Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.
Quali sono le funzioni e la struttura della Consulta per lo spettacolo istituita dal DPR 89/2007?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 89/2007 riordina gli organismi del Ministero per i beni e le attività culturali, trasformando il precedente Comitato per i problemi dello spettacolo in "Consulta per lo spettacolo". Questo organo svolge funzioni consultive e di verifica sulle politiche culturali, in particolare sulla destinazione delle risorse statali per il sostegno alle attività dello spettacolo. La Consulta è organizzata in cinque sezioni specializzate: musica, danza, prosa, cinema, attività circensi e spettacolo viaggiante, ciascuna con competenze specifiche nel proprio settore.
La Consulta è presieduta dal Ministro per i beni e le attività culturali (o da un Sottosegretario delegato) ed è composta da non più di sette componenti per sezione, designati da sindacati, associazioni di categoria rappresentative e dalla Conferenza unificata. Ai lavori partecipano anche i dirigenti di prima fascia del Ministero competenti nel settore, in funzione di supporto tecnico senza diritto di voto né compenso.
È importante sottolineare che la Consulta è stata soppressa a partire dal 2017 con la legge 175/2017, che ha trasferito le sue attribuzioni al Consiglio superiore dello spettacolo. Pertanto, il DPR 89/2007 rappresenta il quadro normativo storico di questa istituzione, ma non è più operativo nella forma originaria.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2007, n. 89
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 89/2007
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2007, n. 89
## Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il
Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'articolo
29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87, quinto comma, della Costituzione ; Visto l' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni; Visti gli articoli da 190 a 195 della legge 22 aprile 1941, n. 633 ; Visto l' articolo 1, commi da 59 a 70, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545 , convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650 ; Visto l' articolo 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ; Visti gli articoli 3 e 4 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 ; Visto il decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3 , e successive modificazioni, ed in particolare gli articoli 2 e 3; Visto il decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 492 , e successive modificazioni; Visti gli articoli da 52 a 54 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 ; Visto l' articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 ; Visto l' articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 ; Visti gli articoli 8 , 13 e 17 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28 , e successive modificazioni, recante disposizioni per la riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n. 173 ; Visto il decreto del Ministro per i beni e le attività culturali in data 27 settembre 2004, e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 dell'8 ottobre 2004 , recante, tra l'altro, disposizioni per la composizione e le modalità di organizzazione e di funzionamento della commissione per la cinematografia e relative sottocommissioni e sezioni e della giuria per i premi di qualità; Visto l' articolo 2 del decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63 , convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2005, n. 109 ; Visto l' articolo 1 del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 , convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233 ; Visto l' articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 , convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 ; Visto l' articolo 1, comma 58, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 ; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 dicembre 2006; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi, in via interlocutoria, nell'adunanza del 5 febbraio 2007 ed in via definitiva nell'adunanza del 16 aprile 2007; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 maggio 2007; Sulla proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e con il Ministro per l'attuazione del programma di Governo; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Consulta per lo spettacolo 1. Il Comitato per i problemi dello spettacolo già istituito dall' articolo 1, comma 67, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545 , convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650 , e successive modificazioni, acquisisce la denominazione di Consulta per lo spettacolo. La Consulta svolge funzioni di consulenza e verifica in ordine alla elaborazione ed attuazione delle politiche di settore ed in particolare con riferimento alla predisposizione di indirizzi e di criteri generali relativi alla destinazione delle risorse statali per il sostegno alle attività dello spettacolo. 2. La Consulta è divisa in cinque sezioni rispettivamente competenti per la musica, la danza, la prosa, il cinema, le attività circensi e lo spettacolo viaggiante. 3. La Consulta è nominata con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, che la presiede, ed è composta da non più di sette componenti per ciascuna sezione. Il Ministro può delegare alla presidenza un Sottosegretario di Stato. 4. Ai lavori della Consulta partecipano i titolari degli uffici dirigenziali di prima fascia del Ministero competenti nel settore dello spettacolo. Possono partecipare ai lavori il Capo di gabinetto ed il Capo dell'ufficio legislativo del Ministero medesimo. La partecipazione ai lavori di tutti i predetti soggetti avviene alla sola attività istruttoria, a titolo di supporto tecnico, senza diritto di voto e senza diritto a compenso nè a trattamenti di missione o gettoni di presenza. 5. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali sono stabiliti il numero dei componenti di ciascuna sezione, le modalità di convocazione e funzionamento, nonchè le modalità di designazione dei componenti da parte dei sindacati, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e da parte della Conferenza unificata di cui all' articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 . ((2)) -------------- AGGIORNAMENTO (2) La L. 22 novembre 2017, n. 175 ha disposto (con l'art. 3, comma 7) che "A decorrere dalla data del primo insediamento del Consiglio superiore è soppressa la Consulta per lo spettacolo prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 89 , e le relative attribuzioni sono assegnate al Consiglio superiore".
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Il DPR 89/2007 disciplina la Consulta per lo spettacolo, un organo consultivo del Ministero della Cultura competente in materia di politiche culturali, finanziamenti pubblici per lo spettacolo e governance degli enti culturali. Professionisti del settore culturale e amministratori pubblici lo consultano per comprendere l'organizzazione delle sezioni tematiche (musica, danza, cinema), le modalità di designazione dei componenti e le procedure di funzionamento degli organismi ministeriali.
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