Quali sono le funzioni e l'autonomia degli istituti zooprofilattici sperimentali secondo il Decreto Legislativo 270/1993?
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Il Decreto Legislativo 270/1993 disciplina l'organizzazione e le funzioni degli istituti zooprofilattici sperimentali, enti che operano come strumenti tecnico-scientifici dello Stato e delle regioni nel settore della sanità veterinaria. Questi istituti sono dotati di autonomia amministrativa, gestionale e tecnica e svolgono attività di ricerca scientifica veterinaria, accertamento dello stato sanitario degli animali e controllo della salubrità dei prodotti di origine animale. Operano all'interno del Servizio sanitario nazionale, fornendo supporto tecnico-scientifico ai servizi veterinari regionali e alle unità sanitarie locali per l'igiene e la sanità pubblica veterinaria. Le loro attività comprendono ricerca di base e applicata, farmaco-vigilanza veterinaria, sorveglianza epidemiologica, controlli sulla salubrità degli alimenti di origine animale, formazione di veterinari e sviluppo di metodiche alternative alla sperimentazione animale. Gli istituti possono inoltre stipulare convenzioni con enti pubblici e privati per fornire servizi e prestazioni, con l'eccezione delle prestazioni alle unità sanitarie locali che rimangono gratuite. Il decreto è stato successivamente modificato dal D.Lgs. 106/2012, che ha abrogato le disposizioni incompatibili con la nuova normativa.
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Riferimento normativo
DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 1993, n. 270
Testo normativo
DECRETO LEGISLATIVO n. 270/1993
# DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 1993, n. 270
## Riordinamento degli istituti zooprofilattici sperimentali, a norma
dell'art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n.
421.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione ; Visto l' art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'11 giugno 1993; Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome; Acquisiti i pareri delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 giugno 1993; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri del tesoro, dell'agricoltura e delle foreste, del lavoro e della previdenza sociale, per la funzione pubblica e per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali; EMANA il seguente decreto legislativo: Art. 1 Natura e finalità 1. Gli istituti zooprofilattici sperimentali sono dotati di autonomia amministrativa gestionale e tecnica ed operano come strumenti tecnico-scientifici dello Stato, delle regioni e province autonome, per le materie di rispettiva competenza. 2. Gli istituti zooprofilattici sperimentali svolgono attività di ricerca scientifica sperimentale veterinaria e di accertamento dello stato sanitario degli animali e di salubrità dei prodotti di origine animale. 3. Gli istituti zooprofilattici sperimentali operano nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, garantendo ai Servizi veterinari delle regioni e delle province autonome e delle unità sanitarie locali le prestazioni e la collaborazione tecnico-scientifica necessarie all'espletamento delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria. 4. Gli istituti zooprofilattici sperimentali provvedono: a) a svolgere ricerche di base e finalizzate, per lo sviluppo delle conoscenze nell'igiene e sanità veterinaria, secondo programmi e anche mediante convenzioni con università e istituti di ricerca italiani e stranieri, nonchè su richiesta dello Stato, di regioni ed enti pubblici e privati; b) ad assicurare il supporto tecnico e scientifico all'azione di farmaco-vigilanza veterinaria; c) ad assicurare, anche mediante centri epidemiologici veterinari, la sorveglianza epidemiologica, espletando le relative funzioni di vigilanza e di controllo; d) alla ricerca in materia di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche; e) allo studio, sperimentazione e produzione di tecnologie e metodiche necessarie al controllo sulla salubrità degli alimenti di origine animale e dell'alimentazione animale; f) all'aggiornamento di veterinari ed alla formazione degli altri operatori; g) alla elaborazione ed applicazione di metodi alternativi all'impiego di modelli animali nella sperimentazione scientifica. 5. Con regolamento adottato ai sensi dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , il Ministro della sanità, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti Stato, regioni e province autonome, coordina i compiti degli istituti con quelli previsti dalla legge 23 giugno 1970, n. 503 , modificata dalla legge 11 marzo 1974, n. 101 , e dalla legge 23 dicembre 1975, n. 745 . 6. Gli istituti zooprofilattici sperimentali possono stipulare convenzioni o contratti di consulenza per la fornitura di servizi e per l'erogazione di prestazioni ad enti, associazioni, organizzazioni pubbliche e private, sulla base di disposizioni regionali, fatte salve le competenze delle unità sanitarie locali. Le prestazioni fornite alle unità sanitarie locali sono gratuite. ((4)) ------------- AGGIORNAMENTO (4) Il D.Lgs. 28 giugno 2012, n. 106 ha disposto (con l'art. 16, comma 1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore dello statuto e dei regolamenti di cui all'articolo 12, sono abrogate le disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 , incompatibili con il presente decreto legislativo". Ha inoltre disposto (con l'art. 16, comma 2) che "Fino alla data di entrata in vigore dello statuto e dei regolamenti di cui all'articolo 12, rimangono in vigore le attuali norme sul funzionamento e sull'organizzazione degli Istituti nei limiti della loro compatibilità con le disposizioni del presente decreto legislativo".
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Il D.Lgs. 270/1993 è il riferimento normativo per gli istituti zooprofilattici sperimentali, autonomia amministrativa e gestionale, ricerca veterinaria, sanità pubblica veterinaria e controllo salubrità alimenti. Professionisti del settore sanitario e veterinario lo consultano per comprendere competenze, funzioni di vigilanza epidemiologica, farmaco-vigilanza e rapporti con le unità sanitarie locali e i servizi regionali.
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