Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali,
nonche' di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o
competizioni non autorizzate.
Quali sono le principali fattispecie penali introdotte dalla Legge 189/2004 in materia di maltrattamento animale e quali sanzioni prevedono?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 189/2004 introduce nel Codice Penale italiano un nuovo Titolo IX-bis dedicato ai "Delitti contro il sentimento per gli animali", creando quattro fattispecie criminali specifiche. La norma si applica a chiunque commetta atti di crudeltà verso animali, senza distinzione di proprietà, e riguarda sia persone fisiche che organizzazioni. In pratica, la legge punisce: l'uccisione di animali senza necessità (3-18 mesi di reclusione), il maltrattamento e le sevizie (3 mesi-1 anno o multa 3.000-15.000 euro), l'organizzazione di spettacoli con sofferenza animale (4 mesi-2 anni e multa 3.000-15.000 euro), e soprattutto i combattimenti clandestini tra animali (1-3 anni e multa 50.000-160.000 euro). Le pene sono aumentate se risulta la morte dell'animale, se coinvolti minori, se utilizzati per scommesse clandestine o se registrati in video. La legge prevede inoltre la confisca dell'animale, la sospensione delle attività di allevamento e commercio per 3 mesi-3 anni, e in caso di recidiva l'interdizione definitiva da tali attività.
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Riferimento normativo
LEGGE 20 luglio 2004, n. 189
Testo normativo
LEGGE n. 189/2004
# LEGGE 20 luglio 2004, n. 189
## Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali,
nonche' di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o
competizioni non autorizzate.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 (Modifiche al codice penale ). 1. Dopo il titolo IX del libro II del codice penale è inserito il seguente: "TITOLO IX-BIS - DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI Art. 544-bis. - (Uccisione di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi. Art. 544-ter. - (Maltrattamento di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale. Art. 544-quater. - (Spettacoli o manifestazioni vietati). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 3.000 a. 15.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per sè od altri ovvero se ne deriva la morte dell'animale. Art. 544-quinquies. - (Divieto di combattimenti tra animali). - Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà: 1) se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate; 2) se le predette attività sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni; 3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni. Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti. Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Art. 544-sexies. - (Confisca e pene accessorie). - Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell' articolo 444 del codice di procedura penale , per i delitti previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca dell'animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato. È altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell'attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è disposta l'interdizione dall'esercizio delle attività medesime". 2. All' articolo 638, primo comma, del codice penale , dopo le parole: "è punito" sono inserite le seguenti: ", salvo che il fatto costituisca più grave reato". 3. L' articolo 727 del codice penale è sostituito dal seguente: "Art. 727. - (Abbandono di animali). - Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze". Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note all'art. 1: - Il titolo IX del libro II del codice penale reca: «Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume». - Si riporta il testo dell' art. 638 del codice penale , come modificato dalla legge qui pubblicata: «Art. 638 (Uccisione o danneggiamento di animali altrui). - Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora animali che appartengono ad altri è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire seicentomila. La pena è della reclusione da sei mesi a quattro anni, e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria. Non è punibile chi commette il fatto sopra volatili sorpresi nei fondi da lui posseduti e nel momento in cui gli recano danno».
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La Legge 189/2004 rappresenta il riferimento normativo principale per chi opera nel settore della protezione animale, affrontando tematiche di maltrattamento animale, combattimenti clandestini e scommesse illegali. Professionisti del diritto penale, veterinari e operatori di enti animalisti consultano questa norma per comprendere gli obblighi di denuncia, le responsabilità civili e penali, nonché le sanzioni accessorie come confisca, sospensione e interdizione dall'esercizio di attività di allevamento e commercio.
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