Regolamento concernente attuazione degli articoli 13, 15 e 16 della direttiva del Consiglio delle Comunita' europee del 3 ottobre 1989 (89/552/CEE), relativi alla pubblicita' televisiva dei prodotti del tabacco e delle bevande alcooliche ed alla tutela dei minorenni.
Quali sono i divieti e le limitazioni sulla pubblicità televisiva di tabacco e bevande alcoliche secondo il Decreto Ministeriale 425/1991?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 425/1991 attua in Italia la direttiva europea 89/552/CEE e stabilisce regole rigorose sulla pubblicità televisiva di prodotti del tabacco e bevande alcoliche, oltre a norme di tutela dei minori. Per quanto riguarda il tabacco, il decreto vieta completamente qualsiasi forma di pubblicità televisiva delle sigarette e di ogni altro prodotto del tabacco, inclusa la pubblicità indiretta attraverso nomi, marchi, simboli o elementi caratteristici di aziende la cui attività principale consiste nella produzione o vendita di tali prodotti. Per le bevande alcoliche, il decreto non vieta la pubblicità ma la sottopone a criteri ristretti: non deve rivolgersi ai minori, non deve collegare il consumo all'efficienza fisica o alla guida di veicoli, non deve suggerire benefici sociali, sessuali o terapeutici, e non deve incoraggiare il consumo eccessivo. Infine, il decreto contiene disposizioni generali sulla tutela dei minori nella pubblicità televisiva, vietando messaggi che sfruttino l'inesperienza dei giovani, che li inducano a persuadere genitori o insegnanti, o che li espongano a situazioni pericolose senza motivo. Queste norme vincolano le emittenti televisive pubbliche e private nella gestione dei palinsesti pubblicitari.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
DECRETO 30 novembre 1991, n. 425
Testo normativo
DECRETO n. 425/1991
# DECRETO 30 novembre 1991, n. 425
## Regolamento concernente attuazione degli articoli 13, 15 e 16 della
direttiva del Consiglio delle Comunita' europee del 3 ottobre 1989
(89/552/CEE), relativi alla pubblicita' televisiva dei prodotti del
tabacco e delle bevande alcooliche ed alla tutela dei minorenni.
IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI Visto l' art. 8, comma 5, della legge 6 agosto 1990, n. 223 ; Visto l' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Vista la legge 10 arile 1962, n. 165; Riconosciuta la necessità di emanare una disciplina per l'attuazione degli articoli 13, 15 e 16 della direttiva del Consiglio delle Comunità europee del 3 ottobre 1989 (89/552/CEE); Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 21 novembre 1991; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri effettuata il 29 novembre 1991, ai sensi dell' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 Pubblicità dei prodotti del tabacco 1. È vietata la pubblicità televisiva delle sigarette e di ogni altro prodotto del tabacco, anche se effettuata in forma indiretta mediante utilizzazione di nomi, marchi, simboli o di altri elementi caratteristici di prodotti del tabacco o di aziende la cui attività principale consiste nella produzione o nella vendita di tali prodotti, quando per forme, modalità e mezzi impiegati ovvero in base a qualsiasi altro univoco elemento tale utilizzazione sia idonea a perseguire una finalità pubblicitaria dei prodotti stessi. 2. Al fine di determinare quale sia l'attività principale di cui al precedente comma 1, deve farsi riferimento all'incidenza del fatturato delle singole attività di modo che quella principale sia comunque prevalente rispetto a ciascuna delle altre attività di impresa nell'ambito del territorio nazionale. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubbica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota al titolo: - La direttiva CEE n. 89/552 , relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive, è stata pubblica nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 298 del 17 ottobre 1989 e ripubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 93 del 27 novembre 1989, 2a serie speciale. Si trascrive il testo dei relativi articoli 13, 15 e 16: "Art. 13. - È vietata qualsiasi forma di pubblicità televisiva delle sigarette e degli altri prodotti del tabacco". "Art. 15. - La pubblicità televisiva delle bevande alcoliche deve conformarsi ai seguenti criteri: a) non rivolgersi espressamente ai minorenni, nè, in particolare, presentare minorenni intenti a consumare tali bevande; b) non collegare il consumo di alcolici con migliori prodezze fisiche o con la guida di autoveicoli; c) non creare l'impressione che il consumo di alcolici contribuisca al successo sociale o sessuale; d) non indurre a credere che le bevande alcoliche possiedano qualità terapeutiche stimolanti o calmanti, o che contribuiscano a risolvere situazioni di conflitto psicologico; e) non incoraggiare il consumo smodato di bevande alcoliche o presentare in una luce negativa l'astinenza o la sobrietà; f) non insistere sul forte grado alcolico come qualità positiva delle bevande". "Art. 16. - La pubblicità televisiva non deve arrecare un pregiudizio morale o fisico ai minorenni e deve pertanto rispettare i seguenti criteri a loro tutela: a) non esortare direttamente i minorenni ad acquistare un prodotto o un servizio, sfruttandone l'inesperienza o la credulità; b) non esortare direttamente i minorenni a persuadere genitori o altre persone ad acquistare tali prodotti o servizi; c) non sfruttare la particolare fiducia che i minorenni ripongono nei genitori, negli insegnanti o in altre persone; d) non mostrare, senza motivo, minorenni in situazioni pericolose". Note alle premesse: - Il comma 5 dell'art. 8 della legge n. 223/1990 (Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato) prevede che: "È vietata la pubblicità radiofonica e televisiva dei medicinali e delle cure mediche disponibili unicamente con ricetta medica. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni emana con proprio decreto norme sull'inserimento dei messaggi pubblicitari in attuazione degli articoli 13, 15 e 16 della direttiva del Consiglio delle Comunità europee del 3 ottobre 1989 (89/552/CEE)". - Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. - La legge n. 165/1962 reca: "Divieto della propaganda pubblicitaria di prodotti da fumo". - Per il testo degli articoli 13 , 15 e 16 della direttiva CEE n. 89/552 si veda in nota al titolo.
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Decreto Ministeriale 425/1991 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Il Decreto Ministeriale 425/1991 è il riferimento normativo per chi opera nel settore televisivo e pubblicitario riguardo ai divieti di pubblicità del tabacco, alle limitazioni sulla pubblicità di bevande alcoliche e alle norme di tutela dei minori. Agenzie pubblicitarie, emittenti televisive e aziende produttrici devono conformarsi alle disposizioni su pubblicità indiretta, criteri di conformità per alcolici e protezione dei minori dalla pubblicità ingannevole.
Utilizziamo cookie tecnici essenziali e, con il tuo consenso, cookie analitici (Google Analytics, Microsoft Clarity) per migliorare l'esperienza di navigazione.
Leggi la nostra Cookie Policy.