b) eliminazione di ogni forma di duplicazione e sovrapposizione organizzativa e funzionale sia fra le strutture dei Ministeri oggetto dell'unificazione, sia fra queste ed altre amministrazioni; c) organizzazione della struttura ministeriale attraverso la previsione di settori generali ed omogenei di attività, da individuare anche in forma dipartimentale, e, nel loro ambito, di uffici di livello dirigenziale generale, ove necessario anche periferici, articolati in altre unità organizzative interne, secondo le rispettive attribuzioni; d) rafforzamento delle strutture di studio e ricerca economica e finanziaria, nonchè di analisi della fattibilità economicofinanziaria delle innovazioni normative riguardanti i vari settori dell'intervento pubblico; e) ridefinizione delle attribuzioni del Comitato interministeriale della programmazione economica (CIPE), con eliminazione dei compiti di gestione finanziaria, tecnica e amministrativa ed attribuzione degli stessi alle competenti amministrazioni, nonchè riordino, con eventuale unificazione o soppressione, degli attuali organi della programmazione economica; f) riordino, rafforzamento ed eventuale unificazione del nucleo di valutazione degli investimenti pubblici e del nucleo ispettivo per la verifica degli investimenti pubblici; g) riorganizzazione della cabina di regia di cui all' art. 6 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244 , convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341 , intesa quale strumento di coordinamento, promozione di iniziative e supporto alle amministrazioni centrali dello Stato, a quelle regionali e agli altri enti attuatori in materia di utilizzazione dei fondi comunitari, con potenziamento delle relative strutture tecniche ed amministrative, nonchè individuazione, tra le altre, di una struttura dipartimentale per le aree depresse sulla base dei criteri di cui alla lettera c). 3. L'organizzazione, la dotazione organica, l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale e delle relative funzioni, nonchè la distribuzione dei posti di funzione dirigenziale del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sono stabiliti con regolamento da emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell' art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni, nel rispetto dei principi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni ed integrazioni, sulla base dei seguenti criteri: a) la determinazione dei compiti delle ripartizioni amministrative è retta da criteri di omogeneità, complementarietà e organicità mediante anche l'accorpamento degli uffici esistenti; b) l'organizzazione si conforma al criterio di flessibilità, per corrispondere al mutamento delle esigenze, per svolgere compiti anche non permanenti e per raggiungere specifici obiettivi; c) l'ordinamento complessivo è orientato alla diminuzione dei costi amministrativi, alla semplificazione ed accelerazione delle procedure, all'accorpamento e razionalizzazione degli esistenti comitati, nuclei e commissioni, all'eliminazione delle duplicazioni e delle sovrapposizioni dei procedimenti, nell'ambito di un indirizzo che deve garantire la riduzione della spesa. 4. Al fine dell'espressione del parere da parte della Commissione di cui all'art. 9, il Governo trasmette alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica gli schemi dei decreti legislativi e dei regolamenti in attuazione dei principi e dei criteri direttivi di cui ai commi 2 e 3 entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge".
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La Legge 337/1997 riguarda la proroga dei termini per decreti legislativi e regolamenti di riordino ministeriale, con particolare riferimento alla riorganizzazione del Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica. Consulenti e professionisti la consultano per comprendere i tempi di implementazione delle riforme amministrative, la razionalizzazione della spesa pubblica e il coordinamento degli organi di programmazione economica come il CIPE.
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