Quali sono le finalità e l'ambito di applicazione della Legge 150/2000 in materia di comunicazione delle pubbliche amministrazioni?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 150/2000 disciplina le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni italiane, applicandosi a tutte le amministrazioni dello Stato, enti locali, università, aziende sanitarie e altri enti pubblici non economici. La norma mira a garantire trasparenza ed efficacia dell'azione amministrativa, permettendo alle PA di comunicare con i cittadini, i media e le collettività attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici, nel rispetto dei vincoli di segreto di Stato e riservatezza. Le attività di comunicazione istituzionale perseguono obiettivi specifici: illustrare disposizioni normative e servizi pubblici, promuovere conoscenze su temi di interesse pubblico, favorire la semplificazione amministrativa e valorizzare l'immagine dell'Italia a livello internazionale. Aspetto rilevante per i professionisti è che queste attività non sono soggette ai limiti ordinari in materia di pubblicità e sponsorizzazioni, rappresentando un'eccezione al regime generale della comunicazione commerciale.
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Riferimento normativo
LEGGE 7 giugno 2000, n. 150
Testo normativo
LEGGE n. 150/2000
# LEGGE 7 giugno 2000, n. 150
## Disciplina delle attivita' di informazione e di comunicazione delle
pubbliche amministrazioni.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Principi generali Art. 1 Finalità ed ambito di applicazione 1. Le disposizioni della presente legge, in attuazione dei principi che regolano la trasparenza e l'efficacia dell'azione amministrativa, disciplinano le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. 2. Ai fini della presente legge sono pubbliche amministrazioni quelle indicate all' articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 . 3. È fatta salva la disciplina vigente relativa alla pubblicità legale od obbligatoria degli atti pubblici. 4. Nel rispetto delle norme vigenti in tema di segreto di Stato, di segreto d'ufficio, di tutela della riservatezza dei dati personali e in conformità ai comportamenti richiesti dalle carte deontologiche, sono considerate attività di informazione e di comunicazione istituzionale quelle poste in essere in Italia o all'estero dai soggetti di cui al comma 2 e volte a conseguire: a) l'informazione ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici; b) la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettività e ad altri enti attraverso ogni modalità tecnica ed organizzativa; c) la comunicazione interna realizzata nell'ambito di ciascun ente. 5. Le attività di informazione e di comunicazione sono, in particolare, finalizzate a: a) illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni normative, al fine di facilitarne l'applicazione; b) illustrare le attività delle istituzioni e il loro funzionamento; c) favorire l'accesso ai servizi pubblici, promuovendone la conoscenza; d) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di rilevante interesse pubblico e sociale; e) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di modernizzazione degli apparati nonchè la conoscenza dell'avvio e del percorso dei procedimenti amministrativi; f) promuovere l'immagine delle amministrazioni, nonchè quella dell'Italia, in Europa e nel mondo, conferendo conoscenza e visibilità ad eventi d'importanza locale, regionale, nazionale ed internazionale. 6. Le attività di informazione e di comunicazione istituzionale di cui alla presente legge non sono soggette ai limiti imposti in materia di pubblicità, sponsorizzazioni e offerte al pubblico. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alla quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ), così come modificato dall' art. 1 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80 , è il seguente: "Art. 1 (Finalità ed ambito di applicazione). - 1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano l'organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, tenuto conto delle autonomie locali e di quelle delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dell' art. 97, comma primo, della Costituzione , al fine di: a) accrescere l'efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi della Comunità europea, anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici; b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica; c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, curando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, garantendo pari opportunità alle lavoratrici ed ai lavoratori e applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato. 2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni uni-versitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale. 3. Le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell'art. 117 della Costituzione. Le regioni a statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarità dei rispettivi ordinamenti. I principi desumibili dall' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 , e dall' art. 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59 costituiscono altresì, per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano, norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica.".
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La Legge 150/2000 è il riferimento normativo per chi opera nel settore della comunicazione pubblica, disciplinando attività di informazione istituzionale, comunicazione esterna e interna delle PA. Consulenti e responsabili della comunicazione la consultano per comprendere trasparenza amministrativa, accesso ai servizi pubblici, semplificazione procedurale e promozione dell'immagine istituzionale, con particolare attenzione ai vincoli di segreto d'ufficio e tutela della riservatezza.
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