Quali sanzioni amministrative e penali prevede il Decreto Legislativo 426/1999 per le violazioni delle norme commerciali sull'olio d'oliva?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Legislativo 426/1999 disciplina le sanzioni amministrative per chi viola le norme commerciali dell'olio d'oliva stabilite dal Regolamento CE 2815/98. La normativa si applica a tutte le imprese che confezionano e immettono al consumo oli d'oliva, in particolare olio extravergine e olio vergine. Il decreto prevede tre principali violazioni sanzionate: l'utilizzo di designazioni di origine senza riconoscimento (sanzione di 1 milione di lire per quintale), l'omissione dell'identificazione alfanumerica dell'impresa di condizionamento (sanzione da 100mila a 600mila lire), e la violazione degli obblighi di controllo sulla corrispondenza tra origine dichiarata e materie prime utilizzate (sospensione del riconoscimento da 1 a 6 mesi, revoca in caso di recidiva). Le sanzioni sono amministrative, salvo che il fatto non costituisca reato penale. Per le aziende del settore oleario, il rispetto di queste disposizioni è essenziale per mantenere il riconoscimento come impresa di condizionamento e per evitare sanzioni economiche significative.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
DECRETO LEGISLATIVO 19 ottobre 1999, n. 426
Testo normativo
DECRETO LEGISLATIVO n. 426/1999
# DECRETO LEGISLATIVO 19 ottobre 1999, n. 426
## Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n.
2815/98 relativo alle norme commerciali dell'olio d'oliva.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione ; Visto il regolamento (CE) n. 2815/98 della commissione del 22 dicembre 1998 , relativo alle norme commerciali dell'olio d'oliva; Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25 , recante: "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1998", ed in particolare l'articolo 6; Visto l' articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni ed integrazioni; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 luglio 1999; Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari di cui all' articolo 6 della legge 5 febbraio 1999, n. 25 ; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 15 ottobre 1999; Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri delle politiche agricole e forestali e dell'industria, del commercio e dell'artigianato; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 1. Salvo che il fatto costituisca reato, chi utilizza la designazione di origine, prevista dall' articolo 2, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 2815/98 della commissione del 22 dicembre 1998 , senza aver ottenuto il necessario riconoscimento, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di lire un milione per ogni quintale o frazione di quintale di prodotto confezionato ed immesso al consumo. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica, nel caso di condizionamento e messa in commercio di un taglio di olio extravergine di oliva o di olio vergine di oliva proveniente per oltre il 75% da uno Stato membro o dalla Comunità, a chi utilizza l'indicazione dell'origine prevalente senza riportare in etichetta o direttamente sull'imballaggio la menzione di cui all'articolo 3, paragrafo 2, secondo periodo, del regolamento (CE) n. 2815/98 . 2. Salvo che il fatto costituisca reato, chi confeziona ed immette al consumo olio extra vergine di oliva o olio di oliva vergine senza indicare sull'imballaggio o sull'etichetta gli estremi di identificazione alfanumerica dell'impresa di condizionamento riconosciuta è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire centomila a lire seicentomila. 3. Nei confronti delle imprese riconosciute che violano gli obblighi di controllo di cui all' articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2815/98 o nei cui confronti sia stata accertata la non corrispondenza tra le designazioni dell'origine dei quantitativi degli oli di oliva vergini usciti dall'impresa e le designazioni dell'origine dei quantitativi di oli di oliva vergini utilizzati di cui all' articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2815/98 , si applica la sospensione del riconoscimento per un periodo da un mese a sei mesi. In caso di recidiva è disposta la revoca del riconoscimento. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 19 ottobre 1999 CIAMPI D'Alema, Presidente del Consiglio dei Ministri Letta, Ministro per le politiche comunitarie Diliberto, Ministro della giustizia De Castro, Ministro delle politiche agricole e forestali Bersani, Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato Visto, il Guardasigilli: Diliberto Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee (GUCE). Nota al titolo: - Il regolamento (CE) n. 2815/98 è pubblicato in GUCE L 349 del 24 dicembre 1998. Note alle premesse: - L' art. 76 della Costituzione stabilisce che l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. - L' art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - Per il regolamento (CE) n. 2815/98 vedi la nota al titolo. - L' art. 6 della legge 5 febbraio 1999, n. 25 , così recita: "Art. 6 (Delega al Governo per la disciplina sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie). - 1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme comunitarie nell'ordinamento nazionale, il Governo, fatte salve le norme penali vigenti, è delegato ad emanare, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere con le modalità di cui all'art. 1, comma 3, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative per le violazioni di direttive delle Comunità europee attuate ai sensi della presente legge in via regolamentare o amministrativa e di regolamenti comunitari vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. 2. La delega è esercitata con decreti legislativi adottati a norma dell' art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro competente per il coordinamento delle politiche comunitarie, e del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri competenti per materia. I decreti legislativi si informeranno ai principi e criteri direttivi di cui all'art. 2, comma 1, lettera c)". - L' art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), così recita: "Art. 14 (Decreti legislativi). - 1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell' art. 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di "decreto legislativo" e con l'indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei Ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione. 2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il testo del decreto legislativo adottato dal Governo è trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza. 3. Se la delega legislativa si riferisce ad una pluralità di oggetti distinti suscettibili di separata disciplina, il Governo può esercitarla mediante più atti successivi per uno o più degli oggetti predetti. In relazione al termine finale stabilito dalla legge di delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio della delega. 4. In ogni caso, qualora il termine previsto per l'esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo è tenuto a richiede il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati. Il parere è espresso dalle Commissioni permanenti delle due Camere competenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle Commissioni per il parere definitivo che deve essere espresso entro trenta giorni". Note all'art. 1: - Per quanto riguarda il regolamento (CE) n. 2815/98 , vedi la nota al titolo. - L'art. 2, paragrafo 1, lettera b), del succitato regolamento, così recita: " b) ai sensi del presente regolamento: uno Stato membro; la Comunità europea; un Paese terzo". - L'art. 3, paragrafo 2, secondo periodo, del succitato regolamento, così recita: "Tuttavia, nel caso di tagli di ''oli extra vergini di olivà' o di ''oli di oliva verginì' che provengono per più del 75% da uno stesso Stato membro o dalla Comunità l'origine prevalente può essere indicata a condizione che sia seguita dalla menzione ''selezione di oli di oliva (extra) vergini ottenuti in percentuali superiore al (75%) in ... (designazione dell'origine)". - L'art. 4, paragrafo 2, del succitato regolamento, così recita: "2. Il riconoscimento e l'identificazione alfanumerica sono concessi a tutte le imprese che ne fanno domanda e che: - dispongono di impianti di condizionamento; - s'impegnano ad effettuare un controllo documentario e un immagazzinamento separato che consentano, con soddisfazione dello Stato membro interessato, di accertare la provenienza degli oli con designazione dell'origine e, se del caso, dei componenti dei tagli di olio di oliva con designazione dell'origine; - accettano di essere soggette ai controlli previsti in applicazione del presente regolamento". - L'art. 5, paragrafo 1, del succitato regolamento, così recita: "1. Il controllo delle designazioni dell'origine è effettuato dagli Stati membri nelle imprese di condizionamento interessate al fine di accertare la corrispondenza tra le designazioni dell'origine degli oli d'oliva vergini usciti dall'impresa e le designazioni dell'origine dei quantitativi di oli d'oliva vergini utilizzati".
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Decreto Legislativo 426/1999 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Il Decreto Legislativo 426/1999 è il riferimento normativo per chi opera nel settore dell'olio d'oliva e deve rispettare le designazioni di origine, l'identificazione alfanumerica dell'impresa e i controlli documentari sulla tracciabilità. Aziende agroalimentari, commercialisti e consulenti del settore lo consultano per comprendere gli obblighi di etichettatura, le sanzioni amministrative pecuniarie, la sospensione e revoca del riconoscimento, e la conformità al Regolamento CE 2815/98 sulle norme commerciali dell'olio d'oliva.
Utilizziamo cookie tecnici essenziali e, con il tuo consenso, cookie analitici (Google Analytics, Microsoft Clarity) per migliorare l'esperienza di navigazione.
Leggi la nostra Cookie Policy.