Decisione UE In vigore

Decisione UE 2020/2018

Decisione (UE) 2018/2020 del Consiglio, del 4 dicembre 2018, che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018

Pubblicato: 04/12/2018 In vigore dal: 04/12/2018 Documento ufficiale

Cosa stabilisce la Decisione UE 2018/2020 del Consiglio sulla Romania e quali erano gli obblighi di bilancio che il paese non ha rispettato?

Spiegato da FiscoAI
La Decisione UE 2018/2020 del 4 dicembre 2018 dichiara che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018 in materia di correzione del disavanzo di bilancio. Il Consiglio aveva rilevato una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine (-1% del PIL) e aveva raccomandato alla Romania di limitare la crescita della spesa pubblica primaria netta al 3,3% nel 2018 e al 5,1% nel 2019, corrispondenti a un aggiustamento strutturale dello 0,8% del PIL annuo.

La Romania, tuttavia, ha mantenuto un obiettivo di disavanzo nominale del 2,96% del PIL nel 2018 (appena sotto il limite del 3%), senza adottare misure sufficientemente dettagliate e credibili per il raggiungimento degli obiettivi. Secondo le previsioni della Commissione, la crescita della spesa pubblica primaria netta ha raggiunto l'11,3% nel 2018, ben oltre il parametro del 3,3%, e il saldo strutturale è rimasto sostanzialmente stabile al 3,3% del PIL anziché migliorare.

Le misure presentate dalla Romania nella relazione del 16 ottobre 2018 si basavano su contenimento della spesa per retribuzioni e beni/servizi, nonché su azioni per incrementare il rispetto degli obblighi fiscali, ma l'impatto complessivo era insufficiente rispetto ai requisiti. La Commissione ha concluso che lo sforzo di bilancio rumeno non garantiva il rispetto dei parametri di spesa e dell'aggiustamento strutturale richiesti.

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Riferimento normativo

Decisione (UE) 2018/2020 del Consiglio, del 4 dicembre 2018, che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018 EN: Council Decision (EU) 2018/2020 of 4 December 2018 establishing that no effective action has been taken by Romania in response to the Council Recommendation of 22 June 2018

Testo normativo

19.12.2018 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 323/16 DECISIONE (UE) 2018/2020 DEL CONSIGLIO del 4 dicembre 2018 che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018 IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 10, paragrafo 2, quarto comma, vista la raccomandazione della Commissione europea, considerando quanto segue: (1) Il 22 giugno 2018 il Consiglio ha deciso, a norma dell'articolo 121, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che per la Romania si rilevava una deviazione significativa rispetto al percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine pari a -1 % del PIL. (2) Alla luce della deviazione significativa riscontrata, il 22 giugno 2018 il Consiglio ha rivolto una raccomandazione ( 2 ) alla Romania, invitandola ad adottare le misure necessarie per garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta ( 3 ) non superi il 3,3 % nel 2018 e il 5,1 % nel 2019, che corrispondono a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,8 % del PIL in ciascuno dei due anni. Il Consiglio ha inoltre raccomandato alla Romania di destinare eventuali entrate straordinarie alla riduzione del disavanzo, mentre le misure di risanamento del bilancio avrebbero dovuto garantire un miglioramento duraturo del saldo strutturale delle amministrazioni pubbliche con modalità favorevoli alla crescita. Il Consiglio ha fissato il 15 ottobre 2018 come termine entro il quale la Romania avrebbe dovuto riferire sul seguito dato a tale raccomandazione. (3) Il 27 e il 28 settembre 2018 la Commissione ha effettuato una missione di sorveglianza rafforzata in Romania a fini di controllo in loco, ai sensi dell'articolo -11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97. Dopo aver trasmesso le conclusioni provvisorie alle autorità rumene perché potessero formulare osservazioni in merito, il 21 novembre 2018 la Commissione ha comunicato le proprie conclusioni al Consiglio. Tali conclusioni sono poi state rese pubbliche. La relazione della Commissione rileva che le autorità rumene mantengono l'obiettivo di disavanzo nominale per il 2018 appena al di sotto del 3 % del PIL e non intendono quindi dare seguito alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018. Il governo prevede di ridurre il disavanzo nominale fino al 2,38 % del PIL nel 2019, ma le misure pertinenti devono ancora essere definite. (4) Il 16 ottobre 2018 le autorità rumene hanno presentato una relazione sul seguito dato alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018 ( 4 ) . Nella relazione le autorità hanno ribadito che l'obiettivo per il 2018 rimane un disavanzo nominale del 2,96 % del PIL. Per il 2019 le autorità mirano a un disavanzo pari al 2,38 % del PIL. La relazione non cita nuove misure per il 2018. Per il 2019 la relazione si basa sul contenimento della spesa per le retribuzioni dei dipendenti e per beni e servizi, senza che ciò sia però sostenuto da misure sufficientemente dettagliate e adottate o almeno annunciate in modo credibile. Sul versante delle entrate, la relazione indica una proroga delle misure già in vigore e alcune azioni dirette a incrementare il rispetto degli obblighi fiscali. L'impatto di bilancio complessivo delle misure in questione è quindi al di sotto del livello richiesto dalla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018. (5) Nel 2018, secondo le previsioni d'autunno 2018 della Commissione, la crescita della spesa pubblica primaria netta sarà pari all'11,3 %, ben oltre il parametro di riferimento per la spesa del 3,3 %. Il saldo strutturale dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile nel 2018, al 3,3 % del PIL. Entrambi i pilastri indicano quindi il rischio di una deviazione rispetto al percorso di aggiustamento raccomandato. Il parametro di riferimento per la spesa indica una deviazione del 2,3 % del PIL. Il saldo strutturale conferma questa interpretazione, ma indica una deviazione meno pronunciata pari allo 0,8 % del PIL. Il saldo strutturale è influenzato positivamente da un deflatore del PIL notevolmente più elevato e da una stima puntuale di crescita del PIL potenziale più elevata rispetto alla media a medio termine su cui si basa il parametro di riferimento per la spesa. L'impatto è in parte compensato da quello di un aumento degli investimenti pubblici, che è diluito nel parametro di riferimento per la spesa. La valutazione generale conferma pertanto la deviazione con ampio margine dall'aggiustamento raccomandato dal Consiglio. (6) Nel 2019, sulla base delle previsioni d'autunno 2018 della Commissione, l'aumento della spesa pubblica nominale, al netto delle misure discrezionali in materia di entrate e delle misure una tantum, dovrebbe essere pari al 7,5 %, ben al di sopra del parametro di riferimento della spesa del 5,1 % (pari a una deviazione dello 0,7 % del PIL rispetto all'aggiustamento raccomandato). Il saldo strutturale dovrebbe diminuire dello 0,1 % del PIL, raggiungendo un disavanzo del 3,4 % (pari a una deviazione dello 0,9 % del PIL). Poiché entrambi i pilastri indicano una deviazione dall'aggiustamento richiesto con un margine analogo nel 2019, la valutazione complessiva conferma la deviazione dall'aggiustamento raccomandato dal Consiglio. (7) Le previsioni d'autunno 2018 della Commissione prospettano inoltre un disavanzo delle amministrazioni pubbliche pari al 3,3 % nel 2018 e al 3,4 % nel 2019, superiore al valore di riferimento del 3 % del PIL previsto dal trattato. (8) Le considerazioni che precedono consentono di concludere che le misure adottate dalla Romania in risposta alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018 non sono state sufficienti. Lo sforzo di bilancio non riesce a garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi il 3,3 % nel 2018 e il 5,1 % nel 2019, che corrispondono a un aggiustamento strutturale annuo pari allo 0,8 % del PIL in ciascuno dei due anni, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 La Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 22 giugno 2018. Articolo 2 La Romania è destinataria della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 4 dicembre 2018 Per il Consiglio Il presidente H. LÖGER ( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 . ( 2 ) Raccomandazione del Consiglio, del 22 giugno 2018, al fine di correggere la deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine in Romania ( GU C 223 del 27.6.2018, pag. 3 ). ( 3 ) La spesa pubblica primaria netta è costituita dalla spesa pubblica complessiva al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell'Unione interamente finanziata con fondi dell'Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono scaglionati su un periodo di quattro anni. Sono comprese le misure discrezionali in materia di entrate o l'aumento discrezionale delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum per quanto riguarda sia le entrate che la spesa. ( 4 ) Consultabile al seguente indirizzo Internet: http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13279-2018-INIT/en/pdf

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La Decisione riguarda il Patto di Stabilità e Crescita, il controllo del disavanzo pubblico e il monitoraggio della sorveglianza economica europea secondo il Regolamento (CE) n. 1466/97. Commercialisti e consulenti che operano in Romania o seguono questioni di finanza pubblica europea devono conoscere i concetti di spesa pubblica primaria netta, saldo strutturale, parametri di riferimento per la spesa e deviazione significativa dal percorso di aggiustamento, elementi centrali nella valutazione della sostenibilità fiscale degli Stati membri dell'UE.

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