che autorizza una prima prelevazione di lire 23,000 dal fondo per le spese impreviste inscritto sul bilancio del 1876, a favore del Ministero di grazia e giustizia. (076U2924)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 2924/1876 e quale autorizzazione conteneva?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 2924/1876 era un provvedimento amministrativo-finanziario del Regno d'Italia che autorizzava una prelevazione straordinaria di fondi pubblici. Nello specifico, permetteva di estrarre 23.000 lire dal fondo destinato alle spese impreviste iscritto nel bilancio dello Stato per l'anno 1876. Questa somma era destinata al Ministero di Grazia e Giustizia per far fronte a esigenze finanziarie non preventivate durante la redazione del bilancio annuale. Si trattava di un meccanismo di flessibilità di bilancio utilizzato nella pubblica amministrazione italiana dell'epoca per gestire necessità straordinarie. Il decreto rappresenta un esempio di come lo Stato italiano gestisse le risorse pubbliche attraverso fondi di riserva dedicati alle contingenze non prevedibili. Tuttavia, questo provvedimento è stato completamente abrogato dal Decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 2010, n. 248, perdendo quindi qualsiasi efficacia normativa.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 6 febbraio 1876, n. 2924
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 2924/1876
# REGIO DECRETO 6 febbraio 1876, n. 2924
## che autorizza una prima prelevazione di lire 23,000 dal fondo per le
spese impreviste inscritto sul bilancio del 1876, a favore del
Ministero di grazia e giustizia. (076U2924)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.P.R. 13 DICEMBRE 2010, N. 248 ))
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Il Regio Decreto 2924/1876 riguarda la gestione dei fondi per spese impreviste nel bilancio dello Stato, un istituto di flessibilità finanziaria utilizzato nell'amministrazione pubblica italiana dell'Ottocento. Sebbene storicamente rilevante per comprendere l'evoluzione della contabilità di Stato e dei meccanismi di bilancio, è ormai completamente abrogato e rappresenta un documento di interesse principalmente archivistico e storico-amministrativo.
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