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Legge 18/2016

Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio. (16G00025)

Pubblicato: 15/02/2016 In vigore dal: 14/02/2016 Documento ufficiale

Quali sono i principali obblighi e caratteristiche del Gruppo Bancario Cooperativo secondo il Decreto-Legge 18/2016?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto-Legge 18/2016 introduce una riforma strutturale delle banche di credito cooperativo, prevedendo l'obbligo di adesione a un Gruppo Bancario Cooperativo per ottenere l'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria. Il gruppo è composto da una società capogruppo in forma di società per azioni (con patrimonio netto minimo di 1 miliardo di euro) che esercita direzione e coordinamento sulle banche cooperative aderenti, le quali devono mantenere il controllo maggioritario del capitale della capogruppo. La normativa si applica a tutte le banche di credito cooperativo, con eccezioni specifiche per quelle nelle province autonome di Trento e Bolzano, che possono costituire gruppi autonomi territoriali. Il contratto di coesione disciplina i poteri della capogruppo, inclusa la nomina dei componenti degli organi amministrativi fino alla maggioranza, i criteri di adesione e esclusione, e la garanzia in solido delle obbligazioni assunte dal gruppo. La Banca d'Italia autorizza l'adesione, il recesso e l'esclusione delle banche, valutando la sana e prudente gestione del gruppo e della singola banca.

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Riferimento normativo

DECRETO-LEGGE 14 febbraio 2016, n. 18

Testo normativo

DECRETO-LEGGE n. 18/2016 # DECRETO-LEGGE 14 febbraio 2016, n. 18 ## Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio. (16G00025) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della costituzione ; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di avviare il processo di riforma del settore bancario cooperativo, al fine di rafforzare la stabilità del sistema nel suo complesso e consentire il rafforzamento patrimoniale delle banche di credito cooperativo; Ritenuta l'urgenza di concedere, a titolo oneroso, una garanzia dello Stato sulle passività emesse nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione; Ritenuta la necessità ed urgenza di definire il regime fiscale della cessione di diritti, attività e passività di un ente sottoposto a risoluzione a un ente ponte; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 10 febbraio 2016; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze; EMANA il seguente decreto-legge: Art. 1 Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 1 . All' articolo 33 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti: "1-bis. L'adesione a un gruppo bancario cooperativo è condizione per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria in forma di banca di credito cooperativo. 1-ter. Non si può dare corso al procedimento per l'iscrizione nell'albo delle società cooperative di cui all' articolo 2512, secondo comma, del codice civile se non consti l'autorizzazione prevista dal comma 1-bis."; b) Il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. La nomina dei membri degli organi di amministrazione e controllo spetta ai competenti organi sociali fatte salve le previsioni degli articoli 150-ter e 37-bis, comma 3.". 2. All' articolo 34 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, la parola: "duecento" è sostituita dalla seguente: "cinquecento"; b) al comma 4, la parola: "cinquantamila" è sostituita dalla seguente: "centomila"; c) dopo il comma 4 è inserito il seguente: "4-bis. Lo statuto può prevedere, tra i requisiti per l'ammissione a socio, la sottoscrizione o l'acquisto di un numero minimo di azioni.". 3. Al comma 2 dell'articolo 35 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , dopo le parole: "competenza territoriale," ((sono inserite)) le seguenti: "nonchè ai poteri attribuiti alla capogruppo ai sensi dell'articolo 37-bis,". 4. All' articolo 36 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) la rubrica è sostituita dalla seguente: "Fusioni e trasformazioni"; b) al comma 1 sono soppresse le seguenti parole: "banche popolari o"; ((c) dopo il comma 1, è inserito il seguente: "1-bis. In caso di recesso o esclusione da un gruppo bancario cooperativo, la banca di credito cooperativo, entro il termine stabilito con le disposizioni di cui all'articolo 37-bis, comma 7, previa autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia avendo riguardo alla sana e prudente gestione della banca, può deliberare la propria trasformazione in società per azioni. In mancanza, la società delibera la propria liquidazione")) d) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Si applicano gli articoli 56, comma 2, e 57, commi 2, 3 e 4.". 5. ((Nella sezione II del capo V del titolo II del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, dopo l'articolo 37 sono inseriti)) i seguenti: "Art. 37-bis Gruppo Bancario Cooperativo 1. Il gruppo bancario cooperativo è composto da: a) una società capogruppo costituita in forma di società per azioni e autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria dalle banche di credito cooperativo appartenenti al gruppo, che esercita attività di direzione e coordinamento sulle società del gruppo sulla base di un contratto conforme a quanto previsto dal comma 3 del presente articolo. Il medesimo contratto assicura l'esistenza di una situazione di controllo come definito dai principi contabili internazionali adottati dall'Unione europea; il requisito minimo di patrimonio netto della società capogruppo è di un miliardo di euro; b) le banche di credito cooperativo che aderiscono al contratto e hanno adottato le connesse clausole statutarie; c) le società bancarie, finanziarie e strumentali controllate dalla capogruppo, come definite dall'articolo 59. ((c-bis) eventuali sottogruppi territoriali facenti capo a una banca costituita in forma di società per azioni sottoposta a direzione e coordinamento della capogruppo di cui alla lettera a) e composti dalle altre società di cui alle lettere b) e c) )) . ((1-bis. Le banche di credito cooperativo aventi sede legale nelle province autonome di Trento e di Bolzano possono rispettivamente costituire autonomi gruppi bancari cooperativi composti solo da banche aventi sede e operanti esclusivamente nella medesima provincia autonoma, tra cui la corrispondente banca capogruppo, la quale adotta una delle forme di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a); il requisito minimo di patrimonio netto è stabilito dalla Banca d'Italia ai sensi del comma 7-bis)) . 2. Lo statuto della capogruppo indica il numero massimo delle azioni con diritto di voto che possono essere detenute da ciascun socio, direttamente o indirettamente, ai sensi dell'articolo 22, comma 1. 3. Il contratto di coesione che disciplina la direzione e il coordinamento della capogruppo sul gruppo indica: a) la banca capogruppo, cui ((sono attribuiti)) la direzione e il coordinamento del gruppo; b) i poteri della capogruppo che, nel rispetto delle finalità mutualistiche, includono: 1) l'individuazione e l'attuazione degli indirizzi strategici ed obiettivi operativi del gruppo nonchè gli altri poteri necessari per l'attività di direzione e coordinamento, proporzionati alla rischiosità delle banche aderenti, ivi compresi i controlli ed i poteri di influenza sulle banche aderenti volti ad assicurare il rispetto dei requisiti prudenziali e delle altre disposizioni in materia bancaria e finanziaria applicabili al gruppo e ai suoi componenti; 2) i casi, comunque motivati ((...)) , in cui la capogruppo può, rispettivamente, nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o più componenti, fino a concorrenza della maggioranza, degli organi di amministrazione e controllo delle società aderenti al gruppo e le modalità di esercizio di tali poteri; 3) l'esclusione di una banca dal gruppo in caso di gravi violazioni degli obblighi previsti dal contratto e le altre misure sanzionatorie graduate in relazione alla gravità della violazione; c) i criteri di compensazione e l'equilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivanti dall'attività comune; ((d) i criteri e le condizioni di adesione, di diniego dell'adesione e di recesso dal contratto, nonchè di esclusione dal gruppo, secondo criteri non discriminatori in linea con il principio di solidarietà tra le banche cooperative a mutualità prevalente)) . 4. Il contratto di cui al comma 3 prevede la garanzia in solido delle obbligazioni assunte dalla capogruppo e dalle altre banche aderenti, nel rispetto della disciplina prudenziale dei gruppi bancari e delle singole banche aderenti. 5. L'adesione, il rigetto delle richieste di adesione ((, il recesso)) e l'esclusione di una banca di credito cooperativo sono autorizzati dalla Banca d'Italia avendo riguardo alla sana e prudente gestione del gruppo e della singola banca. 6. ((Alle partecipazioni al capitale della capogruppo delle banche di credito cooperativo e delle banche cui fanno capo i sottogruppi territoriali)) non si applicano gli articoli 2359-bis , 2359-ter , 2359-quater e 2359-quinquies del codice civile . ((7. Il Ministro dell'economia e delle finanze, al fine di assicurare l'adeguatezza dimensionale e organizzativa del gruppo bancario cooperativo, può stabilire con proprio decreto, sentita la Banca d'Italia: a) il numero minimo di banche di credito cooperativo di un gruppo bancario cooperativo; b) una soglia di partecipazione delle banche di credito cooperativo al capitale della società capogruppo diversa da quella indicata al comma 1, lettera a), tenuto conto delle esigenze di stabilità del gruppo; c) le modalità e i criteri per assicurare il riconoscimento e la salvaguardia delle peculiarità linguistiche e culturali delle banche di credito cooperativo aventi sede legale nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano. 7-bis. La Banca d'Italia, al fine di assicurare la sana e prudente gestione, la competitività e l'efficienza del gruppo bancario cooperativo, nel rispetto della disciplina prudenziale applicabile e delle finalità mutualistiche, detta disposizioni di attuazione del presente articolo e dell'articolo 37-ter, con particolare riferimento: a) ai requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo; b) al contenuto minimo del contratto di cui al comma 3, alle caratteristiche della garanzia di cui al comma 4, al procedimento per la costituzione del gruppo e all'adesione al medesimo; c) ai requisiti specifici, compreso il requisito minimo di patrimonio netto della capogruppo, relativi ai gruppi bancari cooperativi previsti dal comma 1-bis)) . 8. Al gruppo bancario cooperativo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del Titolo III, Capo II. Art. 37-ter Costituzione del gruppo bancario cooperativo 1. La banca che intenda assumere il ruolo di capogruppo ai sensi dell'articolo 37-bis, comma 1, lettera a), trasmette alla Banca d'Italia: a) uno schema di contratto conforme a quanto stabilito ai sensi dell'articolo 37-bis; b) un elenco delle banche di credito cooperativo e delle altre società che intendono aderire al gruppo bancario cooperativo. 2. La Banca d'Italia accerta la sussistenza delle condizioni previste ai sensi dell'articolo 37-bis e, in particolare, il grado di adeguatezza patrimoniale e finanziaria del gruppo e l'idoneità del contratto a consentire la sana e prudente gestione del gruppo. 3. A seguito dell'accertamento previsto dal comma 2, le banche di credito ((cooperativo)) stipulano con la capogruppo il contratto di cui all'articolo 37-bis e provvedono alle necessarie modifiche statutarie, che sono approvate con le maggioranze previste dall'articolo 31, comma 1. 4. Il contratto è trasmesso alla Banca d'Italia, che provvede all'iscrizione del gruppo nell'albo dei gruppi. Successivamente, si dà corso all'iscrizione nel registro delle imprese ai sensi dell' articolo 2497-bis, secondo comma, del codice civile .". 6. All' articolo 150-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Alle banche di credito cooperativo non si applicano le seguenti disposizioni del codice civile : 2349, secondo comma, 2513, 2514, secondo comma, 2519, secondo comma, 2522, 2525 primo, secondo, terzo e quarto comma, 2527, secondo e terzo comma, 2528, terzo e quarto comma, 2530 secondo, terzo, quarto e quinto comma, 2538, secondo comma, secondo periodo, terzo e quarto comma, 2540, secondo comma, 2541, 2542 quarto comma, 2543 primo e secondo comma, 2545-bis, 2545-quater, 2545-quinquies, 2545-octies, 2545-decies, 2545-undecies, terzo comma, 2545-terdecies, 2545-quinquiesdecies, 2545-sexiesdecies, 2545-septiesdecies e 2545-octiesdecies."; b) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Nei casi di fusione e trasformazione previsti dall'articolo 36, nonchè di cessione di rapporti giuridici in blocco e scissione da cui risulti una banca costituita in forma di società per azioni, restano fermi gli effetti di devoluzione del patrimonio stabiliti dall' articolo 17 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 . ((PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 8 APRILE 2016, N. 49 )) . ((PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 8 APRILE 2016, N. 49 )) ". 7. All' articolo 150-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) prima del comma 1, è inserito il seguente: "01. Le banche di credito cooperativo emettono le azioni previste dall' articolo 2526 del codice civile nei casi e nei modi previsti dal presente articolo."; b) al comma 1 le parole: ", ai sensi dell'articolo 70, comma 1, lettera b)," e le parole: "ed in deroga alle previsioni di cui ((all'articolo 150-bis, comma 1)) " sono soppresse; c) il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. L'emissione delle azioni di cui al comma 1 deve essere autorizzata dalla Banca d'Italia e, fatto salvo quanto previsto dal comma 4-bis, esse sono sottoscrivibili solo da parte dei sistemi di garanzia istituiti tra banche di credito cooperativo e dei fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui alla legge 31 gennaio 1992, n. 59 , in deroga ai limiti di cui all'articolo 34, commi 2 e 4."; d) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. I diritti patrimoniali e amministrativi, spettanti ai soci finanziatori, anche in deroga ai limiti previsti dall'articolo 2526, secondo comma, terzo periodo, del codice civile, e all'articolo 34, comma 3 , del presente decreto, sono stabiliti dallo statuto, ma ad essi spetta comunque il diritto di designare uno o più componenti dell'organo amministrativo ed il presidente dell'organo che svolge la funzione di controllo."; e) il comma 4 è sostituito dal seguente: "4. I sottoscrittori delle azioni di finanziamento possono chiedere il rimborso del valore nominale delle azioni e, ove versato, del sovrapprezzo. L'organo amministrativo, sentito l'organo che svolge la funzione di controllo, delibera sulla richiesta di rimborso avendo riguardo alla situazione di liquidità, finanziaria e patrimoniale attuale e prospettica della banca di credito cooperativo. L'efficacia della delibera è condizionata alla preventiva autorizzazione della Banca d'Italia."; f) dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti: "4-bis. Le azioni di finanziamento possono essere sottoscritte ((, in deroga ai limiti di cui all'articolo 34, commi 2 e 4, anche)) dalla capogruppo del gruppo bancario cooperativo a cui appartiene l'emittente. In tal caso, l'emissione è consentita anche fuori dei casi indicati al comma 1, si applicano i commi 3 e 4 e l'autorizzazione della Banca d'Italia ai sensi del comma 4 ha riguardo alla situazione di liquidità, finanziaria e patrimoniale attuale e prospettica della singola banca di credito cooperativo emittente e del gruppo nel suo complesso. 4-ter. Le azioni di cui al presente articolo non possono essere cedute con effetto verso la società, se la cessione non è autorizzata dagli amministratori. Non si applicano gli articoli 2542, secondo comma e terzo comma, secondo periodo, 2543, terzo comma, 2544, secondo comma, primo periodo, e terzo comma, del codice civile .".

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