Decisione (PESC) 2018/2054 del Consiglio, del 21 dicembre 2018, che modifica la decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania
Quali sono le misure restrittive imposte dall'UE nei confronti del Myanmar e chi viene colpito da questa decisione del 2018?
Spiegato da FiscoAI
La Decisione (PESC) 2018/2054 del Consiglio dell'Unione Europea del 21 dicembre 2018 modifica il regime sanzionatorio già esistente nei confronti del Myanmar/Birmania, aggiungendo sette nuovi individui alla lista delle persone fisiche soggette a misure restrittive. Questa decisione si basa sui risultati della missione di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite, che ha documentato gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e dalla polizia di frontiera, in particolare contro la popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine e contro minoranze etniche negli stati del Kachin e dello Shan.
Le persone inserite nella lista includono ufficiali militari e della polizia di frontiera di vari gradi, da sergenti maggiori a generali di brigata, responsabili di atrocità quali omicidi, deportazioni, torture, violenze sessuali, detenzioni forzate e distruzioni sistematiche di villaggi. Tra i sette designati figurano Ba Kyaw, Tun Naing, Khin Hlaing, Aung Myo Thu, Thant Zaw Win, Kyaw Chay e Nyi Nyi Swe, ciascuno con specifiche responsabilità documentate in operazioni militari condotte tra il 2016 e il 2018.
Le misure restrittive tipicamente associate a questo tipo di decisioni PESC includono il congelamento dei beni, il divieto di mettere a disposizione fondi e risorse economiche, e il divieto di ingresso nel territorio dell'Unione Europea. La decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e si applica immediatamente a livello di tutti gli Stati membri dell'UE.
Per le aziende e i professionisti, questa decisione è rilevante per verificare la conformità alle sanzioni internazionali, in particolare nel caso di transazioni commerciali, operazioni bancarie o relazioni d'affari che potrebbero coinvolgere i soggetti sanzionati o entità collegate al Myanmar.
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Riferimento normativo
Decisione (PESC) 2018/2054 del Consiglio, del 21 dicembre 2018, che modifica la decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania
EN: Council Decision (CFSP) 2018/2054 of 21 December 2018 amending Decision 2013/184/CFSP concerning restrictive measures against Myanmar/Burma
Testo normativo
21.12.2018
IT
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
LI 327/5
DECISIONE (PESC) 2018/2054 DEL CONSIGLIO
del 21 dicembre 2018
che modifica la decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
(1)
Il 22 aprile 2013 il Consiglio ha adottato la decisione 2013/184/PESC
(
1
)
relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania.
(2)
Il 26 aprile 2018 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2018/655
(
2
)
, che fornisce un quadro giuridico per le misure restrittive mirate nei confronti di determinate persone fisiche appartenenti alle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e alla polizia di frontiera responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, di ostacolare la prestazione di assistenza umanitaria ai civili bisognosi e di ostacolare lo svolgimento di indagini indipendenti su presunte gravi violazioni o presunti gravi abusi dei diritti umani.
(3)
Il 25 giugno 2018 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2018/900
(
3
)
, che ha designato sette alti ufficiali delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e della polizia di frontiera per aver partecipato o essere stati associati alle atrocità e alle gravi violazioni dei diritti umani commesse nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine.
(4)
Il 17 settembre 2018 la missione di accertamento dei fatti internazionale indipendente del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha pubblicato la sua relazione dettagliata sul Myanmar, nella quale si conclude che gravi violazioni e abusi dei diritti umani sono stati commessi negli stati del Kachin, di Rakhine e dello Shan, in particolare dalle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e dalla polizia di frontiera, e che molte di tali violazioni rientrano tra i più gravi crimini ai sensi del diritto internazionale.
(5)
Alla luce dei risultati della missione di accertamento dei fatti e data la responsabilità delle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e dalla polizia di frontiera, sette persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive riportato nell'allegato della decisione 2013/184/PESC.
(6)
È opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato della decisione 2013/184/PESC,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'allegato della decisione 2013/184/PESC è modificato come indicato nell'allegato della presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
.
Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 2018
Per il Consiglio
La presidente
J. BOGNER-STRAUSS
(
1
)
Decisione 2013/184/PESC del Consiglio, del 22 aprile 2013, relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania e che abroga la decisione 2010/232/PESC (
GU L 111 del 23.4.2013, pag. 75
).
(
2
)
Decisione (PESC) 2018/655 del Consiglio, del 26 aprile 2018, recante modifica della decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania (
GU L 108 del 27.4.2018, pag. 29
).
(
3
)
Decisione (PESC) 2018/900 del Consiglio, del 25 giugno 2018, recante modifica della decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania (
GU L 160 I del 25.6.2018, pag. 9
).
ALLEGATO
Le persone seguenti sono aggiunte all'elenco delle persone fisiche e giuridiche, entità e organismi riportato nell'allegato della decisione 2013/184/PESC:
Nome
Informazioni identificative
Motivazioni
Data di inserimento nell'elenco
«8.
Ba Kyaw
Ba Kyaw è Sergente maggiore nel 564
o
battaglione di fanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). Ha commesso atrocità e gravi violazioni dei diritti umani, ivi compresi omicidio, deportazione e tortura, nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine nella seconda metà del 2017. In particolare, è stato identificato come uno dei principali autori della strage di Maung Nu del 27 agosto 2017.
21.12.2018
9.
Tun Naing
Tun Naing è il comandante della base della polizia di frontiera di Taung Bazar. In tale carica, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani, ivi compresi detenzione forzata, maltrattamenti e tortura, commesse dalla polizia di frontiera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine a Taung Bazar prima, durante e dopo il 25 agosto 2017.
21.12.2018
10.
Khin Hlaing
Data di nascita: 2 maggio 1968
Il Generale di brigata Khin Hlaing è l'ex comandante della 99
a
divisione di fanteria leggera e l'attuale comandante del Comando Nord-est delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In veste di comandante della 99
a
divisione di fanteria leggera ha supervisionato le operazioni militari condotte nello stato dello Shan nel 2016 e all'inizio del 2017. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla 99
a
divisione di fanteria leggera nei confronti di minoranze etniche dei villaggi dello stato dello Shan nella seconda metà del 2016. Queste includono esecuzioni sommarie, detenzione forzata e distruzione di villaggi.
21.12.2018
11.
Aung Myo Thu
Il Maggiore Aung Myo Thu è comandante del nucleo operativo dalla 33
a
divisione di fanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In veste di comandante della 33
a
divisione di fanteria leggera ha supervisionato le operazioni militari condotte nello stato di Rakhine nel 2017. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla 33
a
divisione di fanteria leggera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine nella seconda metà del 2017. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e detenzione forzata.
21.12.2018
12.
Thant Zaw Win
Thant Zaw Win è Maggiore nel 564
o
battaglione di fanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In tale carica, ha supervisionato le operazioni militari condotte nello stato di Rakhine ed è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse il 27 agosto 2017 dal 564
o
battaglione di fanteria leggera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine, in particolare nel villaggio di Maung Nu e nei suoi dintorni. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.
21.12.2018
13.
Kyaw Chay
Kyaw Chay è Caporale nella polizia di frontiera. È stato precedentemente destinato a Zay Di Pyin ed era comandante della base della polizia di frontiera di Zay Di Pyin nel periodo intorno al 25 agosto 2017 quando, sotto il suo comando, la polizia di frontiera ha commesso una serie di violazioni dei diritti umani. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia di frontiera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine durante tale periodo. Ha inoltre partecipato a gravi violazioni dei diritti umani, tra le quali maltrattamenti dei detenuti e tortura.
21.12.2018
14.
Nyi Nyi Swe
Il Maggiore Generale Nyi Nyi Swe è l'ex comandante del Comando Nord delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In tale carica, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani, compreso il maltrattamento dei civili, commesse dal Comando Nord nello stato del Kachin dal maggio 2016 all'aprile 2018 (fino alla sua nomina a comandante del Comando Sud-ovest). È inoltre responsabile di aver ostacolato la prestazione di assistenza umanitaria ai civili bisognosi nello stato del Kachin in tale periodo, in particolare bloccando il trasporto di derrate alimentari.
21.12.2018».
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La Decisione (PESC) 2018/2054 rappresenta un intervento di politica estera e sicurezza comune dell'UE nel contesto delle sanzioni internazionali e della protezione dei diritti umani. Professionisti del compliance, esperti di diritto internazionale e consulenti aziendali consultano questa normativa per verificare l'applicazione di misure restrittive, congelamento di beni, embargo e divieti di transazione nei confronti di persone fisiche e giuridiche designate. Il regime sanzionatorio PESC si integra con le liste di controllo delle Nazioni Unite e richiede monitoraggio costante per evitare violazioni delle norme antiriciclaggio e antiterrorismo.
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