Decreto Legislativo Procedimenti

Decreto Legislativo 128/2015

Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00146)

Pubblicato: 18/08/2015 In vigore dal: 05/08/2015 Documento ufficiale

Cosa stabilisce il Decreto Legislativo 128/2015 in materia di abuso del diritto e elusione fiscale?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Legislativo 128/2015 introduce una disciplina organica dell'abuso del diritto nel sistema tributario italiano, modificando lo Statuto dei diritti del contribuente. La norma si applica a tutte le operazioni (fatti, atti, contratti) che, pur rispettando formalmente le norme fiscali, sono prive di sostanza economica e realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. L'amministrazione finanziaria può disconoscere i vantaggi derivanti da tali operazioni e determinare i tributi sulla base delle norme eluse.

La disciplina riguarda tutti i contribuenti e prevede che l'abuso del diritto sia accertato mediante un procedimento specifico: l'amministrazione deve notificare una richiesta di chiarimenti (con indicazione dei motivi dell'abuso ritenuto configurabile) entro i termini di decadenza ordinari, concedendo al contribuente sessanta giorni per rispondere. Solo successivamente può essere emesso l'atto impositivo, che deve essere specificamente motivato. Tra la risposta del contribuente e la notificazione dell'atto devono intercorrere almeno sessanta giorni ulteriori.

In pratica, il decreto esclude dall'abuso le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali (organizzative, gestionali, di miglioramento strutturale dell'impresa) e preserva la libertà del contribuente di scegliere tra regimi opzionali diversi. Il contribuente può richiedere un interpello preventivo per conoscere se le operazioni costituiscono abuso. L'onere della prova grava sull'amministrazione per dimostrare la condotta abusiva, mentre il contribuente deve provare l'esistenza delle ragioni extrafiscali.

Aspetto rilevante: le operazioni abusive non costituiscono reato tributario, ma rimangono soggette a sanzioni amministrative. Inoltre, il decreto prevede che soggetti terzi possono chiedere rimborso delle imposte pagate a seguito di operazioni abusive disconosciute, entro un anno dalla definizione dell'accertamento.

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Riferimento normativo

DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015, n. 128

Testo normativo

DECRETO LEGISLATIVO n. 128/2015 # DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015, n. 128 ## Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00146) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione Vista la legge 11 marzo 2014, n. 23 , con la quale è stata conferita delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita e, in particolare, l'articolo 5, in materia di abuso del diritto ed elusione fiscale, l'articolo 6, in materia, tra l'altro, di gestione del rischio fiscale, di governance aziendale e di tutoraggio, nonchè l'articolo 8, comma 2 in materia di raddoppio dei termini per l'accertamento; Ritenuto che, relativamente all' articolo 5 della legge n. 23 del 2014 , le disposizioni legislative delegate vanno emanate in attuazione del diritto dell'Unione europea in materia di abuso del diritto fiscale, dei principi costituzionali di eguaglianza, legalità, capacità contributiva e di certezza dei rapporti giuridici, nonchè dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 21 aprile 2015; Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari per materia e per profili di carattere finanziario della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Visti i pareri della VI Commissione finanze della Camera dei deputati dell'11 giugno 2015, della 6ª Commissione finanze e tesoro del Senato della Repubblica del 10 giugno 2015 e della V Commissione bilancio della Camera dei Deputati del 24 giugno 2015; Visto l'articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014 , secondo cui qualora il Governo non intenda conformarsi ai pareri parlamentari trasmette nuovamente i testi alle Camere; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 17 luglio 2015; Acquisiti i pareri definitivi delle competenti Commissioni parlamentari ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014 ; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 luglio 2015; Su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 Modificazioni allo Statuto dei diritti del contribuente 1. Nella legge 27 luglio 2000, n. 212 , e successive modificazioni, dopo l'articolo 10 è inserito il seguente: «Art. 10-bis (Disciplina dell'abuso del diritto o elusione fiscale). - 1. Configurano abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Tali operazioni non sono opponibili all'amministrazione finanziaria, che ne disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi e tenuto conto di quanto versato dal contribuente per effetto di dette operazioni. 2. Ai fini del comma 1 si considerano: a) operazioni prive di sostanza economica i fatti, gli atti e i contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. Sono indici di mancanza di sostanza economica, in particolare, la non coerenza della qualificazione delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme e la non conformità dell'utilizzo degli strumenti giuridici a normali logiche di mercato; b) vantaggi fiscali indebiti i benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell'ordinamento tributario. 3. Non si considerano abusive, in ogni caso, le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell'impresa ovvero dell'attività professionale del contribuente. 4. Resta ferma la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale. 5. Il contribuente può proporre interpello secondo la procedura e con gli effetti dell'articolo 11 della presente legge per conoscere se le operazioni che intende realizzare, o che siano state realizzate, costituiscano fattispecie di abuso del diritto. L'istanza è presentata prima della scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione o per l'assolvimento di altri obblighi tributari connessi alla fattispecie cui si riferisce l'istanza medesima. 6. Senza pregiudizio dell'ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti per i singoli tributi, l'abuso del diritto è accertato con apposito atto, preceduto, a pena di nullità, dalla notifica al contribuente di una richiesta di chiarimenti da fornire entro il termine di sessanta giorni, in cui sono indicati i motivi per i quali si ritiene configurabile un abuso del diritto. 7. La richiesta di chiarimenti è notificata dall'amministrazione finanziaria ai sensi dell' articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , e successive modificazioni, entro il termine di decadenza previsto per la notificazione dell'atto impositivo. Tra la data di ricevimento dei chiarimenti ovvero di inutile decorso del termine assegnato al contribuente per rispondere alla richiesta e quella di decadenza dell'amministrazione dal potere di notificazione dell'atto impositivo intercorrono non meno di sessanta giorni. In difetto, il termine di decadenza per la notificazione dell'atto impositivo è automaticamente prorogato, in deroga a quello ordinario, fino a concorrenza dei sessanta giorni. 8. Fermo quanto disposto per i singoli tributi, l'atto impositivo è specificamente motivato, a pena di nullità, in relazione alla condotta abusiva, alle norme o ai principi elusi, agli indebiti vantaggi fiscali realizzati, nonchè ai chiarimenti forniti dal contribuente nel termine di cui al comma 6. 9. L'amministrazione finanziaria ha l'onere di dimostrare la sussistenza della condotta abusiva, non rilevabile d'ufficio, in relazione agli elementi di cui ai commi 1 e 2. Il contribuente ha l'onere di dimostrare l'esistenza delle ragioni extrafiscali di cui al comma 3. 10. In caso di ricorso, i tributi o i maggiori tributi accertati, unitamente ai relativi interessi, sono posti in riscossione, ai sensi dell' articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 , e, successive modificazioni, e dell' articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 . 11. I soggetti diversi da quelli cui sono applicate le disposizioni del presente articolo possono chiedere il rimborso delle imposte pagate a seguito delle operazioni abusive i cui vantaggi fiscali sono stati disconosciuti dall'amministrazione finanziaria, inoltrando a tal fine, entro un anno dal giorno in cui l'accertamento è divenuto definitivo ovvero è stato definito mediante adesione o conciliazione giudiziale, istanza all'Agenzia delle entrate, che provvede nei limiti dell'imposta e degli interessi effettivamente riscossi a seguito di tali procedure. 12. In sede di accertamento l'abuso del diritto può essere configurato solo se i vantaggi fiscali non possono essere disconosciuti contestando la violazione di specifiche disposizioni tributarie. 13. Le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili ai sensi delle leggi penali tributarie. Resta ferma l'applicazione delle sanzioni amministrative tributarie.». 2. L' articolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , e successive modificazioni, è abrogato. Le disposizioni che richiamano tale articolo si intendono riferite all' articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 , in quanto compatibili. (( 3. Le norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dall'ordinamento tributario, possono essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non possono verificarsi. A tal fine il contribuente interpella l'amministrazione ai sensi dell' articolo 11, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212 , recante lo Statuto dei diritti del contribuente. Resta ferma la possibilità del contribuente di fornire la dimostrazione di cui al primo periodo anche ai fini dell'accertamento in sede amministrativa e contenziosa. )) 4. I commi da 5 a 11 dell'articolo 10-bis della legge n. 212 del 2000 non si applicano agli accertamenti e ai controlli aventi ad oggetto i diritti doganali di cui all' articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 , che restano disciplinati dalle disposizioni degli articoli 8 e 11 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374 , e successive modificazioni, nonchè dalla normativa doganale dell'Unione europea. 5. Le disposizioni dell' articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 , hanno efficacia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano anche alle operazioni poste in essere in data anteriore alla loro efficacia per le quali, alla stessa data, non sia stato notificato il relativo atto impositivo.

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