Decisione UE In vigore

Decisione UE 3154/2024

Decisione (PESC) 2024/3154 del Consiglio, del 16 dicembre 2024, che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan

Pubblicato: 16/12/2024 In vigore dal: 16/12/2024 Documento ufficiale

Quali sono le nuove sanzioni imposte dall'UE contro il Sudan con la Decisione 2024/3154 e chi viene colpito?

Spiegato da FiscoAI
La Decisione (PESC) 2024/3154 del Consiglio dell'Unione Europea, adottata il 16 dicembre 2024, modifica il regime sanzionatorio precedente (Decisione 2023/2135) aggiungendo quattro nuovi soggetti alla lista delle persone fisiche sottoposte a misure restrittive. Queste sanzioni rispondono alla necessità di contrastare le attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan, in particolare i continui combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), nonché le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

I quattro individui inseriti nella lista sono: Salah Abdallah Mohamed Salah (ex consigliere per la sicurezza nazionale e ex direttore dell'intelligence), Tijani Karshom (ex vicegovernatore del Darfur occidentale), Mohamed Ali Ahmed Subir (Tenente generale e direttore dell'intelligence militare delle SAF) e Osman Mohamed Hamid (Maggiore Generale e capo delle operazioni delle RSF). Ciascuno è responsabile di specifiche violazioni: colpi di Stato, massacri, arresti arbitrari, violenze sessuali, torture e ostacoli all'accesso degli aiuti umanitari.

Le misure restrittive si applicano a livello dell'Unione Europea e comportano il congelamento dei beni, il divieto di transazioni finanziarie e altre restrizioni previste dal regime sanzionatorio generale dell'UE. La decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e si inserisce in una serie di provvedimenti adottati dal Consiglio nel 2024 (gennaio e giugno) per rafforzare la pressione su attori che destabilizzano il Sudan.

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Riferimento normativo

Decisione (PESC) 2024/3154 del Consiglio, del 16 dicembre 2024, che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan EN: Council Decision (CFSP) 2024/3154 of 16 December 2024 amending Decision (CFSP) 2023/2135 concerning restrictive measures in view of activities undermining the stability and political transition of Sudan

Testo normativo

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT Serie L 2024/3154 16.12.2024 DECISIONE (PESC) 2024/3154 DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 2024 che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA, visto il trattato sull’Unione europea e in particolare l’articolo 29, vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quanto segue: (1) Il 9 ottobre 2023 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2023/2135 ( 1 ) . (2) Il 27 novembre 2023 l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha rilasciato una dichiarazione a nome dell’Unione in cui l’Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito la loro ferma condanna dei continui combattimenti tra le Forze armate sudanesi (SAF), le Forze di supporto rapido (RSF) e le rispettive milizie affiliate. La dichiarazione ha inoltre deplorato la drammatica escalation di violenza e il tragico bilancio in termini di vite umane nel Darfur e in tutto il paese, nonché le violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. (3) Il 22 gennaio 2024, mediante decisione (PESC) 2024/383 ( 2 ) , il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti di sei entità delle SAF e delle RSF responsabili di sostenere attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan. (4) Il 24 giugno 2024, mediante decisione (PESC) 2024/1784 ( 3 ) , il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti di sei persone responsabili di sostenere attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan. (5) Tenuto conto della gravità della situazione, quattro persone dovrebbero essere inserite nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi di cui all’allegato della decisione (PESC) 2023/2135. (6) È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2023/2135, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 L’allegato della decisione (PESC) 2023/2135 è modificato conformemente all’allegato della presente decisione. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea . Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2024 Per il Consiglio La presidente K. KALLAS ( 1 ) Decisione (PESC) 2023/2135 del Consiglio, del 9 ottobre 2023, concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan ( GU L, 2023/2135, 11.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2023/2135/oj ). ( 2 ) Decisione (PESC) 2024/383 del Consiglio, del 22 gennaio 2024, che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan ( GU L, 2024/383, 22.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/383/oj ). ( 3 ) Decisione (PESC) 2024/1784 del Consiglio, del 24 giugno 2024, che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan ( GU L, 2024/1784, 24.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/1784/oj ). ALLEGATO All’allegato della decisione (PESC) 2023/2135, nella sezione «A. Elenco delle persone fisiche di cui all’articolo 1, paragrafo 1, e all’articolo 2, paragrafo 1», sono aggiunte le voci seguenti: Nome Informazioni identificative Motivi Data di inserimento nell’elenco «7. Salah Abdallah Mohamed SALAH alias SALAH GOSH Data di nascita: 1957 Luogo di nascita: Nuri, Sudan Cittadinanza: sudanese Passaporto: YSJCYKRYG1U5 Sesso: maschile Funzione: ex consigliere per la sicurezza nazionale della Repubblica del Sudan; ex direttore del servizio nazionale sudanese di intelligence e sicurezza Persone associate: Omar Al-Bashir, ex presidente della Repubblica del Sudan; Generale Abdelfattah Al-Burhan Entità associate: National Intelligence and Security Service (NISS – servizio nazionale di intelligence e sicurezza) Salah Abdallah Mohamed Salah è l’ex consigliere per la sicurezza nazionale della Repubblica del Sudan e l’ex direttore del servizio nazionale sudanese di intelligence e sicurezza (NISS). Salah Abdallah Mohamed Salah è responsabile di diversi colpi di Stato in Sudan — in particolare quelli del 2012 e del 2019 — e ha contribuito all’esecuzione di un colpo di Stato nel 2021. È ampiamente considerato il “capo delle spie” del Sudan. Grazie alle sue competenze in qualità di ex funzionario nel settore della sicurezza, ha contribuito ad aiutare membri del vecchio regime a tornare al potere e ha compromesso gli sforzi volti a istituire un governo civile in Sudan. Dopo la caduta del regime di Al-Bashir, Salah Abdallah Mohamed Salah continua a essere coinvolto in attività che destabilizzano la pace e la stabilità del paese. Sebbene appaia raramente in pubblico, rimane attivo ed è considerato “la mente” dietro a numerose azioni compiute dalle Forze armate sudanesi (SAF) e dal dipartimento responsabile delle operazioni di intelligence nel contesto della crisi in corso. Salah Abdallah Mohamed Salah è pertanto considerato un leader che si colloca tra gli elementi più intransigenti del precedente regime di Al-Bashir; è responsabile di azioni nel settore militare e della sicurezza ed è integrato nelle strutture delle SAF. I suoi legami ideologici con il precedente regime di Al-Bashir, e in particolare con il partito del Congresso nazionale, costituiscono un forte motore della narrazione che alimenta la guerra contro il fronte opposto, vale a dire le Forze di supporto rapido (RSF). Salah Abdallah Mohamed Salah è stato pertanto coinvolto in azioni che minacciano la pace, la stabilità o la sicurezza del Sudan e azioni che compromettono gli sforzi volti a riprendere la transizione politica in Sudan. 16.12.2024 8. Tijani KARSHOM alias KHARSHOM; KARSHOUM; KHARSHOUM; AL-TIJANI AL-TAHIR KARSHOUM Cittadinanza: sudanese Sesso: maschile Funzione: ex vicegovernatore (o “Wali” nell’idioma locale) del Darfur occidentale. Governatore de facto del Darfur occidentale Persone associate: Abdulrahman JUMA BARAKALLAH; Masar Abdurahman ASEEL Entità associate: Gathering of Sudan Liberation Forces (GSLF — Riunione delle forze di liberazione del Sudan) Tijani Karshom è un membro di spicco della tribù Mahamid ed era vicegovernatore del Darfur occidentale all’epoca del massacro della tribù Massalit a El Geneina, capitale del Darfur occidentale, nel giugno 2023. È inoltre membro della Riunione delle forze di liberazione del Sudan (GSLF), che ha facilitato il reclutamento di milizie incaricate di combattere al fianco delle Forze di supporto rapido (RSF). Tijani Karshom è responsabile dell’attentato mortale contro il governatore del Darfur occidentale a El Geneina nel giugno 2023, di aver incaricato le RSF di impedire ai civili intrappolati a El Geneina di lasciare la città e di aver diretto due attacchi contro campi destinati agli sfollati interni. Dopo il massacro di El Geneina, ha istituito un comitato per raccogliere e bruciare i corpi in fosse comuni. Ha inoltre partecipato agli sforzi volti a nascondere i corpi dopo un secondo massacro ad Ardamatta, nel Darfur occidentale, nel novembre 2023. Tijani Karshom è inoltre responsabile di aver guidato un attacco a El Geneina accanto alle RSF e di aver diretto un fuoco di artiglieria contro l’ufficio del governatore del Darfur occidentale nel maggio 2023, un mese prima dell’assassinio di costui. Tijani Karshom è stato pertanto coinvolto in azioni che minacciano la pace, la stabilità e la sicurezza del Sudan ed è stato coinvolto nella pianificazione, nella direzione o nell’esecuzione di atti nel Darfur occidentale che costituiscono gravi abusi dei diritti umani e violazioni del diritto internazionale umanitario, tra cui uccisioni, stupri e altre forme gravi di violenza sessuale e di genere, nonché rapimenti. 16.12.2024 9. Mohamed Ali Ahmed SUBIR Cittadinanza: sudanese Sesso: maschile Funzione: Tenente generale, direttore della direzione dell’intelligence militare (DMI) delle Forze armate sudanesi (SAF) Entità associate: Forze armate sudanesi (SAF); Directorate of Military Intelligence (DMI — direzione dell’intelligence militare) Mohamed Ali Ahmed Subir è Tenente generale delle Forze armate sudanesi (SAF) e direttore della direzione dell’intelligence militare (DMI) delle SAF. In tale veste è responsabile delle operazioni effettuate dal DMI dallo scoppio del conflitto, il 15 aprile 2023, tra le SAF, le Forze di supporto rapido (RSF) e i loro gruppi armati alleati. Ciò è sottolineato dalla sua partecipazione a riunioni ad alto livello di alti comandanti delle SAF rese pubbliche e presiedute dal comandante in capo Abdelfattah Al-Burhan del comando generale delle SAF a Khartoum nel maggio e luglio 2023. Mohamed Ali Ahmed Subir detiene pertanto la responsabilità di comando nelle vessazioni, nell’arresto e nella detenzione arbitrari di difensori dei diritti umani, attivisti delle comunità locali, tra cui attivisti contrari alla guerra, avvocati, professionisti del settore medico, volontari che sostengono i servizi di emergenza, membri di partiti politici e comitati di resistenza e persone percepite come sostenitori delle RSF. Mohamed Ali Ahmed Subir è stato inoltre coinvolto in diversi casi di violenza sessuale, tra cui stupri e minacce di stupro, attribuiti alla DMI, e nella perpetrazione da parte della DMI di atti che equivalgono a torture e altre forme di maltrattamento. Mohamed Ali Ahmed Subir è inoltre responsabile dell’imposizione, da parte della DMI, di restrizioni significative all’accesso e alla consegna degli aiuti. Mohamed Ali Ahmed Subirè stato quindi direttamente coinvolto nella perpetrazione, da parte della DMI, di atti che costituiscono gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, ed è pertanto responsabile di azioni che compromettono direttamente gli sforzi volti a riprendere la transizione politica in Sudan. 16.12.2024 10. Osman Mohamed HAMID alias Osman AMALIYAT Cittadinanza: sudanese Sesso: maschile Funzione: Maggiore Generale delle RSF capo delle operazioni delle RSF Entità associate: Forze di supporto rapido Osman Mohamed Hamid è un Maggiore Generale delle Forze di supporto rapido (RSF) e capo delle operazioni delle RSF. È stato pertanto responsabile delle operazioni effettuate dalle RSF dallo scoppio del conflitto, il 15 aprile 2023, tra le Forze armate sudanesi (SAF), le RSF e i loro gruppi armati alleati, come sottolineato in particolare dalla sua presenza sul campo di battaglia a Jebel Aulia nel novembre 2023. Osman Mohamed Hamid detiene pertanto una responsabilità di comando nella prosecuzione dei combattimenti da parte delle RSF e nelle violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario commesse dalle RSF. È responsabile di attacchi su vasta scala basati su motivi intersezionali etnici e di genere, uccisioni, torture, diffuse violenze sessuali e di genere, stupri, schiavitù sessuale, rapimenti, reclutamento, e uso di bambini nelle ostilità e ostacoli all’accesso agli aiuti umanitari per i civili bisognosi. Osman Mohamed Hamid è stato pertanto direttamente coinvolto nella perpetrazione, da parte delle RSF, di atti che minacciano la pace, la stabilità e la sicurezza del Sudan. È inoltre responsabile di azioni che costituiscono gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, nonché di azioni che compromettono direttamente gli sforzi volti a riprendere la transizione politica in Sudan. 16.12.2024». ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/3154/oj ISSN 1977-0707 (electronic edition)

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La Decisione 2024/3154 riguarda misure restrittive PESC (Politica Estera e di Sicurezza Comune) contro soggetti sudanesi responsabili di violazioni dei diritti umani, diritto internazionale umanitario e crimini di guerra. Professionisti del compliance, esperti di sanzioni internazionali e consulenti legali devono consultare questa normativa per verificare l'inserimento in liste nere, congelamento di beni, divieti di transazioni e obblighi di segnalazione secondo la normativa antiriciclaggio e antiterrorismo dell'UE.

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