Riorganizzazione del Ministero degli affari esteri ((e della cooperazione internazionale)), a norma dell'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0118)
Quali sono le strutture organizzative dell'Amministrazione centrale del Ministero degli affari esteri secondo il DPR 95/2010?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 95/2010 disciplina la riorganizzazione del Ministero degli affari esteri, stabilendo come deve essere strutturata l'Amministrazione centrale. La norma prevede che l'Amministrazione centrale sia articolata in strutture di primo livello, tra cui la Segreteria generale, il Cerimoniale diplomatico, l'Ispettorato generale e otto Direzioni generali con competenze specifiche (affari politici, aree geografiche, commercio internazionale, promozione delle esportazioni, servizi ai cittadini, cooperazione allo sviluppo, risorse e formazione, patrimonio e amministrazione). Ciascun Direttore generale è coadiuvato da Vice direttori generali o Direttori centrali, in numero non superiore a cinque per Direzione e con un massimo complessivo di ventidue unità. La norma prevede inoltre che gli uffici di livello dirigenziale non generale, complessivamente centodieci unità, siano individuati entro 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto mediante decreto ministeriale. Questo assetto organizzativo mira a razionalizzare la struttura del Ministero e a definire chiaramente le competenze e le responsabilità delle diverse aree.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 maggio 2010, n. 95
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 95/2010
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 maggio 2010, n. 95
## Riorganizzazione del Ministero degli affari esteri <em><strong>((e della cooperazione internazionale))</strong></em>, a norma
dell'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
(10G0118)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87 della Costituzione ; Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni, ed in particolare l'articolo 17, comma 4-bis e l'articolo 5, comma 3, lettere a) e a-bis); Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59 , e successive modificazioni; Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 , ed in particolare l'articolo 1, comma 404; Visto l' articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112 , convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ; Vista la legge 26 febbraio 1987, n. 49 ; Vista la legge 22 dicembre 1990, n. 401 ; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 ; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 , e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 , e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 , di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15 ; Vista la legge 11 agosto 2014, n. 125 ; Visto il decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104 , convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 132 ; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18 , e successive modificazioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 dicembre 2007, n. 258 ; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 maggio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 dell' 8 settembre 2009 , recante la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale della carriera diplomatica, delle qualifiche dirigenziali e delle aree prima, seconda e terza del Ministero degli affari esteri; Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° agosto 2008, recante «Attività di coordinamento, vigilanza e direzione svolta dai capi delle missioni diplomatiche»; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 17 dicembre 2009; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza dell'8 febbraio 2010; Acquisito il parere delle Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 aprile 2010; Sulla proposta del Ministro degli affari esteri, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e dell'economia e delle finanze; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Amministrazione centrale 1. Ferma restando la disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Ministro, l'Amministrazione centrale degli affari esteri è articolata nelle seguenti strutture di primo livello: a) Segreteria generale; b) Cerimoniale diplomatico della Repubblica; c) Ispettorato generale del Ministero e degli uffici all'estero; d) Direzioni generali: 1) Direzione generale per gli affari politici e ((la sicurezza internazionale)) ; 2) Direzione generale per ((l'Africa subsahariana, l'America latina, l'Asia e l'Oceania)) ; 3) Direzione generale per l'Europa e la politica commerciale internazionale; 4) Direzione generale per la ((crescita e la promozione delle esportazioni)) ; 5) Direzione generale per ((i servizi ai cittadini)) all'estero e le politiche migratorie; 6) Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo; 6-bis) Direzione generale per ((le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica)) ; 7) Direzione generale per le risorse e ((la formazione)) ; 8) Direzione generale per ((il patrimonio e l'amministrazione)) . e) Servizio per gli affari giuridici, del contenzioso diplomatico e dei trattati. 2. Ciascun Direttore generale è coadiuvato da ((uno o più)) Vice direttori generali / Direttori centrali, in numero non superiore a cinque per ciascuna Direzione generale e nel limite massimo complessivo di ventidue, nominati con decreto del Ministro recante l'attribuzione dei settori di rispettiva competenza. Le funzioni vicarie sono conferite ad un Vice direttore generale / Direttore centrale con il grado di Ministro plenipotenziario per ciascuna Direzione generale. ((Nella Direzione generale per il patrimonio e l'amministrazione, le funzioni vicarie sono attribuite al dirigente ivi in servizio con l'incarico di cui all'articolo 9-bis, comma 2, lettera b), numero 2).)) 2-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 3 SETTEMBRE 2025, N. 160 )) . 3. Nell'ambito della Direzione generale per le risorse e ((la formazione)) viene conferito, ai sensi dell' articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , e successive modificazioni, un incarico dirigenziale di prima fascia di coordinatore delle attività di programmazione economico-finanziaria e di bilancio. Tale incarico viene conferito a dirigenti di prima fascia appartenenti ai ruoli del Ministero, fermo restando quanto previsto dalla specifica normativa in materia di conferimento di incarichi dirigenziali di livello generale in qualità di consiglieri ministeriali. 4. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 3 SETTEMBRE 2025, N. 160 )) . 5. All'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale, nel numero complessivo di centodieci unità, nonchè alla definizione dei relativi compiti si provvede, entro 120 giorni dalla entrata in vigore del presente regolamento, con decreto ministeriale di natura non regolamentare, ai sensi dell' articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni.
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Il DPR 95/2010 è il riferimento normativo per l'organizzazione del Ministero degli affari esteri, disciplinando Direzioni generali, strutture dirigenziali, competenze amministrative e coordinamento delle missioni diplomatiche. Consulenti e funzionari pubblici lo consultano per questioni relative a riorganizzazione ministeriale, attribuzioni di competenze, incarichi dirigenziali e gestione del personale della carriera diplomatica.
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