Quali sono gli importi di riferimento per il calcolo delle prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi per l'anno 2017?
Spiegato da FiscoAI
La Circolare INPS 70/2017 fornisce i valori economici da utilizzare per liquidare le prestazioni di malattia, maternità/paternità e tubercolosi durante l'anno 2017. Questi importi variano a seconda della categoria di lavoratore: per i soci di cooperative si applica il minimale giornaliero di 47,68 euro, per i lavoratori agricoli 42,41 euro, mentre per i lavoratori della gestione separata si utilizzano percentuali applicate al massimale contributivo. La circolare specifica anche gli assegni di maternità dei comuni (338,89 euro mensili) e dello Stato (2.086,24 euro complessivi), nonché i limiti reddituali per accedere a queste prestazioni. Gli importi rimangono invariati rispetto al 2016 poiché la variazione ISTAT è risultata negativa (-0,1%), e per legge l'adeguamento non può scendere sotto lo zero. La circolare rappresenta lo strumento operativo essenziale per gli uffici INPS e i datori di lavoro per determinare correttamente l'importo delle indennità da erogare ai dipendenti durante i periodi di malattia o maternità.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2017.
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti
Direzione Centrale Pensioni
Roma, 11/04/2017 Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e
Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Circolare n. 70
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l'accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Allegati n.1
OGGETTO: Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi.
Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi. Anno 2017.
SOMMARIO: Premessa
A) Retribuzioni di riferimento, nell’anno 2017 ai seguenti lavoratori:
1. lavoratori soci di società e di enti cooperativi di cui al D.P.R. 602/1970,
art.4;
2. lavoratori agricoli a tempo determinato;
3. compartecipanti familiari e piccoli coloni;
4. lavoratori italiani operanti all’estero in Paesi extracomunitari;
5. lavoratori italiani e stranieri addetti ai servizi domestici e familiari (solo
maternità/paternità);
6. lavoratrici autonome: artigiane, commercianti, CD-CM, imprenditrici
agricole professionali e pescatrici autonome della piccola pesca
marittima e delle acque interne (solo maternità/paternità);
B) Importi da prendere a riferimento, nell’anno 2017, per le seguenti
prestazioni:
1. lavoratori iscritti alla Gestione separata dei lavoratori autonomi di cui
alla legge n. 335/1995 (maternità/paternità, congedo parentale,
malattia e degenza ospedaliera);
2. assegni di maternità dei Comuni ex art. 74 del D. Lgs. n. 151/2001
(importo prestazione e limite reddituale);
3. assegni di maternità dello Stato ex art. 75 del D. Lgs. n. 151/2001;
4. limiti di reddito per l’indennizzabilità del congedo parentale nei casi
previsti dall’art. 34, comma 3, D. Lgs. n. 151/2001 (limite reddituale)
5. art. 42, comma 5, D. Lgs. n. 151/2001 - indennità economica ed
accredito figurativo per i periodi di congedo riconosciuti in favore dei
familiari di disabili in situazione di gravità. Importi massimi per l’anno
2017.
Premessa
L’articolo 1, comma 287, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, stabilisce che “conriferimento
alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di
adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio
dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all'anno
precedente il mese di decorrenza dell'adeguamento, all'analogo valore medio relativo all'anno
precedente non può risultare inferiore a zero.”
Come precisato nella circolare n. 12 del 27.01.2017, L’ISTAT, con comunicato ufficiale del 16
gennaio 2017, ha informato che la variazione percentuale verificatasi negli indici dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai ed impiegati, nei periodi gennaio – dicembre 2015 e gennaio
– dicembre 2016 è pari al –0,1 per cento.
Ciò considerato, la misura per l’anno 2017 del limite minimo di retribuzione giornaliera e degli
altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute per la generalità dei lavoratori dipendenti
risulta pari a quella del 2016 (circolare n. 19 del 31.01.2017).
A) RETRIBUZIONI DI RIFERIMENTO NELL’ANNO 2017.
Ai fini della liquidazione delle indennità di malattia, maternità/paternità e tubercolosi, la cui
misura deve essere calcolata con riferimento a periodi di paga compresi nell’anno 2017, si
comunicano gli importi giornalieri sulla cui base vanno determinate, per le seguenti categorie
di lavoratori interessati, le prestazioni economiche di cui trattasi.
Relativamente all’indennità di tubercolosi, laddove, invece, sulla base della normativa vigente,
le prestazioni debbano essere erogate in misura fissa, occorre fare riferimento per gli importi
da corrispondere per l’anno 2017 alla circolare n. 7 del 11.01.2017.
1) LAVORATORI SOCI DI SOCIETÀ E DI ENTI COOPERATIVI, ANCHE DI FATTO, DI
CUI AL D.P.R. 30 APRILE 1970, N. 602, ART. 4 (malattia, maternità/paternità e
tubercolosi).
Per i lavoratori soci di società e di enti cooperativi anche di fatto (D.P.R. n. 602/1970), i
trattamenti economici previdenziali in oggetto, spettanti per eventi da indennizzare sulla
scorta di periodi di paga cadenti nell’anno 2017 [1], sono da liquidare sulla base di una
retribuzione comunque non inferiore al minimale giornaliero di legge, che è pari, per il 2017,
ad euro 47,68 (circolare n. 19 del 31.01.2017 - par. 1).
2) LAVORATORI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO (malattia, maternità/paternità
e tubercolosi).
Come precisato con messaggio n. 29676 del 7.12.2007, la retribuzione di base per la
liquidazione delle prestazioni non può essere inferiore al minimale di legge che, per il 2017, è
pari a euro 42,41 (circolare n. 19 del 31.01.2017 - par. 1 - allegato 1, tabella A, operaio
agricoltura).
3) COMPARTECIPANTI FAMILIARI E PICCOLI COLONI (malattia, maternità/paternità
e tubercolosi).
Con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 12.05.2016 sono
state determinate, per ciascuna provincia, le retribuzioni medie giornaliere valide per l’anno
2016 ai fini previdenziali (v. tabella allegata alla presente circolare). Con la circolare n. 101 del
14.06.2016, sono state fornite le relative istruzioni operative.
Con riferimento ai riflessi sull’erogazione delle prestazioni economiche di malattia e di
tubercolosi, si ricorda che dette retribuzioni sono utilizzabili soltanto nei confronti dei lavoratori
in questione (compartecipanti familiari e piccoli coloni), limitatamente ai quali, nell’ambito del
settore agricolo, continuano a trovare applicazione i salari medi convenzionali, determinati
anno per anno per ciascuna provincia con i decreti previsti dall’art. 28 del D.P.R. n. 488/1968
(circolare n. 56 del 2.03.2000, paragrafo 2, e messaggio n. 955 del 19.12.2001).
Eventuali prestazioni riferite ad eventi indennizzabili sulla base di periodi di paga cadenti
nell’anno 2016 [2], e liquidate temporaneamente ai lavoratori predetti sulla scorta dei salari
convenzionali stabiliti per il 2015, dovranno essere, pertanto, riliquidate sulla base dei nuovi
importi.
I salari applicabili per l’anno 2017 saranno comunicati non appena disponibili; nel frattempo
saranno, come di consueto, utilizzati, in via temporanea e salvo conguaglio, i salari relativi
all’anno 2016.
Per quanto riguarda le prestazioni economiche di maternità/paternità, si ribadisce che le
stesse, a decorrere dal 2011, sono liquidate sulla base del reddito medio convenzionale
giornaliero valido per la determinazione della misura delle pensioni (circolare n. 37 del
11.03.2010, paragrafo 3).
Il reddito applicabile, per l’anno 2017, ai fini dell’erogazione delle prestazioni di
maternità/paternità, sarà comunicato non appena disponibile; nel frattempo è utilizzato, in via
temporanea e salvo conguaglio, il reddito valido per l’anno 2016 pari a euro 56,62 (circolare
n. 93 del 7.06.2016).
4) LAVORATORI ITALIANI OPERANTI ALL’ESTERO IN PAESI EXTRACOMUNITARI
(malattia, maternità/paternità e tubercolosi).
Con decreto ministeriale 22.12.2016, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di
concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, (G.U. n. 15 del 19.01.2017) ha
determinato le retribuzioni convenzionali da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti
per l’anno 2017, a favore dei lavoratori in argomento per le assicurazioni obbligatorie non
contemplate da accordi in materia di sicurezza sociale.
Le predette retribuzioni, utilizzabili anche per la liquidazione delle prestazioni economiche di
malattia, maternità/paternità e tubercolosi, per le quali sono da prendere a riferimento le
retribuzioni relative all’anno 2017, sono riportate nella circolare n. 28 del 7.02.2017 - allegati
1 e 2.
5) LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI ADDETTI AI SERVIZI DOMESTICI E
FAMILIARI (maternità/paternità).
Ai fini del calcolo dell’indennità per congedo di maternità/paternità, il cui inizio si collochi
nell’anno 2017, devono essere utilizzate le seguenti retribuzioni convenzionali orarie (circolare
n. 13 del 27.01.2017):
· euro 6,97 per le retribuzioni orarie effettive fino a euro 7,88;
· euro 7,88 per le retribuzioni orarie effettive superiori a euro 7,88 e fino a euro 9,59;
· euro 9,59 per le retribuzioni orarie effettive superiori a euro 9,59;
· euro 5,07 per i rapporti di lavoro con orario superiore a 24 ore settimanali.
6) LAVORATRICI AUTONOME: ARTIGIANE, COMMERCIANTI, COLTIVATRICI DIRETTE,
COLONE, MEZZADRE, IMPRENDITRICI AGRICOLE PROFESSIONALI, PESCATRICI
AUTONOME DELLA PICCOLA PESCA MARITTIMA E DELLE ACQUE INTERNE
(maternità).
L’indennità di maternità, per i due mesi precedenti alla data del parto e per i tre mesi
successivi alla stessa data, nonché l’indennità per congedo parentale e quella per
l’interruzione della gravidanza devono essere calcolate utilizzando gli importi di seguito indicati.
Coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali: euro 42,41
corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2016 per la
qualifica di operaio dell’agricoltura (tabella A - circolare n. 19 del 31.01.2017), con riferimento
alle nascite/ingressi in famiglia avvenuti nel 2017 anche quando il periodo indennizzabile abbia
avuto inizio nel 2016 (articolo 68, comma 1, del D. Lgs. n. 151/2001).
Artigiane: euro 47,68, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per
l’anno 2017 per la qualifica di impiegato dell’artigianato (tabella A - circolare n. 19 del
31.1.2017), con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel
2017.
Commercianti: euro 47,68, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata
per l’anno 2017 per la qualifica di impiegato del commercio (tabella A - circolare n. 19 del
31.1.2017), con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel
2017.
Pescatrici: euro 26,49 corrispondente alla misura giornaliera del salario convenzionale fissata
per l’anno 2017 per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associate in
cooperativa di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250 (tabella B - punto 3 della circolare n. 19
del 31.1.2017), con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel
2017.
B) IMPORTI DA PRENDERE A RIFERIMENTO, NELL’ANNO 2017, PER ALTRE
PRESTAZIONI.
Vengono di seguito riportati gli importi da prendere a riferimento nell’anno 2017 per le
prestazioni di malattia, degenza ospedaliera e maternità/paternità da erogare ai lavoratori
iscritti alla Gestione separata, l’ammontare degli assegni di maternità concessi dai comuni e
quelli dello Stato concessi dall’Inps. Vengono, altresì, indicati i limiti di reddito per
l’indennizzabilità del congedo parentale nei casi previsti dall’art. 34, comma 3, del D. Lgs. n.
151/2001 e gli importi massimi per l’anno 2017 ai fini dell’indennità economica e dell’accredito
figurativo per i periodi di congedo riconosciuti in favore dei familiari di disabili in situazione di
gravità.
1) LAVORATORI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA DEI LAVORATORI AUTONOMI
DI CUI ALLA LEGGE N. 335/1995 (maternità/paternità, malattia e degenza
ospedaliera).
Generalità
Per l’anno 2017, per i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della
legge 8 agosto 1995, n. 335 che non siano pensionati o che non risultino già assicurati ad altra
forma previdenziale obbligatoria, le aliquote contributive pensionistiche, maggiorate
dell’ulteriore aliquota contributiva per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli
stessi della tutela relativa alla maternità, al congedo parentale, agli assegni per il nucleo
familiare, alla degenza ospedaliera e alla malattia, risultano pari a (circolare n. 21 del
31.01.2017):
- 25,72 % per i lavoratori liberi professionisti;
- 32,72 % per tutte le altre categorie di lavoratori assicurati.
Il contributo mensile utile ai fini dell’accertamento del requisito richiesto si ottiene, quindi, per
l’anno 2017, applicando l’aliquota suindicata sul minimale di reddito (articolo 1, comma 3,
della legge n. 233/1990) pari, per il suddetto anno, a euro 15.548,00 (circolare n. 21 del
31.01.2017).
Conseguentemente, il contributo mensile utile è pari a:
- 333,25 euro per i lavoratori libero professionisti;
- 423,94 euro per le altre categorie di lavoratori.
Per gli eventi insorti nel 2017, il limite di reddito previsto ai fini dell’erogazione dell’indennità
per degenza ospedaliera e dell’indennità di malattia [3] corrisponde a euro
70.266,80 (l’importo corrisponde al 70% del massimale 2016, pari a euro 100.324,00 –
circolare n. 13 del 29.01.2016).
Indennità di malattia a favore dei lavoratori iscritti alla Gestione separata (art. 1,
comma 788, legge 296/2006 – art. 24, comma 26, del decreto legge 201/2011
convertito nella legge 214/2011)
La misura della prestazione è pari al 50% dell’importo corrisposto a titolo di indennità per
degenza ospedaliera a favore dei lavoratori iscritti alla Gestione separata. Pertanto, l’indennità
di malattia viene calcolata - applicando la percentuale del 4%, del 6% o dell’8%, a seconda
delle mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti l’evento - assumendo a
riferimento l’importo che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo di cui all’art. 2,
comma 18, della legge n. 335/1995, valido per l’anno di inizio della malattia.
Conseguentemente, per le malattie iniziate nell’anno 2017, anno nel quale il massimale
contributivo suddetto è stato confermato rispetto a quello indicato per l’anno precedente (sulla
base di quanto evidenziato in premessa) e risulta pari a euro 100.324,00 (circolare n. 21 del
31.01.2017), l’indennità viene calcolata su euro 274,86 (euro 100.324,00 diviso 365) e
corrisponde, per ogni giornata indennizzabile, a:
· euro 10,99 (4%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 3 a 4
mensilità di contribuzione;
· euro 16,49 (6%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 5 a 8
mensilità di contribuzione;
· euro 21,99 (8%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 9 a 12
mensilità di contribuzione.
Degenza ospedaliera
Come è noto, secondo i criteri vigenti (circolare n. 147 del 23.07.2001), l’indennità in
questione va calcolata – con percentuali diverse (8%, 12% e 16%) a seconda della
contribuzione attribuita nei dodici mesi precedenti il ricovero - sull’importo che si ottiene
dividendo per 365 il massimale contributivo di cui all’articolo 2, comma 18, della citata legge n.
335/1995, valido per l’anno nel quale ha avuto inizio l’evento.
Conseguentemente, per le degenze iniziate nell’anno 2017, l’indennità, calcolata su euro
274,86, come sopra indicato, corrisponde, per ogni giornata indennizzabile, a:
· euro 21,99 (8%), in caso di accrediti contributivi da 3 a 4 mesi;
· euro 32,98 (12%), in caso di accrediti contributivi da 5 a 8 mesi;
· euro 43,98 (16%), in caso di accrediti contributivi da 9 a 12 mesi.
2) ASSEGNI DI MATERNITA’ DEI COMUNI EX ART.74 DEL D. LGS. N. 151/2001
Come reso noto con circolare n. 55 del 8.3.2017, la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai ed impiegati, da applicarsi per l’anno 2017, è pari a -0,1%.
In proposito il Comunicato del Dipartimento per le politiche della Famiglia pubblicato nella G.U.
n. 47 del 25.02.2017 ha precisato che, in conformità con quanto espresso in premessa, così
come accaduto nell’anno 2016, restano fermi per l’anno 2017 la misura e i requisiti economici
dell’assegno al nucleo familiare numeroso e dell’assegno di maternità. Pertanto, si rappresenta
che, per le nascite avvenute nel 2017 nonché per gli affidamenti preadottivi e le adozioni il cui
ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2017, la misura dell’assegno di maternità del Comune ed
il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) sono i medesimi
indicati nella circolare n.64 del 30.03.2015 e di seguito riportati:
assegno di maternità (in misura piena) pari a euro 338,89 mensili per complessivi euro
1.694,45;
indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) con riferimento ai nuclei
familiari con tre componenti pari a euro 16.954,95.
3) ASSEGNI DI MATERNITA’ DELLO STATO EX ART. 75 DEL D. LGS. n. 151/2001
L’importo dell’assegno di maternità dello Stato (articolo 75 del D. Lgs. n. 151 del 26 marzo
2001), valido per le nascite avvenute nel 2017 nonché per gli affidamenti preadottivi e le
adozioni dei minori il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2017, è pari, nella misura intera,
ad euro 2.086,24 (circolare n. 19 del 31.01.2017, par. 9), tenuto conto di quanto specificato
in premessa in merito alla variazione dell’indice ISTAT per il 2016 risultata pari a -0.1%. [4]
4) LIMITI DI REDDITO PER L’INDENNIZZABILITA’ DEL CONGEDO PARENTALE NEI
CASI PREVISTI DALL’ART. 34, COMMA 3, DEL D. LGS. N. 151/2001.
In base al decreto ministeriale 17.11.2016 del Ministero dell’Economia e delle Finanze
(pubblicato nella G.U. n. 274 del 23.11.2016) - che stabilisce nella misura dello 0,0% la
percentuale di variazione per il calcolo della perequazione automatica delle pensioni da
attribuire in via previsionale per l’anno 2017 - il valore provvisorio dell’importo annuo del
trattamento minimo pensionistico per il 2016 è pari a euro 6.524,57 (v. tabella B, allegato 3,
della circolare n. 8 del 17.01.2017).
Tale importo, com’è noto, è da prendere a riferimento ai fini dell’indennità per congedo
parentale nei casi previsti dal comma 3, dell’articolo 34, del D. Lgs. n. 151/2001[5]. Pertanto,
il genitore lavoratore dipendente che, nel 2017, chiede periodi di congedo parentale ulteriori
rispetto a quelli di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 32 del citato decreto, ha diritto all’indennità
del 30% se il proprio reddito individuale è inferiore a due volte e mezzo l’importo annuo del
trattamento minimo di pensione: per il 2017 il valore provvisorio di tale importo risulta pari a
euro 16.311,43 (euro 6.524,57 per 2,5). Si fa riserva di comunicare il valore definitivo del
suddetto importo annuo per il 2017, qualora lo stesso dovesse risultare diverso da quello
provvisorio sopra indicato.
5) ART. 42, COMMA 5, D. LGS. N. 151/2001 - INDENNITÀ ECONOMICA E
ACCREDITO FIGURATIVO PER I PERIODI DI CONGEDO RICONOSCIUTI IN FAVORE
DEI FAMILIARI DI DISABILI IN SITUAZIONE DI GRAVITA’. IMPORTI MASSIMI PER
L’ANNO 2017.
Come noto (circolare n. 14 del 15.01.2007), l’importo di 70 milioni di lire (pari a euro
36.151,98) per il 2001, da rivalutarsi annualmente, a partire dal 2002, sulla base delle
variazioni dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, deve
rappresentare il tetto massimo complessivo annuo dell’onere relativo al beneficio di cui
all’articolo 42, comma 5, del D.lgs. n. 151/2001 e deve essere ripartito fra indennità
economica e accredito figurativo.
L’ammontare delle due voci di spesa sopra indicate deve essere determinato prendendo a
riferimento l’importo complessivo annuo stabilito dalla norma e l’aliquota pensionistica IVS
vigente per lo stesso anno nell’ordinamento pensionistico interessato.
La differenza fra l’importo complessivo annuo e il valore ottenuto dalla predetta operazione
costituisce il costo massimo della copertura figurativa annua.
Considerato il limite complessivo di spesa e il costo della copertura figurativa, l’importo della
retribuzione figurativa da accreditare rapportato al periodo di congedo non può comunque
eccedere l’importo massimo dell’indennità economica.
Ciò premesso, si ribadisce che la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo da
utilizzare per l’adeguamento 2017 ha assunto valore negativo (-0,1%).
Al riguardo, tenuto conto di quanto disposto al citato comma 287, dell’articolo 1, della legge
n. 208/2015 (vedi premessa), restano fermi, per l’anno 2017,i valori, già indicati nella circolare
n. 51 del 17.03.2016, relativi al tetto massimo complessivo dell’indennità per congedo
straordinario e del relativo accredito figurativo e al valore massimo dell’indennità economica
annuale (tabella 1). Si confermano, altresì, gli importi massimi di retribuzione figurativa
annuale e settimanale (tabella 2) accreditabili a copertura dei periodi di congedo fruiti. Si
rideterminano, invece, non essendo il 2017 un anno bisestile, i valori massimi dell’indennità
economica giornaliera (tabella 1) e della relativa contribuzione figurativa (tabella 2).
TABELLA 1
Valori massimi dell’indennità economica
(importi calcolati secondo l’aliquota del 33%)
A B C D
Anno Importo Importo massimo Importo massimo
complessivo annuo indennità giornaliero indennità
annuo
2017 47.445,82 35.674,00 97,73
TABELLA 2
Valori massimi di retribuzione figurativa accreditabile
(importi calcolati secondo l’aliquota del 33%)
A B C D
Anno retribuzione retribuzione figurativa retribuzione figurativa
figurativa massima massima settimanale massima giornaliera
annua
2017 35.674,00 686,03 97,73
[1] Si tratta degli eventi insorti a partire dal 1° febbraio 2017, salvo che l’evento,
pur iniziato nel mese di gennaio 2017, debba essere indennizzato con la retribuzione
del medesimo mese in quanto il rapporto di lavoro è sorto nel mese di gennaio 2017
(circolare n. 134386 AGO del 6 aprile 1982).
[2] Circolare n. 134386 AGO del 6.04.1982
[3] “L'indennità di cui al comma 1 è corrisposta a condizione che, nei confronti dei
lavoratori interessati, risultino attribuite tre mensilità della contribuzione dovuta alla
Gestione di cui al comma stesso, nei dodici mesi precedenti la data di inizio
dell'evento, ed il reddito individuale non sia superiore, nell'anno solare precedente,
al massimale contributivo di cui all'art. 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995, n.
335, diminuito del 30 per cento” (articolo 3 del D.M. 12.1.2001).
[4] Si rammenta che per il 2016 l’importo dell’assegno dello Stato era pari a euro
2.086,24.
[5] Circolari n. 109 del 06/06/2000, n. 8 del 17/01/2003 e n. 16 del 04/02/2008.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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La Circolare INPS 70/2017 è il riferimento normativo per il calcolo delle prestazioni previdenziali di malattia, maternità/paternità e tubercolosi, applicabile a lavoratori dipendenti, autonomi, agricoli e gestione separata. Commercialisti e responsabili risorse umane la consultano per determinare minimali giornalieri, massimali contributivi, indennità figurative e limiti reddituali ISEE, nonché per gestire correttamente gli assegni familiari e i congedi parentali secondo le variazioni ISTAT.
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