Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n.
2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e
delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari.
Quali sanzioni amministrative prevede il Decreto Legislativo 297/2004 per l'uso commerciale non autorizzato di denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Legislativo 297/2004 disciplina le sanzioni amministrative per chi utilizza commercialmente denominazioni di origine (DO) e indicazioni geografiche (IG) protette senza averne diritto. La normativa si applica a produttori, commercianti e distributori che immettono sul mercato prodotti con denominazioni protette in violazione della disciplina comunitaria. Le sanzioni variano a seconda della tipologia di violazione: per prodotti comparabili (stesso tipo) non certificati o non controllati, le multe vanno da 3.000 a 20.000 euro; per prodotti non comparabili che sfruttano indebitamente la reputazione della denominazione, da 500 a 3.500 euro; per prodotti composti che riportano il riferimento alla denominazione protetta senza autorizzazione, da 2.500 a 16.000 euro. Inoltre, chi detiene prodotti già certificati ma privi della marcatura della denominazione protetta rischia 100 euro per ogni chilogrammo, litro o confezione rinvenuta. A queste sanzioni pecuniarie si aggiunge l'inibizione all'uso della denominazione protetta e, in caso di particolare gravità, la pubblicazione del provvedimento sanzionatorio a spese del trasgressore, con effetto reputazionale significativo sul mercato.
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Riferimento normativo
DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2004, n. 297
Testo normativo
DECRETO LEGISLATIVO n. 297/2004
# DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2004, n. 297
## Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n.
2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e
delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione ; Visto il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992 , relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari; Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526 , recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (legge comunitaria 1999) ed in particolare l'articolo 14; Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689 , recante modifiche al sistema penale; Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 , recante depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell' articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205 ; Vista la legge 3 febbraio 2003, n. 14 , recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (legge comunitaria 2002) ed in particolare l'articolo 3; Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 12 settembre 2000, n. 410 , recante adozione del regolamento concernente la ripartizione dei costi derivanti dalle attività dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette, incaricati dal Ministero delle politiche agricole e forestali; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 13 novembre 2003; Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle riunioni del 16 luglio 2004 e del 28 ottobre 2004; Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 Uso commerciale 1. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque impiega commercialmente in maniera diretta o indiretta una denominazione protetta, intendendo per tale una denominazione di origine o una indicazione geografica così come definite nell' articolo 2 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992 , o il segno distintivo o il marchio, registrati ai sensi del citato regolamento, è sottoposto alle sanzioni amministrative di seguito individuate: a) per prodotti comparabili, in quanto appartenenti allo stesso tipo, non aventi diritto a tale denominazione a causa: 1) del mancato assoggettamento al controllo della struttura di controllo pubblica designata o privata autorizzata dal Ministero delle politiche agricole e forestali ai sensi dell' articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128 , come sostituito dall' articolo 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526 , è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro tremila ad euro ventimila; 2) del mancato ottenimento della certificazione di conformità rilasciata dalla struttura di controllo di cui al presente comma, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro duemilacinquecento ad euro sedicimila; 3) dell'accertata violazione della disciplina di produzione è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro duemila ad euro tredicimila; b) per prodotti non comparabili, in quanto non appartenenti allo stesso tipo, nella misura in cui l'uso della denominazione protetta consente di sfruttare indebitamente la reputazione della stessa, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquecento ad euro tremilacinquecento; c) per prodotti composti, elaborati o trasformati che recano nell'etichettatura, nella presentazione o nella pubblicità, il riferimento ad una o più denominazioni protette, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro duemilacinquecento ad euro sedicimila. Non costituisce violazione di cui alla presente lettera il riferimento alla denominazione protetta: 1) quando gli utilizzatori del prodotto composto, elaborato o trasformato sono autorizzati dal Consorzio di tutela della denominazione protetta riconosciuto ai sensi dell' articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128 , come sostituito dall' articolo 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526 , e risultano inseriti in apposito registro attivato, tenuto e aggiornato dal Consorzio stesso. In mancanza del provvedimento di riconoscimento del Consorzio la predetta autorizzazione può essere concessa dal Ministero delle politiche agricole e forestali - Direzione generale per la qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore, che provvede anche alla gestione del citato registro; 2) o quando il riferimento alla denominazione protetta è riportato soltanto tra gli ingredienti del prodotto confezionato che lo contiene o in cui è elaborato o trasformato. 2. Chiunque detiene per la commercializzazione o l'immissione al consumo prodotti privi della indicazione della denominazione protetta, già certificati conformi ad essa, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro cento per ogni chilogrammo, litro o frazione di essi o comunque per ogni singola confezione, qualora essa sia di peso o di capacità inferiore alle misure di riferimento prima menzionate, di prodotto rinvenuto. (( 2-bis. Non si realizza la fattispecie sanzionabile ai sensi del comma 2 nel caso in cui il soggetto immesso nel sistema di controllo sia stato autorizzato alla smarchiatura ai sensi del regolamento emanato, previa approvazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Consorzio di tutela ovvero, in mancanza del provvedimento di riconoscimento del Consorzio, dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e non abbia usufruito, per il prodotto smarchiato, di contributi pubblici. Con apposito decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sono individuate le condizioni e le modalità legate all'attività di smarchiatura. 2-ter. L'autorizzazione alla smarchiatura del prodotto deve essere comunicata dal soggetto interessato all'organismo di controllo e non esonera dagli obblighi pecuniari nei confronti del Consorzio di tutela e della struttura di controllo)) 3. Per tutti gli illeciti previsti al comma 1 è disposta la sanzione accessoria dell'inibizione all'uso della denominazione protetta per le quantità accertate e, tenuto conto della gravità del fatto, desunta anche dalle quantità dei prodotti oggetto delle condotte sanzionate nel presente articolo e del rischio di induzione in errore dei consumatori finali, può essere disposta la pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione a spese del soggetto cui la sanzione è applicata.
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Il Decreto Legislativo 297/2004 è il riferimento normativo per chi opera nel settore agroalimentare e deve rispettare le norme su denominazioni di origine protetta (DOP), indicazioni geografiche protette (IGP), marchi registrati e disciplinari di produzione. Aziende alimentari, Consorzi di tutela, strutture di controllo e commercialisti specializzati in diritto agroalimentare lo consultano per questioni di certificazione di conformità, autorizzazioni all'uso di denominazioni protette, smarchiatura di prodotti e compliance con i regolamenti comunitari (CEE 2081/92).
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