Quali sono i divieti principali stabiliti dalla Legge 257/1992 sull'amianto e quali deroghe sono previste?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 257/1992 rappresenta il quadro normativo italiano per la cessazione dell'uso dell'amianto nel territorio nazionale. La norma vieta in modo assoluto l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di tutti i prodotti che lo contengono, con l'obiettivo di eliminare progressivamente questa sostanza nociva. La legge si applica a tutte le imprese e gli operatori che operano nella filiera dell'amianto, dalle estrazioni alle lavorazioni fino allo smaltimento finale. In pratica, le aziende devono cessare qualsiasi attività legata all'amianto e riconvertire i propri processi produttivi verso materiali alternativi. È prevista una deroga limitata e temporale: fino al 31 ottobre 2000, era consentita l'importazione di massimo 800 chilogrammi di amianto in forma di treccia o materiale per guarnizioni non sostituibile, previa autorizzazione espressa dei Ministeri competenti. Questa deroga rappresentava una misura transitoria per permettere alle imprese di adeguarsi al nuovo regime normativo, con ripartizione pro-quota delle quantità autorizzate.
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Riferimento normativo
LEGGE 27 marzo 1992, n. 257
Testo normativo
LEGGE n. 257/1992
# LEGGE 27 marzo 1992, n. 257
## Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Finalità 1. La presente legge concerne l'estrazione, l'mportazione, la lavorazione, l'utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento, nel territorio nazionale, nonchè l'esportazione dell'amianto e dei prodotti che lo contengono e detta norme per la dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione dell'estrazione, dell'importazione, dell'esportazione e dell'utilizzazione dell'amianto e dei prodotti che lo contengono, per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall'inquinamento da amianto, per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla riconversione produttiva e per il controllo sull'inquinamento da amianto. 2. Sono vietate l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto. ((Previa autorizzazione espressa d'intesa fra i Ministri dell'ambiente, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, è ammessa la deroga ai divieti di cui al presente articolo per una quantità massima di 800 chilogrammi e non oltre il 31 ottobre 2000, per amianto sotto forma di treccia o di materiale per guarnizioni non sostituibile con prodotti equivalenti disponibili. Le imprese interessate presentano istanza al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato che dispone, con proprio provvedimento, la ripartizione pro-quota delle quantità sopra indicate, nonchè determina le modalità operative conformandosi alle indicazioni della commissione di cui all'articolo 4)) . (4) --------------- AGGIORNAMENTO (4) La L. 24 aprile 1998, n. 128 ha disposto (con l'art. 16, comma 3) che la disposizione di cui al comma 2 del presente articolo 1 ha efficacia decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della suddetta legge.
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La Legge 257/1992 è il riferimento principale per chi opera nel settore dell'amianto e deve affrontare questioni di dismissione produttiva, bonifica ambientale e riconversione aziendale. Commercialisti e consulenti aziendali la consultano per valutare gli impatti sulla continuità operativa, le deroghe temporanee, le autorizzazioni ministeriali e gli obblighi di decontaminazione e smaltimento dei siti inquinati.
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