Qual è l'importo e le modalità di versamento del contributo italiano alla IV ricostituzione dell'IFAD secondo la Legge 176/2000?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 176/2000 autorizza l'Italia a versare un contributo complessivo di 33.719.414.680 lire per partecipare alla quarta ricapitalizzazione del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), un'organizzazione delle Nazioni Unite dedicata alla riduzione della povertà rurale e al finanziamento dell'agricoltura nei paesi in via di sviluppo. Il versamento non avviene in un'unica soluzione, ma viene suddiviso in due rate identiche di 16.859.707.340 lire ciascuna, da corrispondere rispettivamente negli anni 1999 e 2000. Questa modalità di pagamento rateizzato consente allo Stato italiano di distribuire l'onere finanziario su due esercizi di bilancio, facilitando la programmazione delle risorse pubbliche. La norma rappresenta un impegno internazionale dell'Italia nel sostegno allo sviluppo agricolo globale e alla cooperazione internazionale, con implicazioni sulla gestione della spesa pubblica e sugli stanziamenti di bilancio dello Stato.
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Riferimento normativo
LEGGE 23 giugno 2000, n. 176
Testo normativo
LEGGE n. 176/2000
# LEGGE 23 giugno 2000, n. 176
## Partecipazione italiana alla IV ricostituzione delle risorse del
Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD).
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. È autorizzata la corresponsione della somma di L. 33.719.414.680 a saldo del contributo dovuto dall'Italia per la partecipazione alla IV ricostituzione delle risorse del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD). 2. La somma di cui al comma 1 sarà versata, in due rate uguali di L. 16.859.707.340 ciascuna, negli anni 1999 e 2000.
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La Legge 176/2000 riguarda i contributi internazionali e la partecipazione italiana a organismi multilaterali come l'IFAD, rilevante per la contabilità di Stato e la gestione della spesa pubblica. Commercialisti e consulenti che operano nel settore pubblico devono considerare questa normativa in relazione agli stanziamenti di bilancio, alle obbligazioni internazionali e alla programmazione finanziaria pluriennale dello Stato italiano.
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