Decisione UE In vigore

Decisione UE 1668/2024

Decisione (UE) 2024/1668 del Consiglio, del 30 maggio 2024, relativa alla posizione da adottare a nome dell’Unione europea in sede di 16a riunione del comitato delle parti della convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, in merito all’adozione di una raccomandazione e di conclusioni rivolte a cinque Stati parte e relative all’attuazione della convenzione, per quanto riguarda le questioni attinenti alla coo

Pubblicato: 30/05/2024 In vigore dal: 30/05/2024 Documento ufficiale

Qual è lo scopo della Decisione UE 2024/1668 e quali Stati sono interessati dalle raccomandazioni e conclusioni sulla Convenzione di Istanbul?

Spiegato da FiscoAI
La Decisione UE 2024/1668 del Consiglio del 30 maggio 2024 stabilisce la posizione che l'Unione europea deve assumere durante la 16ª riunione del Comitato delle Parti della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). La decisione riguarda cinque Stati parte: Liechtenstein, Andorra, Belgio, Malta e Spagna, per i quali il Comitato adotta raccomandazioni e conclusioni sull'attuazione della Convenzione. La posizione dell'Unione è di non opporsi all'adozione di questi atti, che affrontano specificamente questioni rientranti nella competenza esclusiva dell'UE: cooperazione giudiziaria in materia penale, asilo e non respingimento. Gli atti si concentrano su aspetti critici come la protezione delle vittime, l'accesso ai servizi specializzati, la raccolta dati sulla violenza, le misure di allontanamento d'emergenza, i diritti di custodia e visita, e la protezione delle donne richiedenti asilo. La decisione si basa su rapporti del GREVIO (Gruppo di esperti sulla lotta contro la violenza) e garantisce l'allineamento con la normativa UE vigente, incluse le recenti direttive sulla violenza contro le donne e sulla protezione internazionale.

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Riferimento normativo

Decisione (UE) 2024/1668 del Consiglio, del 30 maggio 2024, relativa alla posizione da adottare a nome dell’Unione europea in sede di 16a riunione del comitato delle parti della convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, in merito all’adozione di una raccomandazione e di conclusioni rivolte a cinque Stati parte e relative all’attuazione della convenzione, per quanto riguarda le questioni attinenti alla cooperazione giudiziaria in materia penale, all’asilo e al non respingimento EN: Council Decision (EU) 2024/1668 of 30 May 2024 on the position to be taken on behalf of the European Union at the 16th meeting of the Committee of the Parties to the Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence on the adoption of a recommendation and conclusions addressed to five State Parties on their implementation of that Convention, with regard to matters re

Testo normativo

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT Serie L 2024/1668 12.6.2024 DECISIONE (UE) 2024/1668 DEL CONSIGLIO del 30 maggio 2024 relativa alla posizione da adottare a nome dell’Unione europea in sede di 16 a riunione del comitato delle parti della convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, in merito all’adozione di una raccomandazione e di conclusioni rivolte a cinque Stati parte e relative all’attuazione della convenzione, per quanto riguarda le questioni attinenti alla cooperazione giudiziaria in materia penale, all’asilo e al non respingimento IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 78, paragrafo 2, l’articolo 82, paragrafo 2, e l’articolo 84, in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 9, vista la proposta della Commissione europea, considerando quanto segue: (1) La convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica («convenzione») è stata conclusa dall’Unione con decisione (UE) 2023/1075 del Consiglio ( 1 ) , per quanto riguarda le istituzioni e l’amministrazione pubblica dell’Unione, e con decisione (UE) 2023/1076 del Consiglio ( 2 ) , per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria in materia penale, l’asilo e il non respingimento, nella misura in cui rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione, ed è entrata in vigore per l’Unione il 1 o ottobre 2023. (2) Conformemente all’articolo 66, paragrafo 1, della convenzione, il gruppo di esperti sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica («GREVIO») è incaricato di vigilare sull’attuazione della convenzione da parte delle parti. A norma dell’articolo 68, paragrafo 11, della convenzione, spetta al GREVIO adottare propri rapporti e conclusioni in merito alle misure adottate dalla parte interessata per attuare le disposizioni della convenzione. (3) Il comitato delle parti della convenzione può adottare raccomandazioni rivolte alla parte interessata, conformemente all’articolo 68, paragrafo 12, della convenzione. Le raccomandazioni si basano sui rapporti del GREVIO e fanno la distinzione tra le misure che, ad avviso del comitato delle parti, la parte dovrebbe adottare quanto prima, con l’obbligo di riferire al comitato delle parti in merito alle misure prese al riguardo entro un periodo di tre anni, e quelle che, pur importanti, sono considerate dal comitato delle parti come appartenenti a un livello secondario di immediatezza. Trascorso il periodo di tre anni, lo Stato parte deve riferire al comitato delle parti in merito alle misure intraprese in 10 settori specifici della convenzione. Sulla base di tali informazioni e di eventuali informazioni supplementari ottenute da organizzazioni non governative, società civile e istituzioni nazionali per la tutela dei diritti umani, il comitato delle parti deve adottare conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni elaborate dal segretariato del comitato. (4) Si prevede che nella 16 a riunione del 31 maggio 2024 il comitato delle parti adotti il progetto di raccomandazione seguente e i quattro progetti di conclusioni seguenti relativi all’attuazione della convenzione da parte di cinque Stati parte («progetti di raccomandazione e di conclusioni»): — raccomandazione sull’attuazione della convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica da parte del Liechtenstein [IC-CP (2024)1-prov]; — conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative ad Andorra adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)2-prov]; — conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative al Belgio adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)3-prov]; — conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative a Malta adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)4-prov]; e — conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative alla Spagna adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)5-prov]. (5) I progetti di raccomandazione e di conclusioni riguardano l’attuazione delle disposizioni della convenzione relative alla cooperazione giudiziaria in materia penale, come le questioni relative alla protezione e all’assistenza per le vittime di violenza nei confronti delle donne e di violenza domestica, nonché delle disposizioni della convenzione relative all’asilo e al non respingimento. È pertanto opportuno stabilire la posizione da adottare a nome dell’Unione in sede di comitato delle parti per quanto riguarda le questioni attinenti alla cooperazione giudiziaria in materia penale, all’asilo e al non respingimento nella misura in cui rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione, in particolare dalla direttiva (UE) 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 3 ) , dalla direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 4 ) , dal regolamento (UE) 2024/1348 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 5 ) e dalla direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 6 ) . e che gli atti previsti sono tali da incidere in modo determinante sul contenuto del diritto dell’Unione in quanto potrebbero influire in futuro sull’interpretazione delle pertinenti disposizioni della convenzione. (6) Per quanto riguarda il Liechtenstein, il progetto di raccomandazione sull’attuazione della convenzione rileva la necessità di adottare e allineare le pertinenti definizioni alla convenzione (articolo 3 della convenzione), di adoperarsi per la parità di genere, anche adottando misure idonee, e di affrontare i diritti e le esigenze dei gruppi esposti o a rischio di discriminazione intersezionale (articolo 4 della convenzione), di elaborare una strategia o piano d’azione globale per prevenire e combattere ogni forma di violenza contemplata dalla convenzione (articolo 7 della convenzione), di garantire il finanziamento delle pertinenti organizzazioni della società civile (articolo 8 della convenzione), di assegnare risorse umane e finanziarie agli organismi di coordinamento (articolo 10 della convenzione), di armonizzare i sistemi di raccolta dei dati e realizzare a intervalli regolari indagini sulla popolazione relative a ogni forma di violenza contemplata dalla convenzione (articolo 11 della convenzione), di garantire una linea telefonica gratuita specifica in tutto il territorio (articolo 24 della convenzione) e di ricorrere a misure di allontanamento di polizia per garantire la protezione delle vittime (articolo 52 della convenzione). Poiché le raccomandazioni su tali questioni sono in linea con le politiche e gli obiettivi dell’Unione nel settore della cooperazione giudiziaria in materia penale e non destano preoccupazioni in merito al diritto dell’Unione, la posizione dell’Unione dovrebbe essere quella di non opporsi all’adozione della raccomandazione rivolta al Liechtenstein. (7) Per quanto riguarda Andorra, il progetto di conclusioni sull’attuazione della convenzione rileva la necessità di garantire che i pertinenti portatori di interessi ricevano risorse umane e finanziarie sufficienti (articoli 8 e 25 della convenzione), di assicurare un approccio coordinato e trasversale alla prevenzione e alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne (articolo 7 della convenzione), di garantire la raccolta dei dati sulla violenza nei confronti delle donne (articolo 11 della convenzione), di garantire che le vittime abbiano accesso a misure urgenti di allontanamento in linea con la convenzione (articolo 52 della convenzione) e di ottemperare alle prescrizioni della convenzione relativamente allo status in materia di soggiorno delle donne vittime di violenza (articolo 59 della convenzione). Poiché le conclusioni su tali questioni sono in linea con le politiche e gli obiettivi dell’Unione nei settori della cooperazione giudiziaria in materia penale, dell’asilo e del non respingimento e non destano preoccupazioni in merito al diritto dell’Unione, la posizione dell’Unione dovrebbe essere quella di non opporsi all’adozione delle conclusioni rivolte ad Andorra. (8) Per quanto riguarda il Belgio, il progetto di conclusioni sull’attuazione della convenzione rileva la necessità di garantire la raccolta dei dati sulla violenza nei confronti delle donne (articolo 11 della convenzione), la necessità di garantire che i servizi di assistenza specialistica ricevano finanziamenti idonei a garantirne la continuità (articoli 8 e 25 della convenzione) e la necessità di garantire che le questioni relative alla violenza nei confronti delle donne siano prese in considerazione dalle autorità competenti a decidere in merito ai diritti di custodia e visita (articolo 31 della convenzione). Poiché le conclusioni su tali questioni sono in linea con le politiche e gli obiettivi dell’Unione nel settore della cooperazione giudiziaria in materia penale e non destano preoccupazioni in merito al diritto dell’Unione, la posizione dell’Unione dovrebbe essere quella di non opporsi all’adozione delle conclusioni rivolte al Belgio. (9) Per quanto riguarda Malta, il progetto di conclusioni sull’attuazione della convenzione rileva la necessità di rafforzare la cooperazione con gli attori non governativi, compresi quelli che forniscono servizi di assistenza specialistica, e di garantirne l’effettiva partecipazione all’elaborazione delle politiche pertinenti (articolo 7 della convenzione), di garantire la raccolta completa dei dati relativi a ogni forma di violenza oggetto della convenzione (articolo 11 della convenzione), di adottare alcune misure nel settore dei diritti di custodia e visita per garantire la sicurezza delle vittime e dei loro figli (articolo 31 della convenzione) e di assicurare che la legislazione sia in linea con la convenzione per quanto riguarda le misure urgenti di allontanamento e le ordinanze di protezione (articolo 52 e articolo 53 della convenzione). Poiché le conclusioni su tali questioni sono in linea con le politiche e gli obiettivi dell’Unione nel settore della cooperazione giudiziaria in materia penale e non destano preoccupazioni in merito al diritto dell’Unione, la posizione dell’Unione dovrebbe essere quella di non opporsi all’adozione delle conclusioni rivolte a Malta. (10) Per quanto riguarda la Spagna, il progetto di conclusioni sull’attuazione della convenzione rileva la necessità di armonizzare il livello di assistenza e protezione delle donne vittime in tutto il territorio nazionale (articoli 7, 10 e 25 della convenzione), di rispondere alle esigenze di protezione delle donne esposte a forme intersezionali di discriminazione (articolo 4 della convenzione), di sostenere le organizzazioni non governative per i diritti delle donne, anche finanziariamente (articolo 9 della convenzione) e di garantire il rapido accesso delle donne richiedenti asilo alla procedura di asilo e a un alloggio sicuro, nonché di garantire l’individuazione delle donne richiedenti asilo che necessitano di protezione (articoli 60 e 61 della convenzione). Poiché le conclusioni su tali questioni sono in linea con le politiche e gli obiettivi dell’Unione nei settori della cooperazione giudiziaria in materia penale, dell’asilo e del non respingimento e non destano preoccupazioni in merito al diritto dell’Unione, la posizione dell’Unione dovrebbe essere quella di non opporsi all’adozione delle conclusioni rivolte alla Spagna. (11) A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e fatto salvo l’articolo 4 di tale protocollo, l’Irlanda non partecipa all’adozione della presente decisione, non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione (12) A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa all’adozione della presente decisione, non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 La posizione da adottare a nome dell’Unione in sede di 16 a riunione del comitato delle parti, istituito a norma dell’articolo 67 della convenzione, è di non opporsi all’adozione degli atti seguenti: (1) raccomandazione sull’attuazione della convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica da parte del Liechtenstein [IC-CP (2024)1-prov]; (2) conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative ad Andorra adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)2-prov]; (3) conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative al Belgio adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)3-prov]; (4) conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative a Malta adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)4-prov]; e (5) conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni relative alla Spagna adottate dal comitato delle parti [IC-CP (2024)5-prov]. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione. Fatto a Bruxelles, il 30 maggio 2024 Per il Consiglio Il presidente H. LAHBIB ( 1 ) Decisione (UE) 2023/1075 del Consiglio, del 1 o giugno 2023, relativa alla conclusione, a nome dell’Unione europea, della convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica per quanto riguarda le istituzioni e l’amministrazione pubblica dell’Unione ( GU L 143 I del 2.6.2023, pag. 1 , ELI: https://eur-lex.europa.eu/eli/dec/2023/1075/oj?locale=it ). ( 2 ) Decisione (UE) 2023/1076 del Consiglio, del 1 o giugno 2023, relativa alla conclusione, a nome dell’Unione europea, della convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria in materia penale, l’asilo e il non respingimento ( GU L 143 I del 2.6.2023, pag. 4 , ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2023/1076/oj). ( 3 ) Direttiva (UE) 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica ( GU 2024/1385 del 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1385/oj ). ( 4 ) Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio ( GU L 315, del 14.11.2012, pag. 57 ). ( 5 ) Regolamento (UE) 2024/1348 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che stabilisce una procedura comune di protezione internazionale nell’Unione e abroga la direttiva 2013/32/UE ( GU L, 2024/1348, 22.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1348/oj ). ( 6 ) Direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale ( OJ L 180, del 29.6.2013, pag. 96 ). ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/1668/oj ISSN 1977-0707 (electronic edition)

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La Decisione 2024/1668 è rilevante per chi opera nel diritto internazionale, diritti umani e protezione delle vittime, in quanto coordina la posizione dell'UE sulla Convenzione di Istanbul, affrontando temi di cooperazione giudiziaria penale, asilo e non respingimento. Professionisti del settore consultano questo atto per comprendere gli obblighi degli Stati membri in materia di violenza di genere, protezione delle vittime, diritti procedurali e accoglienza di richiedenti asilo vulnerabili, con particolare attenzione alla discriminazione intersezionale e alle misure di protezione d'emergenza.

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