Decreto Ministeriale

Decreto Ministeriale 682/1996

Regolamento concernente l'impiego di enzimi amilolitici e betaglucanasici nella fabbricazione della birra.

Pubblicato: 11/01/1997 In vigore dal: 19/11/1996 Documento ufficiale

Quali enzimi sono autorizzati nella fabbricazione della birra secondo il Decreto Ministeriale 682/1996 e quali sono i presupposti normativi per il loro utilizzo?

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Il Decreto Ministeriale 682/1996 autorizza l'impiego di specifiche preparazioni enzimatiche nella produzione della birra italiana, rispondendo all'esigenza di allineare la normativa nazionale alle pratiche già consolidate in altri Paesi dell'Unione Europea. La norma consente l'utilizzo di enzimi amilolitici (alfa amilasi, alfa 1,4 e 1,6 amiloglucosidasi e loro miscele) e betaglucanasi (1,4 e 1,3 betaglucanasi), che svolgono funzioni tecnologiche specifiche: trasformano gli amidi in zuccheri e le sostanze glucanico-proteiche in oligosaccaridi, favorendo la fermentazione del mosto e la successiva maturazione del prodotto. Questo decreto modifica implicitamente il divieto generale contenuto nella legge 1354/1962, che vietava l'impiego di sostanze non specificamente autorizzate dal Ministero della Sanità. L'autorizzazione è stata concessa previa consultazione del Consiglio Superiore di Sanità, dei Ministeri competenti e del Consiglio di Stato, garantendo il rispetto dei principi di sicurezza alimentare e applicando la clausola del mutuo riconoscimento anche per le preparazioni enzimatiche provenienti dai Paesi EFTA. Per i birrifici italiani, questa norma rappresenta un'opportunità di modernizzazione tecnologica, purché gli enzimi utilizzati rispettino i requisiti di purezza e le modalità di dosaggio stabilite dalla normativa sugli additivi alimentari.

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Riferimento normativo

DECRETO 19 novembre 1996, n. 682

Testo normativo

DECRETO n. 682/1996 # DECRETO 19 novembre 1996, n. 682 ## Regolamento concernente l'impiego di enzimi amilolitici e betaglucanasici nella fabbricazione della birra. IL MINISTRO DELLA SANITÀ Vista la legge 16 agosto 1962, n. 1354 , concernente la disciplina igienico-sanitaria della produzione e del commercio della birra ed in particolare l'articolo 4, comma 1, lettera e); Visti gli articoli 5, lettera g) e 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283 , concernente la disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande; Visto il decreto ministeriale 27 febbraio 1996, n. 209 , relativo a regolamento, concernente la disciplina degli additivi alimentari consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari in attuazione delle direttive n. 94/34/CE , n. 94/35/CE , n. 94/36/CE , n. 95/2/CE e n. 95/31/CE ; Considerato che l'impiego di preparazioni enzimatiche amilolitiche e betaglucanasiche nella fabbricazione della birra esercita sul piano tecnologico azione favorevole nella trasformazione degli amidi in zuccheri e delle sostanze glucanico-proteiche in oligosaccaridi, favorendo il processo di fermentazione del mosto e quello di post-fermentazione e di maturazione del prodotto; Considerato che tale tecnica è da tempo in uso in alcuni Paesi dell'Unione europea produttori di birra; Ravvisata l'opportunità di consentire nella fabbricazione della birra l'impiego di talune preparazioni enzimatiche amilolitiche e betaglucanasiche; Sentiti i Ministeri delle risorse agricole, alimentari e forestali, dell'industria, commercio e artigianato, e delle finanze; Visto i pareri espressi dal Consiglio superiore di sanità nelle sedute del 15 novembre 1995 e 17 aprile 1996; Ritenuto di dover applicare la clausola del mutuo riconoscimento, ai sensi degli articoli 11 e 12 della legge 28 luglio 1993, n. 300 , anche alle preparazioni enzimatiche amilolitiche e betaglucanasiche originarie dei Paesi EFTA che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Vista la comunicazione alla Commissione dell'Unione europea effettuata in data 6 marzo 1996 ai sensi della direttiva 83/189/CEE del 23 marzo 1983 ; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale 25 luglio 1996; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , effettuata in data 29 ottobre 1996; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 1. È consentito impiegare nella fabbricazione della birra preparazioni enzimatiche costituite da: a) alfa amilasi, alfa 1,4 e 1,6 amiloglucosidasi e loro miscele; b) 1,4 e 1,3 betaglucanasi. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 4, comma 1, della legge 16 agosto 1962, n. 1354 (Disciplina igienico-sanitaria della produzione e del commercio della birra) così recita: "1. È vietato nella preparazione della birra: a) impiegare sostanze amidacee o aggiungere ai mosti di birra zuccheri o succhi di frutta, salvo il disposto dell'art. 1; b) colorare la birra con sostanze diverse da quelle provenienti dal malto d'orzo torrefatto; c) aggiungere alla birra additivi salvo quelli autorizzati dal Ministero della sanità ai sensi dell' art. 5, primo comma, lettera g) , e dell' art. 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283 ; d) aggiungere alla birra o, comunque, impiegare nella sua preparazione alcool, sostanze schiumogene o sostanze amare diverse dal luppolo; e) impiegare ogni eventuale altra sostanza, il cui uso non sia stato specificatamente autorizzato dal Ministro per la sanità, sentiti i Ministeri dell'agricoltura e delle foreste, dell'industria e del commercio e delle finanze, ciascuno per la parte di rispettiva competenza, e il Consiglio superiore di sanità". - L' art. 5, lettera g), della legge 30 aprile 1962, n. 283 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) così recita: "È vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo, sostanze alimentari; a) - f) (omissis); g) con aggiunta di additivi chimici di qualsiasi natura non autorizzati con decreto del Ministro per la sanità o, nel caso che siano stati autorizzati, senza la osservanza delle norme prescritte per il loro impiego. I decreti di autorizzazione sono soggetti a revisioni annuali". - L' art. 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) così recita: "Art. 22. - Il Ministro per la sanità, entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge, sentito il Consiglio superiore di sanità, pubblicherà, con suo decreto, l'elenco degli additivi chimici consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari, nel quale dovranno essere specificate, oltre le loro caratteristiche chimico-fisiche, i requisiti di purezza, i metodi di dosaggio negli alimenti, i casi di impiego e le dosi massime d'uso degli stessi. Entro un anno il Ministro per la sanità pubblicherà l'elenco dei metodi ufficiali d'analisi delle sostanze alimentari. Il Ministro per la sanità è autorizzato a provvedere con successivi decreti ai periodici necessari aggiornamenti". - Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che: "Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro, o di autorità sottordinate al Ministro quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione". Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che: "I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di 'regolamentò, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". - Si trascrive il testo degli articoli 11 e 12 dell'accordo sullo spazio economico europeo, ratificato e reso esecutivo in Italia con la legge n. 300/1993 : "Art. 11. - Sono vietate fra le parti contraenti le restrizioni quantitative all'importazione, nonchè qualsiasi misura di effetto equivalente". "Art. 12. - Sono vietate fra le parti contraenti le restrizioni quantitative all'esportazione, nonchè qualsiasi misura di effetto equivalente".

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Il Decreto 682/1996 disciplina l'impiego di additivi enzimatici nella birra secondo la legge 1354/1962 e la legge 283/1962, applicando il principio del mutuo riconoscimento europeo e la clausola EFTA. Produttori di birra e consulenti del settore alimentare devono conoscere le autorizzazioni ministeriali, i requisiti di purezza degli enzimi, le dosi massime d'uso e le procedure di controllo igienico-sanitario previste dalla normativa sugli additivi alimentari.

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