Decreto Legislativo Procedimenti

Decreto Legislativo 545/1992

Ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria ed organizzazione degli uffici di collaborazione in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413.

Pubblicato: 13/01/1993 In vigore dal: 31/12/1992 Documento ufficiale

Qual è la struttura organizzativa delle corti di giustizia tributaria secondo il Decreto Legislativo 545/1992 e come sono distribuite territorialmente?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Legislativo 545/1992 riordina completamente la giurisdizione tributaria italiana, sostituendo le precedenti commissioni tributarie con un nuovo sistema di corti di giustizia tributaria articolato su due gradi. Le corti di primo grado hanno sede nel capoluogo di ogni provincia e rappresentano l'organo di primo contatto per le controversie tributarie, mentre le corti di secondo grado, con sede nei capoluoghi di regione, fungono da organi di appello. Questo sistema si applica a tutto il territorio nazionale, con eccezioni specifiche per le province autonome di Trento e Bolzano, che mantengono una struttura adattata alle loro norme statutarie.

La normativa prevede che le sezioni delle corti possono essere ubicate presso diverse sedi territoriali fino al 31 dicembre 1996, costituendo articolazioni interne che non incidono sulla competenza e validità degli atti processuali. Inoltre, sono previste sezioni staccate delle corti di secondo grado nei comuni capoluogo di provincia con oltre 120.000 abitanti, distanti almeno 100 chilometri dal capoluogo di regione, utilizzando il personale già esistente senza incrementare i costi di bilancio. Il numero delle sezioni può essere adeguato in relazione al flusso medio dei processi mediante decreto ministeriale.

Per i professionisti e le aziende, questa riforma rappresenta un cambiamento significativo nella gestione del contenzioso tributario: le controversie con l'Amministrazione Finanziaria seguono ora un percorso giurisdizionale più strutturato e prevedibile. La distribuzione territoriale capillare delle corti di primo grado facilita l'accesso alla giustizia tributaria per contribuenti e consulenti, riducendo i tempi di spostamento e rendendo il sistema più efficiente.

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Riferimento normativo

DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 1992, n. 545

Testo normativo

DECRETO LEGISLATIVO n. 545/1992 # DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 1992, n. 545 ## Ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria ed organizzazione degli uffici di collaborazione in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione ; Visto l' art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 , recante delega al Governo per l'emanazione di decreti legislativi concernenti disposizioni per la revisione della disciplina e l'organizzazione del contenzioso tributario; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata il 30 settembre 1992, che ha autorizzato l'invio, per il prescritto parere, alla commissione parlamentare istituita a norma dell' art. 17 della legge 9 ottobre 1971, n. 825 , nella composizione stabilita dall' art. 1, comma 4, della legge 29 dicembre 1987, n. 550 ; Udito il parere della predetta commissione parlamentare; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella runione del 30 dicembre 1992; Sulla proposta del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri di grazia e giustizia e del tesoro; EMANA il seguente decreto legislativo: Art. 1 Le ((corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado)) 1. Gli organi di giurisdizione in materia tributaria previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 636 , sono riordinati in ((corti di giustizia tributaria di primo grado)) , aventi sede nel capoluogo di ogni provincia, ed in ((corti di giustizia tributaria di secondo grado)) , aventi sede nel capoluogo di ogni regione. Fino al 31 dicembre 1996, sezioni delle commissioni provinciali e regionali possono essere ubicate, ove occorra, presso le sedi delle attuali commissioni di primo e di secondo grado. Entro il 31 dicembre 1993, con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro di grazia e giustizia, in relazione alle esigenze di reperimento dei locali, sono individuate dette sezioni le quali costituiscono mera articolazione interna delle ((corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado)) non rilevante ai fini della competenza e della validità degli atti processuali. Con decreto del presidente della commissione provinciale o regionale sono determinati i criteri e le modalità di funzionamento delle sezioni. ((27)) 1-bis. Nei comuni sedi di corte di appello, o di sezioni staccate di corte di appello ovvero di sezioni staccate di tribunali amministrativi regionali o comunque capoluoghi di provincia con oltre 120.000 abitanti alla data di entrata in vigore della presente disposizione distanti non meno di 100 chilometri dal comune capoluogo di regione, saranno istituite sezioni staccate delle ((corti di giustizia tributaria di secondo grado)) nei limiti numerici dei contingenti di personale già impiegato negli uffici di segreteria delle ((corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado)) , senza incrementare il numero complessivo dei componenti delle medesime commissioni, con corrispondente adeguamento delle sedi delle sezioni esistenti e conseguente riduzione delle relative spese. L'istituzione delle sezioni staccate non deve comunque comportare maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. ((27)) 2. In ciascuna delle province di Trento e di Bolzano la giurisdizione di cui al comma 1 è esercitata da ((corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado)) di primo e di secondo grado, aventi competenza sul territorio della provincia corrispondente, alle quali si applicano rispettivamente le disposizioni concernenti le commissioni provinciali e regionali compatibili con le norme di legge e dello statuto regionale che le riguardano. ((27)) 3. Le commissioni tributarie provinciali e regionali, il numero delle relative sezioni e i corrispondenti organici sono indicati nelle tabelle A e B allegate al presente decreto. ((27)) 4. Il numero delle sezioni di ciascuna commissione può essere adeguato, in relazione al flusso medio dei processi, con decreto del Ministro delle finanze di concerto con il Ministro del tesoro ed il Ministro di grazia e giustizia. ((27)) 5. Alla istituzione di nuove commissioni ed alle variazioni conseguenti, in relazione a mutamenti dell'assetto provinciale e regionale del territorio della Repubblica, si provvede con decreto del Ministro delle finanze di concerto con il Ministro del tesoro ed il Ministro di grazia e giustizia. ((27)) --------------- AGGIORNAMENTO (27) La L. 31 agosto 2022, n. 130 ha disposto (con l'art. 1, comma 1, lettera a)) che nel presente decreto "le parole: «commissione tributaria provinciale», «commissioni tributarie provinciali», «commissione tributaria regionale», «commissioni tributarie regionali», «commissione tributaria» e «commissioni tributarie», ovunque ricorrono, sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: «corte di giustizia tributaria di primo grado», «corti di giustizia tributaria di primo grado», «corte di giustizia tributaria di secondo grado», «corti di giustizia tributaria di secondo grado», «corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado» e «corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado»".

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Il Decreto Legislativo 545/1992 disciplina l'organizzazione delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado, sostituendo le commissioni tributarie provinciali e regionali. Commercialisti e consulenti tributari lo consultano per comprendere la competenza territoriale, la struttura gerarchica del contenzioso tributario e le modalità di ricorso nelle controversie con l'Agenzia delle Entrate. La normativa è fondamentale per gestire i ricorsi tributari, le impugnazioni e la strategia processuale in materia di imposte dirette e indirette.

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