Regolamento concernente le condizioni di produzione zootecnica, i requisiti di composizione ed igienico-sanitari del latte crudo destinato alla utilizzazione per la produzione di "latte fresco pastorizzato di alta qualita'".
Quali sono i requisiti che il latte crudo deve soddisfare per essere utilizzato nella produzione di "latte fresco pastorizzato di alta qualità"?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 185/1991 stabilisce i criteri tecnici e igienico-sanitari che il latte crudo deve rispettare per essere destinato alla produzione di latte fresco pastorizzato di alta qualità. La normativa si applica alle aziende zootecniche (vaccherie) che producono latte vaccino e riguarda sia i produttori che gli stabilimenti di trattamento termico. In pratica, il latte deve provenire da vacche appartenenti ad allevamenti ufficialmente riconosciuti indenni da tubercolosi e brucellosi, deve essere immediatamente filtrato e refrigerato a massimo +6°C subito dopo la mungitura, e deve mantenere questa temperatura fino al trasferimento allo stabilimento. Le aziende produttrici devono essere autorizzate dalle autorità sanitarie locali e sottoposte a controlli periodici del servizio veterinario. Il latte deve inoltre rispettare specifici requisiti di composizione (proteine, grasso, carica batterica totale, cellule somatiche) e non può subire alcuna addizione o sottrazione nei componenti naturali. Presso lo stabilimento di trattamento, il latte deve essere conservato e tracciato separatamente in appositi registri vidimati dall'autorità competente.
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Riferimento normativo
DECRETO 9 maggio 1991, n. 185
Testo normativo
DECRETO n. 185/1991
# DECRETO 9 maggio 1991, n. 185
## Regolamento concernente le condizioni di produzione zootecnica, i
requisiti di composizione ed igienico-sanitari del latte crudo
destinato alla utilizzazione per la produzione di "latte fresco
pastorizzato di alta qualita'".
IL MINISTRO DELLA SANITÀ DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE Vista la legge 3 maggio 1989, n. 169 , concernente la disciplina del trattamento e della commercializzazione del latte alimentare vaccino; Visto il regolamento per la vigilanza igienica del latte destinato al consumo diretto approvato con regio decreto 9 maggio 1929, n. 994 ; Visto il decreto ministeriale 14 maggio 1988, n. 212 , relativo all'attuazione della direttiva n. 85/397/CEE del 5 agosto 1985 , concernente problemi sanitari e di polizia sanitaria negli scambi intracomunitari di latte trattato termicamente; Visto il regolamento (CEE) n. 1411/71 del Consiglio del 29 giugno 1971 che fissa le disposizioni complementari dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero- caseari per i prodotti della voce 04.01 della tariffa doganale comune; Vista la direttiva CEE/89/362 del 26 maggio 1989 , relativa alle condizioni igieniche generali nelle aziende produttrici di latte; Visto il parere espresso dal Consiglio superiore di sanità; Visto l' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 4 aprile 1991; Vista la comunicazione fatta in data 9 maggio 1991 al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 Requisiti generali 1. Il latte crudo destinato ad essere utilizzato per la produzione di "latte fresco pastorizzato di alta qualità" deve rispondere ai seguenti requisiti: a) provenire da vacche che soddisfino le condizioni generali prescritte per la produzione del latte utilizzato come latte alimentare e che appartengano ad allevamenti riconosciuti ufficialmente indenni da tubercolosi e da brucellosi; b) provenire da aziende di produzione debitamente autorizzate che soddisfino le condizioni generali di igiene riportate nell'allegato 1 del presente regolamento; c) provenire da vacche e da aziende di produzione controllate periodicamente dal servizio veterinario della competente unità sanitaria locale; d) oltre ad ottemperare alle prescrizioni relative all'igiene della mungitura, della raccolta, della manipolazione e del trasporto del latte crudo destinato alla produzione di latte alimentare trattato termicamente nonchè all'igiene del personale preposto a tali operazioni, essere, appena munto, immediatamente filtrato e refrigerato nell'apposito locale alla temperatura massima di + 6 ›C ed essere ivi conservato a tale temperatura o inferiore in attesa del trasferimento direttamente allo stabilimento di trattamento termico; e) non aver subito alcuna addizione nè alcuna sottrazione nei componenti naturali; f) soddisfare ai requisiti di composizione ed igienico-sanitari riportati nell'allegato 2 del presente regolamento; g) essere conservato e trattato separatamente o in un momento diverso dal normale latte alimentare presso lo stabilimento di trattamento termico destinatario e annotato in un registro di carico e scarico, vidimato dalla autorità locale competente, dal quale risulti il quantitativo giornaliero di latte in arrivo, l'azienda di produzione di provenienza ed il quantitativo lavorato. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse del decreto: - La legge 3 maggio 1989, n. 169 , concerne la disciplina del trattamento e della commercializzazione del latte alimentare vaccino. L'art. 4, comma 2, di tale legge prescrive: "Il latte fresco pastorizzato può essere definito 'latte fresco pastorizzato di alta qualità' qualora venga ottenuto da latte crudo proveniente direttamente dalla stalla ovvero da centri di raccolta cooperativi o consortili, avente le caratteristiche igieniche e di composizione, con particolare riferimento al contenuto di proteine, di grasso, di carica batterica totale e di numero di cellule somatiche, stabilite con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell'agricoltura e delle foreste". - Il R.D. 9 maggio 1929, n. 994 , detta le norme di produzione e di commercializzazione del latte destinato al consumo diretto. - Il D.M. 14 maggio 1988, n. 212 , che ha recepito nell'ordinamento legislativo nazionale la direttiva 85/397/CEE del 5 agosto 1985 , disciplina le condizioni sanitarie che devono essere osservate nella produzione del latte destinato agli scambi intracomunitari. - Il regolamento CEE 1411/71 del 29 giugno 1971 fissa le regole nella commercializzazione del latte per il consumo diretto ed, in particolare i contenuti di materia grassa per i tipi di latte intero, scremato e parzialmente scremato. - La direttiva CEE/89/362 del 26 maggio 1989 fissa le condizioni igieniche che devono essere osservate nelle aziende di produzione (vaccherie) in cui si produce il latte crudo destinato agli scambi intracomunitari. Nota all'art. 1: - Le aziende di produzione (vaccherie) in cui si produce il latte crudo destinato alla produzione di latte alimentare trattato termicamente devono essere autorizzate dall'autorità sanitaria locale (sindaco).
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Il DM 185/1991 è il riferimento normativo per chi opera nel settore lattiero-caseario riguardante requisiti igienico-sanitari, composizione del latte crudo, controlli veterinari e tracciabilità della produzione. Produttori di latte, stabilimenti di trasformazione e autorità sanitarie locali lo consultano per conformità alle direttive CEE, autorizzazioni aziendali, temperature di conservazione e documentazione obbligatoria.
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