Quali sono le disposizioni della Legge 100/2009 in materia di contrasto alla pirateria e come si applica la giurisdizione italiana nei reati commessi in alto mare?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 100/2009 converte in legge il decreto-legge 61/2009 e introduce disposizioni urgenti per il contrasto alla pirateria marittima. La normativa si applica al personale militare italiano che partecipa a missioni internazionali e stabilisce che i reati commessi da stranieri in alto mare o in acque territoriali altrui, a danno dello Stato italiano o di cittadini italiani, sono punibili su richiesta del Ministro della Giustizia. La legge attribuisce la competenza giurisdizionale al Tribunale di Roma per i reati di pirateria e per quelli previsti dagli articoli 1135 e 1136 del codice della navigazione, applicando le norme del codice penale ordinario. Inoltre, autorizza misure eccezionali come la detenzione a bordo di vettori militari delle persone sospettate di atti di pirateria, in conformità agli accordi internazionali e alle decisioni dell'Unione Europea, per il tempo strettamente necessario al trasferimento alle autorità competenti.
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Riferimento normativo
LEGGE 22 luglio 2009, n. 100
Testo normativo
LEGGE n. 100/2009
# LEGGE 22 luglio 2009, n. 100
## Conversione in legge del decreto-legge 15 giugno 2009, n. 61,
recante disposizioni urgenti in materia di contrasto alla pirateria.
(09G0110)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. È convertito in legge il decreto-legge 15 giugno 2009, n. 61 , recante disposizioni urgenti in materia di contrasto alla pirateria. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 22 luglio 2009 NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Frattini, Ministro degli affari esteri La Russa, Ministro della difesa Alfano, Ministro della giustizia Visto, il Guardasigilli: Alfano Avvertenza Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea (GUUE). Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 5, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209 (Proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12 , così come modificato dalla presente legge, è il seguente: “1. Al personale militare che partecipa alle missioni internazionali di cui al presente decreto si applicano il codice penale militare di pace e l'articolo 9, commi 3, 4, lettere a), b), c) e d), 5 e 6, del decreto-legge 1° dicembre 2001, n. 421 , convertito, con modificazioni, dalla legge 31 gennaio 2002, n. 6 . 2. I reati commessi dallo straniero nei territori o nell'alto mare in cui si svolgono gli interventi e le missioni internazionali di cui al presente decreto, a danno dello Stato o di cittadini italiani partecipanti agli interventi e alle missioni stessi, sono puniti sempre a richiesta del Ministro della giustizia e sentito il Ministro della difesa per i reati commessi a danno di appartenenti alle Forze armate. (4) 3. Per i reati di cui al comma 2 e per i reati attribuiti alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria commessi, nel territorio e per il periodo in cui si svolgono gli interventi e le missioni internazionali di cui al presente decreto, dal cittadino che partecipa agli interventi e alle missioni medesimi, la competenza è attribuita al Tribunale di Roma. 4. I reati previsti dagli articoli 1135 e 1136 del codice della navigazione e quelli ad essi connessi ai sensi dell' articolo 12 del codice di procedura penale , se commessi a danno dello Stato o di cittadini o beni italiani, in alto mare o in acque territoriali altrui e accertati nelle aree in cui si svolge la missione di cui all'articolo 3, comma 14, sono puniti ai sensi dell' articolo 7 del codice penale e la competenza è attribuita al tribunale di Roma. 5. Nei casi di arresto in flagranza o fermo ovvero di interrogatorio di persona sottoposta alla misura coercitiva della custodia cautelare in carcere per i reati di cui al comma 4, qualora esigenze operative non consentano di porre tempestivamente l'arrestato o il fermato a disposizione dell'autorità giudiziaria, si applica l' articolo 9, commi 5 e 6, del decreto-legge 1° dicembre 2001, n. 421 , convertito, con modificazioni, dalla legge 31 gennaio 2002, n. 6 . Negli stessi casi l'arrestato o il fermato possono essere ristretti in appositi locali del vettore militare. 6. A seguito del sequestro, l'autorità giudiziaria può disporre l'affidamento in custodia all'armatore, all'esercente ovvero al proprietario della nave o aeromobile catturati con atti di pirateria. 6-bis. Fuori dei casi di cui al comma 4, per l'esercizio della giurisdizione si applicano le disposizioni contenute negli accordi internazionali. In attuazione dell'Azione comune 2008/851/PESC del Consiglio, del 10 novembre 2008, e della decisione 2009/293/PESC del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sono autorizzate le misure previste dall'articolo 2, primo paragrafo, lettera e), della citata Azione comune e la detenzione a bordo del vettore militare delle persone che hanno commesso o che sono sospettate di aver commesso atti di pirateria, per il tempo strettamente necessario al trasferimento previsto dall'articolo 12 della medesima Azione comune. Le stesse misure, se previste da accordi in materia di contrasto alla pirateria, e la detenzione a bordo del vettore militare possono essere altresì adottate se i predetti accordi sono stipulati da Organizzazioni internazionali di cui l'Italia è parte. 6-ter. Le disposizioni di cui al comma 6-bis si applicano anche ai procedimenti in corso alla data della sua entrata in vigore. In tale caso, i provvedimenti e le comunicazioni sono trasmessi con modalità telematica.”.
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