Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 153/2006

Modifiche agli articoli 248, 249, 250, 251, 252 nonche' agli allegati al titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada).

Pubblicato: 15/04/2006 In vigore dal: 06/03/2006 Documento ufficiale

Quali sono le modifiche introdotte dal DPR 153/2006 alla disciplina delle targhe per ciclomotori?

Spiegato da FiscoAI
Il DPR 153/2006 modifica gli articoli 248-252 del regolamento sulla circolazione stradale, introducendo nuove regole sulla targa dei ciclomotori. La targa è ora identificata da un codice alfanumerico univoco e risulta strettamente legata al titolare del certificato di circolazione, non potendo essere trasferita ad altri veicoli. Ogni proprietario che possiede più ciclomotori deve disporre di un corrispondente numero di certificati di circolazione e di targhe distinte. La normativa stabilisce che non è possibile produrre targhe con codici già assegnati ad altri veicoli, garantendo l'unicità dell'identificazione. Questi cambiamenti rafforzano il controllo amministrativo e la tracciabilità dei ciclomotori nel sistema informatico nazionale, facilitando l'individuazione del responsabile della circolazione e prevenendo l'utilizzo di targhe duplicate o non conformi.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 marzo 2006, n. 153

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 153/2006 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 marzo 2006, n. 153 ## Modifiche agli articoli 248, 249, 250, 251, 252 nonche' agli allegati al titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada). IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87 della Costituzione ; Visto l' articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto l' articolo 97 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 , e successive modificazioni; Visto il decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 , convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214 ; Visti gli articoli da 248 a 252 e gli allegati al titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 , e successive modificazioni; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza dell'8 marzo 2004; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 19 gennaio 2006; Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Modifiche all' articolo 248 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 1 . L' articolo 248 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 , e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 248 (Targa per ciclomotori). - 1. La targa di cui all'articolo 97 del codice ha le caratteristiche di cui all'articolo 250 ed è contraddistinta da un codice alfanumerico. 2. Non può essere prodotta ed utilizzata una targa che rechi un codice alfanumerico già assegnato ad altra targa. 3. La targa è strettamente legata al titolare, che la applica solo al veicolo identificato nel certificato di circolazione di cui risulta intestatario. Chi risulta intestatario di più veicoli deve conseguentemente munirsi di un corrispondente numero di certificati di circolazione e di targhe.». Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. - Il testo dell' art. 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O., è il seguente: «Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonchè dei regolamenti comunitari;». - Il testo dell' art. 97 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 , (Nuovo codice della strada ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio 1992, n. 114, S.O., è il seguente: «Art. 97 (Circolazione dei ciclomotori). - 1. I ciclomotori, per circolare, devono essere muniti di: a) un certificato di circolazione, contenente i dati di identificazione e costruttivi del veicolo, nonchè quelli della targa e dell'intestatario, rilasciato dal Dipartimento per i trasporti terrestri, ovvero da uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 , con le modalità stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a seguito di aggiornamento dell'Archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226; b) una targa, che identifica l'intestatario del certificato di circolazione. 2. La targa è personale e abbinata a un solo veicolo. Il titolare la trattiene in caso di vendita. La fabbricazione e la vendita delle targhe sono riservate allo Stato, che può affidarle con le modalità previste dal regolamento ai soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 . 3. Ciascun ciclomotore è individuato nell'Archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226, da una scheda elettronica, contenente il numero di targa, il nominativo del suo titolare, i dati costruttivi e di identificazione di tutti i veicoli di cui, nel tempo, il titolare della targa sia risultato intestatario, con l'indicazione della data e dell'ora di ciascuna variazione d'intestazione. I dati relativi alla proprietà del veicolo sono inseriti nel sistema informatico del Dipartimento per i trasporti terrestri a fini di sola notizia, per l'individuazione del responsabile della circolazione. 4. Le procedure e la documentazione occorrente per il rilascio del certificato di circolazione e per la produzione delle targhe sono stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, secondo criteri di economicità e di massima semplificazione. 5. Chiunque fabbrica, produce, pone in commercio o vende ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a quella prevista dall'art. 52 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 71 a Euro 286. Alla stessa sanzione soggiace chi effettua sui ciclomotori modifiche idonee ad aumentarne la velocità oltre i limiti previsti dall'art. 52. 6. Chiunque circola con un ciclomotore non rispondente ad una o più delle caratteristiche o prescrizioni indicate nell'art. 52 o nel certificato di circolazione, ovvero che sviluppi una velocità superiore a quella prevista dallo stesso art. 52, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 35 a Euro 143. 7. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non è stato rilasciato il certificato di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 137,55 a Euro 550,20. 8. Chiunque circola con un ciclomotore sprovvisto di targa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 68,25 a Euro 275,10. 9. Chiunque circola con un ciclomotore munito di targa non propria è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1.626,45 a Euro 6.506,85. 10. Chiunque circola con un ciclomotore munito di una targa i cui dati non siano chiaramente visibili è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 21 a Euro 85. 11. Chiunque fabbrica o vende targhe con caratteristiche difformi da quelle indicate dal regolamento, ovvero circola con un ciclomotore munito delle suddette targhe è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1.626,45 a Euro 6.506,85. 12. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non è stato richiesto l'aggiornamento del certificato di circolazione per trasferimento della proprietà secondo le modalità previste dal regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 343,35 a Euro 1.376,55. Alla medesima sanzione è sottoposto chi non comunica la cessazione della circolazione. Il certificato di circolazione è ritirato immediatamente da chi accerta la violazione ed è inviato al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, che provvede agli aggiornamenti previsti dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse. 13. L'intestatario che in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del certificato di circolazione o della targa non provvede, entro quarantotto ore, a farne denuncia agli organi di polizia è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 68,25 a Euro 275,10. Alla medesima sanzione è soggetto chi non provvede a chiedere il duplicato del certificato di circolazione entro tre giorni dalla suddetta denuncia. 14. Alle violazioni previste dai commi 5, 6 e 7 consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del ciclomotore, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI; nei casi previsti dai commi 5 e 6, si procede alla distruzione del ciclomotore, fatta salva la facoltà degli enti da cui dipende il personale di polizia stradale che ha accertato la violazione, di chiedere tempestivamente che sia assegnato il ciclomotore confiscato, previo ripristino delle caratteristiche costruttive, per lo svolgimento dei compiti istituzionali e fatto salvo l'eventuale risarcimento del danno in caso di accertata illegittimità della confisca e distruzione. Alla violazione prevista dai commi 8 e 9 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di un mese o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.». - Il decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 , (Modifiche ed integrazioni al codice della strada ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 giugno 2003, n. 149 è stato convertito in legge, con modificazioni, dall' art. 1, legge 1° agosto 2003, n. 214 (Gazzetta Ufficiale 12 agosto 2003, n. 186, S.O.). - Gli articoli da 248 a 252 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 , (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 dicembre 1992, n. 303, S.O., modificati dal presente decreto, recavano: «Art. 248 (Art. 97 Cod. Str.). - (Contrassegno di identificazione per ciclomotori e relative procedure di distribuzione)». «Art. 249 (Art. 97 Cod. Str.). - (Trasferimento di proprietà dei ciclomotori)». «Art. 250 (Art. 97 Cod. Str.). - (Caratteristiche e modalità d'applicazione del contrassegno di identificazione per ciclomotori)». «Art. 251 (Art. 97 Cod. Str.). - (Procedure per l'assegnazione, rilascio e registrazione del contrassegno di identificazione per ciclomotori)». «Art. 252 (Art. 97 Cod. Str.). - (Adempimenti dell'intestatario del contrassegno di identificazione per ciclomotori)».

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Il DPR 153/2006 disciplina la targa per ciclomotori, il certificato di circolazione e l'Archivio nazionale dei veicoli, con riferimento all'articolo 97 del Codice della Strada. La normativa riguarda l'identificazione univoca del veicolo, il trasferimento di proprietà, le sanzioni amministrative per violazioni e la confisca del ciclomotore in caso di non conformità alle caratteristiche costruttive.

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