Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna in materia di partecipazione della regione alla elaborazione dei progetti di trattati di commercio che lo Stato intende stipulare con Paesi esteri.
Quali diritti di partecipazione riconosce il Decreto Legislativo 363/1999 alla Regione Sardegna nella negoziazione degli accordi commerciali internazionali?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Legislativo 363/1999 attua l'articolo 52 dello Statuto speciale della Sardegna, riconoscendo alla Regione il diritto di partecipare attivamente alla elaborazione degli accordi internazionali commerciali e tariffari che riguardino interessi rilevanti per l'economia sarda. In pratica, il Presidente della Giunta regionale (o un suo delegato) può far parte della delegazione italiana nei lavori preparatori relativi alla definizione della posizione negoziale dell'Unione europea e dello Stato italiano, anche presso le organizzazioni internazionali competenti. Questa partecipazione è riconosciuta specificamente quando gli accordi commerciali riguardino scambi di interesse specifico per la Sardegna, garantendo così una rappresentanza diretta degli interessi economici regionali nelle trattative internazionali. Il decreto rappresenta un'importante applicazione dell'autonomia speciale sarda in materia di commercio estero, permettendo alla Regione di influenzare le posizioni negoziali italiane ed europee su questioni che impattano direttamente sull'economia locale.
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Riferimento normativo
DECRETO LEGISLATIVO 15 settembre 1999, n. 363
Testo normativo
DECRETO LEGISLATIVO n. 363/1999
# DECRETO LEGISLATIVO 15 settembre 1999, n. 363
## Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna
in materia di partecipazione della regione alla elaborazione dei
progetti di trattati di commercio che lo Stato intende stipulare con
Paesi esteri.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87, comma quinto, della Costituzione ; Vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 , che ha approvato lo statuto speciale della regione autonoma della Sardegna; Visto, in particolare, l'articolo 52 del predetto statuto speciale; Vista la proposta della commissione paritetica prevista dall' articolo 56, primo comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, nonchè il parere del consiglio regionale della Sardegna ; Vista la delibera del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 settembre 1999; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per gli affari regionali, di concerto con i Ministri degli affari esteri e del commercio con l'estero; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 1. In attuazione dell'articolo 52, primo comma, dello statuto della regione Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 , e successive modificazioni, nella elaborazione degli accordi internazionali commerciali e tariffari, la regione partecipa, nell'ambito della delegazione italiana, con il presidente della giunta regionale o con un suo delegato, ai lavori preparatori relativi alla definizione della posizione negoziale dell'Unione europea e dello Stato italiano, anche in sede di organizzazioni internazionali, in quanto gli accordi stessi riguardino interessi rilevanti per l'economia della Sardegna. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarle e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 15 settembre 1999 CIAMPI D'Alema, Presidente del Consiglio dei Ministri Bellillo, Ministro per gli affari regionali Dini, Ministro degli affari esteri Fassino, Ministro del commercio con l'estero Visto, il Guardasigilli: Diliberto Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 87, comma quinto, della Costituzione , conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare leggi e di emanare i decreti aventi valore di leggi e regolamenti. - La legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 del 9 marzo 1948 . - L'art. 53 dello statuto speciale della regione autonoma Sardegna è il seguente: "Art. 52. - La regione è rappresentata nella elaborazione dei progetti dei trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con Stati esteri in quanto riguardino scambi di specifico interesse della Sardegna. La regione è sentita in materia di legislazione doganale per quanto concerne i prodotti tipici di suo specifico interesse". - L'art. 56, primo comma, della citata legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 , è il seguente: "Una commissione paritetica di quattro membri, nominati dal Governo della Repubblica e dall'Alto commissario per la Sardegna sentita la consulta regionale, proporrà le norme relative al passaggio degli uffici e del personale dallo Stato alla regione, nonchè le norme di attuzione del presente statuto". Nota all'art. 1: - L'art. 52, primo comma, dello statuto della regione Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 , è citato nelle note alle premesse.
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Il Decreto Legislativo 363/1999 disciplina la partecipazione della Regione Sardegna agli accordi internazionali commerciali e tariffari, rappresentando un'applicazione dello Statuto speciale in materia di autonomia regionale e negoziazioni commerciali con l'estero. Professionisti che operano nel commercio internazionale e nelle relazioni istituzionali regionali consultano questa normativa per comprendere i meccanismi di coinvolgimento delle Regioni a statuto speciale nelle trattative commerciali e negli interessi economici territoriali.
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