Che autorizza la sezione «Fondo vedove ed orfani del pio istituto tipografico di Milano» ad accettare il legato di lire 10,000 disposto in suo favore dal signor Alessandro Ripamonti con testamento olografo del 9 aprile 1891. (9500030R)
Qual era il contenuto del Regio Decreto 30/1895 riguardante il Fondo vedove e orfani del pio istituto tipografico di Milano?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto del 24 gennaio 1895, numero 30, era un provvedimento amministrativo che autorizzava una specifica sezione del pio istituto tipografico di Milano, denominata "Fondo vedove e orfani", ad accettare un legato testamentario. Il legato in questione ammontava a lire 10.000 ed era stato disposto dal signor Alessandro Ripamonti mediante testamento olografo redatto il 9 aprile 1891. Si trattava di un atto di natura eccezionale, poiché richiedeva un'autorizzazione regia per permettere all'ente di ricevere il lascito. Il decreto rappresentava una forma di riconoscimento pubblico della volontà del testatore di destinare risorse a un'istituzione di beneficenza. Questo tipo di provvedimenti era comune nell'ordinamento italiano dell'epoca per regolarizzare donazioni e lasciti a enti caritatevoli. Il decreto è stato successivamente abrogato dalla Legge 7 aprile 2025, numero 56, nel contesto di una modernizzazione della normativa sugli enti di beneficenza.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 24 gennaio 1895, n. 30
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 30/1895
# REGIO DECRETO 24 gennaio 1895, n. 30
## Che autorizza la sezione «Fondo vedove ed orfani del pio istituto
tipografico di Milano» ad accettare il legato di lire 10,000 disposto
in suo favore dal signor Alessandro Ripamonti con testamento olografo
del 9 aprile 1891. (9500030R)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DALLA L. 7 APRILE 2025, N. 56 ))
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Il Regio Decreto 30/1895 riguarda lasciti testamentari, enti di beneficenza e pio istituto, rappresentando un esempio storico di autorizzazione amministrativa per accettazione di legati. Professionisti che si occupano di diritto successorio e gestione del patrimonio di enti caritatevoli trovano in questa normativa un riferimento per comprendere l'evoluzione della disciplina su testamenti olografi, eredità e donazioni a istituzioni di pubblica utilità.
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