Qual era l'oggetto del Decreto-Legge 291/1992 e perché risulta decaduto?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto-Legge 291/1992, emanato il 20 maggio 1992, era stato concepito per affrontare il miglioramento qualitativo e la prevenzione dell'inquinamento delle acque destinate al consumo umano in Italia. Si trattava di una misura normativa urgente volta a garantire standard qualitativi più elevati per l'acqua potabile e a implementare sistemi di controllo e prevenzione dell'inquinamento. Tuttavia, il decreto risulta completamente decaduto, il che significa che ha perso efficacia giuridica e non produce più effetti normativi. La decadenza di un decreto-legge avviene tipicamente quando non viene convertito in legge ordinaria entro il termine di 60 giorni dalla sua emanazione, oppure quando il Parlamento delibera esplicitamente la non conversione. Per le aziende e gli enti gestori del servizio idrico, la decadenza di questa norma ha comportato l'applicazione di altre disposizioni in materia di qualità delle acque, successivamente introdotte da normative comunitarie e nazionali più recenti. È importante verificare quale normativa vigente abbia sostituito o integrato le disposizioni originariamente previste da questo decreto.
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Riferimento normativo
DECRETO-LEGGE 20 maggio 1992, n. 291
Testo normativo
DECRETO-LEGGE n. 291/1992
# DECRETO-LEGGE 20 maggio 1992, n. 291
## Interventi per il miglioramento qualitativo e la prevenzione
dell'inquinamento delle acque destinate al consumo umano.
Art. 1 DECRETO DECADUTO
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Il Decreto-Legge 291/1992 riguardava la disciplina delle acque destinate al consumo umano, un settore regolato da direttive europee e da normative nazionali sulla qualità dell'acqua potabile. Gestori idrici, enti pubblici e aziende del settore ambientale devono fare riferimento alla normativa vigente in materia di standard qualitativi, controlli analitici e prevenzione dell'inquinamento idrico, oggi disciplinati da disposizioni successive e dal diritto comunitario.
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