Legge

Legge 157/2004

Disposizioni urgenti per l'etichettatura di alcuni prodotti agroalimentari, nonche' in materia di agricoltura e pesca.

Pubblicato: 25/06/2004 In vigore dal: 24/06/2004 Documento ufficiale

Quali sono le regole per l'etichettatura del latte fresco pastorizzato e della passata di pomodoro secondo il Decreto-Legge 157/2004?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto-Legge 157/2004 stabilisce norme urgenti per l'etichettatura di specifici prodotti agroalimentari, con l'obiettivo di garantire trasparenza e corretta informazione al consumatore. Le denominazioni "latte fresco pastorizzato" e "latte fresco pastorizzato di alta qualità" sono riservate esclusivamente al latte vaccino prodotto secondo le modalità previste dalla legge 169/1989, con una data di scadenza fissata al sesto giorno successivo al trattamento termico (salvo indicazione di termine inferiore da parte del produttore). L'uso del termine "fresco" è vietato per il latte che non rispetta questi standard. Per la passata di pomodoro, la denominazione è riservata al prodotto ottenuto dalla spremitura diretta del pomodoro fresco, con ulteriori caratteristiche e modalità di produzione da definire con decreto ministeriale entro 45 giorni. Il decreto prevede anche disposizioni sulla classificazione del vitello (animale macellato prima dell'ottavo mese di vita con carcassa non superiore a 185 kg) e sull'indicazione obbligatoria del luogo di origine o provenienza. I produttori hanno 120 giorni dalla conversione in legge per utilizzare confezioni ed etichette conformi alle previgenti disposizioni.

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Riferimento normativo

DECRETO-LEGGE 24 giugno 2004, n. 157

Testo normativo

DECRETO-LEGGE n. 157/2004 # DECRETO-LEGGE 24 giugno 2004, n. 157 ## Disposizioni urgenti per l'etichettatura di alcuni prodotti agroalimentari, nonche' in materia di agricoltura e pesca. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione ; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure in materia di etichettatura e presentazione di alcuni prodotti agroalimentari, non disciplinati dalla normativa comunitaria, al fine di garantire la più ampia tutela del consumatore assicurandone la corretta e trasparente informazione in un quadro di compatibilità con l'ordinamento comunitario, nonchè di adottare particolari misure a favore del comparto agricolo e della pesca, nel rispetto di quanto normativamente previsto nei rapporti tra Stato e regioni; Vista la direttiva 98/34/CE del Parlamento e del Consiglio, del 22 giugno 1998, come modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento e del Consiglio, del 20 luglio 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione, recepita con la legge 21 giugno 1986, n. 317 , e con il decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427 ; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 giugno 2004; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con i Ministri per le politiche comunitarie, per gli affari regionali, delle attività produttive, della salute e dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto-legge: Art. 1 Denominazioni di vendita nazionali 1. Fermo restando quanto previsto dall' articolo 4, comma 1-ter, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 , ((. . .)) le denominazioni di vendita "latte fresco pastorizzato" e "latte fresco pastorizzato di alta qualità", da riportare nella etichettatura del latte vaccino destinato al consumo umano, sono esclusivamente riservate al latte prodotto conformemente all' articolo 4, commi 1 e 2, della legge 3 maggio 1989, n. 169 , e nel rispetto delle disposizioni ((del regolamento)) di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, n. 54 . ((La data di scadenza del "latte fresco pastorizzato" e del "latte fresco pastorizzato di alta qualità" è determinata nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico, salvo che il produttore non indichi un termine inferiore. L'uso del termine "fresco" nelle denominazioni di vendita del latte vaccino destinato al consumo umano è riservato ai prodotti la cui durabilità non eccede quella di sei giorni successivi alla data del trattamento termico)) . ((1-bis. È comunque vietata l'utilizzazione della denominazione "fresco" sull'etichetta, sui marchi di fabbrica o di commercio, sulle confezioni e sugli imballaggi ovvero in denominazioni di fantasia per il latte prodotto in maniera non conforme all'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 3 maggio 1989. n. 169)) 2. La denominazione di vendita del latte ottenuto con i trattamenti autorizzati, ((. . .)) prima della data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della citata legge n. 169 del 1989 , in relazione all'evoluzione tecnologica è quella di "latte" con l'aggiunta della indicazione del trattamento autorizzato. 3. La denominazione di vendita "passata di pomodoro", da riportare nella etichettatura del prodotto derivante dalla trasformazione del pomodoro, è riservata al prodotto ottenuto dalla spremitura diretta del pomodoro fresco. Con decreto del Ministro delle attività produttive e del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro per le politiche comunitarie e con il Ministro della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono determinate le ulteriori caratteristiche del suddetto prodotto ed in particolare la sua composizione e le altre modalità di produzione, nonchè individuati, tra quelli già previsti dalla legislazione vigente, i metodi ufficiali di analisi e le modalità relative ai controlli ((, eseguiti per il Ministero delle politiche agricole e forestali dal personale dell'Ispettorato centrale repressione frodi con qualifica di ufficiale e di agente di polizia giudiziaria)) . ((3-bis. L'ultimo comma dell' articolo 2 della legge 4 aprile 1964, n. 171 , e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: "Ai fini della classificazione merceologica si intende per "vitello" un animale appartenente alla specie bovina, macellato prima dell'ottavo mese di vita, la cui carcassa non superi il peso di 185 chilogrammi")) 4. Con il decreto di cui all' articolo 3, comma 5-bis, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 , ((. . .)) sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono ((definiti)) le modalità ed i requisiti per l'indicazione obbligatoria della dicitura del luogo di origine o di provenienza dei prodotti di cui ai commi 1 e 3. 5. Al fine di assicurare la corretta e trasparente informazione del consumatore, la denominazione di vendita dello Stato membro di produzione non può essere usata quando il prodotto che essa designa, dal punto di vista della sua composizione o della sua fabbricazione, si discosta in maniera sostanziale dai prodotti di cui ai commi 1, 2 e 3. 6. Ai fini delle determinazioni di cui al comma 5, si applicano le disposizioni previste all'articolo 4, commi 1-ter e 1-quater, del citato decreto legislativo n. 109 del 1992 . La documentazione deve essere trasmessa al Ministero delle attività produttive e al Ministero delle politiche agricole e forestali, i quali, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, possono autorizzare l'uso della denominazione o, con il medesimo provvedimento, stabilire eventuali specifiche merceologiche, nonchè indicazioni di utilizzazione. 7. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati gli articoli 1 e 2 della legge 3 maggio 1989, n. 169 . 8. Per i prodotti di cui ai commi 2 e 3, le produzioni, le confezioni, gli imballaggi e le etichette conformi alle previgenti disposizioni possono essere utilizzati per un periodo di ((centoventi)) giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. (( 8-bis. Il comma 2 dell'articolo 11 del decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462 , è sostituito dal seguente: "2. Per l'effettuazione delle analisi di revisione, anche con riguardo ai prodotti di cui all' articolo 1, commi 1 , 2 e 3, del decreto-legge 24 giugno 2004, n. 157 , l'Ispettorato centrale repressione frodi si avvale, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, di uno dei propri laboratori di analisi"))

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Il Decreto-Legge 157/2004 è il riferimento normativo per etichettatura, denominazioni di vendita e tracciabilità di prodotti agroalimentari come latte fresco pastorizzato e passata di pomodoro. Operatori del settore alimentare, distributori e commercialisti che assistono aziende agroalimentari consultano questa norma per conformità alle regole di labeling, indicazione dell'origine, durabilità dei prodotti e sanzioni per violazioni delle denominazioni riservate.

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