Decreto Ministeriale

Decreto Ministeriale 168/2007

Regolamento recante identificazione dei dati sensibili e giudiziari trattati e delle relative operazioni effettuate dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, in attuazione degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

Pubblicato: 15/10/2007 In vigore dal: 03/08/2007 Documento ufficiale

Quali sono gli obblighi del Ministero del lavoro e della previdenza sociale nella gestione dei dati sensibili e giudiziari secondo il Decreto Ministeriale 168/2007?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 168/2007 implementa le disposizioni del Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003) specificando come il Ministero del lavoro e della previdenza sociale deve identificare, trattare e gestire i dati sensibili e giudiziari. Il decreto si applica a tutte le operazioni di trattamento dati effettuate dall'Amministrazione quando la legge prevede una finalità di rilevante interesse pubblico ma non specifica quali dati utilizzare. Il Ministero deve rendere pubbliche, tramite schede allegate al regolamento, le tipologie di dati sensibili e giudiziari trattati e le relative operazioni, garantendo il rispetto dei principi di pertinenza, non eccedenza e indispensabilità. In pratica, l'Amministrazione può trattare solo i dati strettamente necessari per le sue funzioni istituzionali, deve verificare periodicamente l'esattezza e l'aggiornamento dei dati, e deve adottare misure di sicurezza come la cifratura o l'utilizzo di codici identificativi per proteggere le informazioni sensibili.

Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.

Riferimento normativo

DECRETO 3 agosto 2007, n. 168

Testo normativo

DECRETO n. 168/2007 # DECRETO 3 agosto 2007, n. 168 ## Regolamento recante identificazione dei dati sensibili e giudiziari trattati e delle relative operazioni effettuate dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, in attuazione degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 , recante « Codice in materia di protezione dei dati personali » di seguito denominato più brevemente «Codice»; Visti gli articoli 20, comma 2, e 21, comma 2, del Codice, i quali dispongono che, nel caso in cui una disposizione di legge specifichi la finalità di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e giudiziari trattabili ed i tipi di operazioni su questi eseguibili, il trattamento è consentito solo in riferimento a quei tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, con atto di natura regolamentare, adottato in conformità al parere espresso dal Garante, ai sensi dell'articolo 154, comma 1, lettera g), del medesimo Codice; Considerato che possono spiegare effetti maggiormente significativi per l'interessato le operazioni svolte mediante i siti Web o volte a definire in forma completamente automatizzata profili o personalità degli interessati, le interconnessioni e i raffronti tra banche di dati gestite da diversi titolari, nonchè la comunicazione dei dati a terzi e la loro diffusione; Ritenuto di individuare analiticamente nelle schede allegate al presente regolamento, con riferimento alle predette operazioni che possono spiegare effetti maggiormente significativi per l'interessato, quelle effettuate da questa Amministrazione, in particolare le operazioni di comunicazione a terzi; Ritenuto, altresì, di indicare sinteticamente anche le operazioni ordinarie che l'Amministrazione deve necessariamente svolgere per perseguire le finalità di rilevante interesse pubblico individuate per legge (quali operazioni di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, utilizzo, blocco, cancellazione e distruzione); Considerato che per tutti i trattamenti di cui sopra è stato verificato il rispetto dei principi e delle garanzie previste dall'articolo 22 del Codice, con particolare riferimento alla pertinenza, non eccedenza e indispensabilità dei dati sensibili e giudiziari utilizzati rispetto alle finalità perseguite; Visto il provvedimento generale del Garante della protezione dei dati personali del 30 giugno 2005 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 170 del 23 luglio 2005 ); Vista l'autorizzazione del Garante n. 7 al trattamento dei dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici; Visto l' articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 176 , come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2004, n. 244 , relativo al regolamento di riorganizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonchè il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 , convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233 , recante «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri», per la parte relativa al trasferimento di funzioni dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali al Ministero del lavoro e della previdenza sociale; Vista la direttiva del Ministro della funzione pubblica in data 11 febbraio 2005, riguardante le «Misure finalizzate all'attuazione nelle pubbliche amministrazioni delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 »; Ravvisata la necessità di provvedere ad identificare le tipologie di dati sensibili e giudiziari trattati nell'ambito del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le finalità d'interesse pubblico perseguite attraverso il trattamento dei citati dati, nonchè le operazioni eseguite con gli stessi; Acquisito il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali di cui all'articolo 154, comma 1, lettera g) del Codice, reso in data 28 febbraio 2007; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 9 luglio 2007; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri effettuata, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del l988, con nota del 17 luglio 2007; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Oggetto del regolamento 1. Il presente regolamento, in attuazione degli articoli 20, comma 2 , e 21, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 , recante « Codice in materia di protezione dei dati personali », di seguito denominato «Codice», identifica nelle schede allegate, che ne formano parte integrante, le tipologie di dati sensibili e giudiziari e di operazioni indispensabili per la gestione delle attività del Ministero del lavoro, nel perseguimento delle finalità di rilevante interesse pubblico individuate dal Codice e dalle specifiche previsioni di legge. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il testo del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ( Codice in materia di protezione dei dati personali ), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio 2003, n. 174, supplemento ordinario. - Il testo dell'art. 20, comma 2 del citato decreto legislativo n. 196 del 2003 , è il seguente: «Art. 20 (Principi applicabili al trattamento di dati sensibili). - 1. (Omissis). 2. Nei casi in cui una disposizione di legge specifica la finalità di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e di operazioni eseguibili, il trattamento è consentito solo in riferimento ai tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi di cui all'art. 22, con atto di natura regolamentare adottato in conformità al parere espresso dal Garante ai sensi dell'art. 154, comma 1, lettera g), anche su schemi tipo.». - Il testo dell'art. 21, comma 2, del citato decreto legislativo n. 196 del 2003 , è il seguente: «Art. 21 (Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari). - 1. (Omissis). 2. Le disposizioni di cui all'art. 20, commi 2 e 4, si applicano anche al trattamento dei dati giudiziari.». - Il testo dell'art. 154, comma 1, lettera g), del citato decreto legislativo n. 196 del 2003 , è il seguente: «Art. 154 (Compiti). - 1. Oltre a quanto previsto da specifiche disposizioni, il Garante, anche avvalendosi dell'Ufficio e in conformità al presente codice, ha il compito di: a) - f) (omissis); g) esprimere pareri nei casi previsti.». - Il testo dell'art. 22 del citato decreto legislativo n. 196 del 2003 , è il seguente: «Art. 22 (Principi applicabili al trattamento di dati sensibili e giudiziari). - 1. I soggetti pubblici conformano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari secondo modalità volte a prevenire violazioni dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità dell'interessato. 2. Nel fornire l'informativa di cui all'art. 13 i soggetti pubblici fanno espresso riferimento alla normativa che prevede gli obblighi o i compiti in base alla quale è effettuato il trattamento dei dati sensibili e giudiziari. 3. I soggetti pubblici possono trattare solo i dati sensibili e giudiziari indispensabili per svolgere attività istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa. 4. I dati sensibili e giudiziari sono raccolti, di regola, presso l'interessato. 5. In applicazione dell'art. 11, comma 1, lettere c), d) ed e), i soggetti pubblici verificano periodicamente l'esattezza e l'aggiornamento dei dati sensibili e giudiziari, nonchè la loro pertinenza, completezza, non eccedenza e indispensabilità rispetto alle finalità perseguite nei singoli casi, anche con riferimento ai dati che l'interessato fornisce di propria iniziativa. Al fine di assicurare che i dati sensibili e giudiziari siano indispensabili rispetto agli obblighi e ai compiti loro attribuiti, i soggetti pubblici valutano specificamente il rapporto tra i dati e gli adempimenti. I dati che, anche a seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinenti o non indispensabili non possono essere utilizzati, salvo che per l'eventuale conservazione, a norma di legge, dell'atto o del documento che li contiene. Specifica attenzione è prestata per la verifica dell'indispensabilità dei dati sensibili e giudiziari riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferiscono direttamente le prestazioni o gli adempimenti. 6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o banche di dati, tenuti con l'ausilio di strumenti elettronici, sono trattati con tecniche di cifratura o mediante l'utilizzazione di codici identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, li rendono temporaneamente inintelligibili anche a chi è autorizzato ad accedervi e permettono di identificare gli interessati solo in caso di necessità. 7. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono conservati separatamente da altri dati personali trattati per finalità che non richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati con le modalità di cui al comma 6 anche quando sono tenuti in elenchi, registri o banche di dati senza l'ausilio di strumenti elettronici. 8. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi. 9. Rispetto ai dati sensibili e giudiziari indispensabili ai sensi del comma 3, i soggetti pubblici sono autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni di trattamento indispensabili per il perseguimento delle finalità per le quali il trattamento è consentito, anche quando i dati sono raccolti nello svolgimento di compiti di vigilanza, di controllo o ispettivi. 10. I dati sensibili e giudiziari non possono essere trattati nell'ambito di test psico-attitudinali volti a definire il profilo o la personalità dell'interessato. Le operazioni di raffronto tra dati sensibili e giudiziari, nonchè i trattamenti di dati sensibili e giudiziari ai sensi dell'art. 14, sono effettuati solo previa annotazione scritta dei motivi. 11. In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di cui al comma 10, se effettuati utilizzando banche di dati di diversi titolari, nonchè la diffusione dei dati sensibili e giudiziari, sono ammessi solo se previsti da espressa disposizione di legge. 12. Le disposizioni di cui al presente articolo recano principi applicabili, in conformità ai rispettivi ordinamenti, ai trattamenti disciplinati dalla Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati, dal Senato della Repubblica e dalla Corte costituzionale.». - Il testo del provvedimento generale del Garante della protezione dei dati personali 30 giugno 2005, reca: «Differimento dell'efficacia delle autorizzazioni per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari». - Il testo dell' art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), è il seguente: «3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.». - Il testo del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 176 (Regolamento di organizzazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio 2001, n. 114, supplemento ordinario. - Il testo del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 (Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri), convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233 , è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio 2006, n. 114. Nota all'art. 1: - Per il testo degli articoli 20, comma 2, e 21, comma 2, del citato decreto legislativo n. 196 del 2003 , si veda in note alle premesse.

Hai domande su questa normativa?

FiscoAI analizza Decreto Ministeriale 168/2007 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.

Prova gratis Vai alla dashboard

Il decreto riguarda il trattamento di dati sensibili e dati giudiziari secondo il Codice della Privacy, con particolare attenzione ai principi di indispensabilità, pertinenza e non eccedenza dei dati. Professionisti della privacy e responsabili della gestione dati nelle pubbliche amministrazioni consultano questo regolamento per comprendere le modalità di comunicazione a terzi, le interconnessioni tra banche dati, le operazioni automatizzate e le garanzie sulla dignità dell'interessato previste dall'articolo 22 del D.Lgs. 196/2003.

Normative correlate

Decreto Ministeriale 146/2026
Regolamento recante procedure per l'approvazione e l'installazione di sistemi d…
Decreto Ministeriale 124/2026
Regolamento generale delle lotterie a estrazione differita anche con partecipaz…
Decreto Ministeriale 114/2026
Regolamento recante ulteriori modifiche al decreto 29 dicembre 2023, n. 217 in …
Decreto Ministeriale 110/2026
Regolamento recante riordino della disciplina delle scuole di cui alla legge 11…
Decreto Ministeriale 109/2026
Regolamento recante Albo degli idonei all'esercizio dell'attivita' di direttore…
Decreto Ministeriale 98/2026
Regolamento recante disciplina delle modalita' di esecuzione della legge 8 lugl…
Decreto Ministeriale 95/2026
Regolamento recante la sostituzione dell'Allegato A al decreto del Ministro del…
Decreto Ministeriale 90/2026
Regolamento relativo alla organizzazione, al funzionamento e alla nomina dei co…

Altre normative del 2007

Interessi passivi – art. 96 del TUIR – terreni – diritto di superficie – acquisto – finan… Interpello AdE 244 Nuova Classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022 Risoluzione AdE 4419706 Valutazione della spettanza del credito per il reintegro delle anticipazioni del fondo pe… Interpello AdE 252 Spese di rifacimento del tetto condominiale e cessione del credito. Articolo 1, commi da … Interpello AdE 212 Istanza di consulenza giuridica - Modalità di pagamento delle spese relative ad intervent… Risoluzione AdE 41 Chiusura a credito del codice tributo “3895” - Credito d’imposta di cui all’articolo 3 de… Risoluzione AdE 12 Modalità e termini di attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 16, commi 1, … Provvedimento AdE 164 Disposizioni integrative del provvedimento del 19 gennaio 2007 in attuazione dell'art. 7,… Provvedimento AdE 605

Altri Decreto Ministeriale

Regolamento recante approvazione delle tabelle per la determinazione dell'indennita' di c… 44/2026 Regolamento recante individuazione delle denominazioni, degli stemmi, degli emblemi e deg… 223/2025 Regolamento recante modalita' di esecuzione degli incassi e dei pagamenti per conto dello… 15/2026 Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e d… 221/2025 Regolamento recante aggiornamento dell'allegato II del decreto legislativo 2 febbraio 202… 220/2025 Regolamento recante la disciplina attuativa della normativa sui controlli degli strumenti… 219/2025
Vedi tutti i Decreto Ministeriale →