Qual è lo scopo del DPR 441/1991 e cosa prevede per l'ISPE?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 441/1991 approva il nuovo statuto dell'Istituto di studi per la programmazione economica (ISPE), un ente pubblico che opera nel settore della ricerca economica e della programmazione. Il decreto si applica all'organizzazione interna e al funzionamento dell'ISPE, disciplinando la struttura amministrativa, gli organi di governo e le competenze dei vari livelli decisionali. La revisione dello statuto era necessaria per adeguare l'ordinamento dell'ISPE alle modifiche normative introdotte dalla legge 439/1985 e da altre disposizioni sulla contabilità pubblica e il riordinamento degli enti pubblici. In pratica, il nuovo statuto definisce chiaramente i poteri del presidente, del comitato amministrativo e degli altri organi, regola la sostituzione del presidente in caso di assenza, e prevede la possibilità di istituire commissioni per la predisposizione di programmi e la valutazione di progetti, evitando al contempo l'istituzione di nuove figure organizzative che avrebbero comportato costi aggiuntivi.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 novembre 1991, n. 441
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 441/1991
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 novembre 1991, n. 441
## Regolamento recante approvazione del nuovo statuto dell'Istituto di
studi per la programmazione economica (ISPE).
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 87, quinto comma, della Costituzione ; Vista la legge 27 febbraio 1967, n. 48 , che al titolo III reca norme sull'Istituto di studi per la programmazione economica (ISPE); Vita la legge 8 agosto 1985, n. 439 , recante modificazioni all'ordinamento dell'ISPE; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 4 novembre 1967, con il quale è stato approvato lo statuto dell'ISPE; Vista la deliberazione del comitato amministrativo dell'ISPE n. 27/90 del 17 dicembre 1990, con la quale si è provveduto alla revisione dello statuto, stante la necessità di adeguarlo alle norme contenute nella citata legge n. 439 del 1985 e nella legge 20 marzo 1975, n. 70 , recante disposizioni sul riordinamento degli enti pubblici e del rapporto di lavoro del personale dipendente, nonchè alle norme contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1979, n. 696 , di approvazione del nuovo regolamento per la classificazione delle entrate e delle spese e per l'amministrazione e la contabilità degli enti pubblici; Visto l' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , relativo alle procedure di emanazione dei regolamenti che viene applicato poichè lo statuto contiene anche norme regolamentari; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 27 giugno 1991, e recepite nel testo le relative indicazioni, con l'esclusione dei suggerimenti di opportunità riguardanti la figura del vicepresidente e la soppressione della lettera e) del comma 3 dell'art. 4 e della lettera h) del comma 2 dell'art. 6; Considerato che si è ritenuto di non accogliere il suggerimento del Consiglio di Stato di prevedere l'istituzione della figura del vicepresidente, avendo provveduto a regolare i casi di sostituzione del presidente e volendo evitare l'istituzione di un nuovo organo che altererebbe la delineata organizzazione sistematica dell'Istituto, costituendo anche fonte di nuove spese; Ritenuto altresì di non accogliere il suggerimento del Consiglio di Stato in ordine alla soppressione della lettera e) del comma 3 dell'art. 4 e della lettera h) del comma 2 dell'art. 6 circa la costituzione di commissioni con compiti di predisposizione di programmi e valutazione di progetti di attività, poichè le predette previsioni normative, pur se richiamano competenze implicitamente già attribuite al presidente ed al comitato amministrativo, risultano utili al fine di definire chiaramente i poteri organizzatori di tali organi; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 ottobre 1991; Sulla proposta del Ministro del bilancio e della programmazione economica, di concerto con il Ministro del tesoro; EMANA il seguente decreto: Art. 1 1. È approvato, nel testo annesso al presente decreto, lo statuto dell'Istituto di studi per la programmazione economica (ISPE), vistato dal Ministro proponente. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. NOTE AL DECRETO Note alle premesse: - L' art. 87, comma quinto, della Costituzione , conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - La legge n. 48/1967 reca: "Attribuzioni e ordinamento del Ministero del bilancio e della programmazione economica e istituzione del Comitato dei Ministri per la programmazione economica". - Il comma 1 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possano essere emanati regolamenti per: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) l'organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
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Il DPR 441/1991 è il riferimento normativo per l'organizzazione e il funzionamento dell'ISPE, un ente pubblico di ricerca economica. Professionisti che operano nel settore della programmazione economica e della pubblica amministrazione lo consultano per comprendere la struttura organizzativa, le competenze degli organi amministrativi e le procedure di contabilità pubblica applicabili agli enti di ricerca. Il decreto recepisce i principi del riordinamento degli enti pubblici e della disciplina del lavoro pubblico, risultando rilevante per chi gestisce risorse pubbliche e personale dipendente in istituzioni di ricerca.
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