Avvio del censimento quantitativo e qualitativo degli archivi cartacei di deposito presenti presso le Sedi territoriali dell’Istituto attraverso l’applicativo informatico “Gestione Archivi Cartacei” (GAC).
Qual è l'obiettivo della Circolare INPS 3/2017 e come deve essere condotto il censimento degli archivi cartacei attraverso l'applicativo GAC?
Spiegato da FiscoAI
La Circolare INPS 3/2017 avvia un progetto di censimento quantitativo e qualitativo di tutti gli archivi cartacei di deposito presenti presso le sedi territoriali dell'INPS, utilizzando l'applicativo informatico "Gestione Archivi Cartacei" (GAC). L'obiettivo principale è acquisire una conoscenza completa del patrimonio documentale dell'Istituto (circa 1.400.000 metri lineari) per razionalizzare la gestione archivistica, identificare documenti da scartare e trasferire consapevolmente la documentazione presso il Polo Archivistico Nazionale di Lacchiarella. Il censimento riguarda tutti gli uffici INPS, dalle Direzioni Centrali alle strutture territoriali (Direzioni Provinciali, Metropolitane, Agenzie Complesse, Direzioni Regionali), e deve essere completato entro il biennio 2017-2018. Il processo richiede l'identificazione di "Unità di censimento" (insiemi di documenti raggruppati fisicamente con caratteristiche archivistiche comuni), la loro correlazione con il Massimario di scarto, la rilevazione dello spazio in metri lineari e la documentazione dei metadati. L'applicativo GAC prevede due modalità di censimento: per archivi "standard" (già organizzati secondo il Massimario) e "non standard" (organizzati con criteri diversi), garantendo flessibilità nel fotografare l'esistente. Il censimento deve essere condotto da un gruppo di lavoro composto dal Referente di Sede (coordinamento), dall'Esperto della porzione di archivio (qualificazione) e dal Gestore fisico (rilevazione parametri), con particolare attenzione alla corretta individuazione della voce di Massimario e della data di riferimento per il calcolo del periodo di conservazione.
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Riferimento normativo
Avvio del censimento quantitativo e qualitativo degli archivi cartacei di deposito presenti presso le Sedi territoriali dell’Istituto attraverso l’applicativo informatico “Gestione Archivi Cartacei” (GAC).
Testo normativo
Progetto Dematerializzazione degli atti per la riduzione della produzione e della
conservazione dei documenti cartacei e per la razionalizzazione ed ottimizzazione
della gestione degli archivi cartacei e digitali
Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione
Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici
Roma, 11/01/2017 Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e
Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Circolare n. 3
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l'accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
OGGETTO: Avvio del censimento quantitativo e qualitativo degli archivi cartacei
di deposito presenti presso le Sedi territoriali dell’Istituto attraverso
l’applicativo informatico “Gestione Archivi Cartacei” (GAC).
SOMMARIO:
1. Premessa
2. Oggetto del censimento: gli archivi di deposito
3. L’applicativo “Gestione archivi cartacei” (GAC)
4. Indicazioni operative per la effettuazione del censimento
4.1. Operazioni preparatorie
4.2. Rilevazione delle informazioni e trasposizione dei dati
nell’applicativo
4.3. Operazioni a corredo
5. Completamento del censimento e monitoraggio dell’attività svolta
6. La valutazione ai fini della produzione
7. Tempistiche e Prossime azioni
1. Premessa
INPS, per natura e funzioni svolte detiene un patrimonio informativo, che va ben oltre le
tematiche “previdenziali”, affondando le radici nella storia del Paese sotto molteplici aspetti:
demografico, sociale, sanitario, culturale, storico-artistico, tecnico e ancora oltre.
I «fascicoli» in cui è organizzato tale patrimonio informativo, si trovano oggi sotto forma di
archivi cartacei, digitali, ibridi (che vedono cioè la coesistenza di componenti in formato
analogico, digitale a norma, digitale non a norma).
Con la Determinazione Presidenziale n. 114 del 29 luglio 2016 l’Istituto ha confermato la
strategia di internalizzazione della gestione degli archivi cartacei e la costituzione del Polo
Archivistico Nazionale (PAN) il cui sito principale presso il comune di Lacchiarella (Citta
metropolitana di Milano) finalizzato a:
Internalizzazione completa del patrimonio documentale INPS;
Razionalizzazione e Normalizzazione della gestione archivistica di tale patrimonio
documentale;
Razionalizzazione e contenimento dei costi per la gestione archivistica.
Il sito di Lacchiarella è costituito da nove padiglioni con una capienza di archiviazione pari a
circa 850.000 metri lineari.
Il patrimonio documentale di Archivi di deposito dell’Istituto oggi ammonta a circa 1.400.000
ml.
Da quanto sopra scaturisce l’esigenza di un abbattimento significativo di tale quantità attuabile
attraverso:
operazioni di scarto;
specifici progetti di dematerializzazione.
Appare altresì evidente la necessità che il trasferimento della documentazione presso il sito del
Polo Archivistico Nazionale avvenga in maniera «consapevole» ovvero che deve essere noto il
contenuto specifico della documentazione trasferita.
L’esatta conoscenza del materiale da trasferire risulta quindi indispensabile alla formulazione di
una accurata stima degli spazi, dei materiali e delle infrastrutture necessarie all’allestimento
del costituendo Polo Archivistico Nazionale.
Una accurata inventariazione del materiale presente negli archivi dell’Istituto risulta in linea
con gli obiettivi di risparmio posti dalla normativa sullo scarto documentale, nonché con quelli
in tema di razionalizzazione e salvaguardia del patrimonio archivistico dettati sia dal Codice
dell’Amministrazione Digitale che dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio.
Gli elementi sopra esposti implicano la necessità di una completa conoscenza «qualitativa»,
oltre che «quantitativa», del patrimonio documentale gestito dall’Istituto (in Sede ed in
outsourcing) ai fini di:
Corretta gestione archivistica;
Corretta ed efficiente attività di scarto;
Corretto e controllato trasferimento della documentazione al sito del PAN;
Corretta ed efficace consultazione dei fascicoli da parte del territorio;
Di supporto al raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, è stato realizzato il nuovo applicativo
“Gestione Archivi Cartacei” (G.A.C.) di cui, con la presente circolare, si intendono
approfondire gli aspetti operativi inquadrandolo nel contempo nel contesto di revisione
organizzativa dell’Istituto in tema archivistico.
Più nel merito, e come comunicato con messaggio Hermes n. 19/10/2016.0004204 (a seguito
della positiva conclusione della fase di sperimentazione del programma GAC - Gestione Archivi
Cartacei) detto applicativo sarà a breve reso disponibile a tutte le Strutture sul territorio per
l’effettuazione del censimento degli archivi cartacei.
2. Oggetto del censimento: gli archivi di deposito
L’applicativo GAC prevede degli sviluppi in funzione ad ulteriori obiettivi dell’Istituto, come nel
prosieguo della presente circolare.
Questa prima fase progettuale si incentra sul censimento di elementi qualitativi e quantitativi
relativi agli “archivi di deposito” dell’Istituto intesi come quegli insiemi di atti, quasi sempre
raggruppati in fascicoli, che hanno concluso il loro iter istruttorio per i quali, quindi, è iniziato il
periodo di conservazione previsto dal Piano di conservazione e scarto (Massimario di scarto)
che prelude allo scarto effettivo o al trasferimento nell’archivio storico.
Per un maggiore approfondimento sul concetto di archivio di deposito, si rimanda comunque al
materiale pubblicato sulla Intranet in occasione del corso di formazione per referenti
archivistici, accessibile seguendo il percorso DIREZIONE GENERALE>Progetto
dematerializzazione degli atti per la riduzione della produzione e della conservazione dei
documenti cartacei e per la realizzazione e ottimizzazione della gestione degli archivi cartacei e
digitali>Utilità>Corso settembre – ottobre 2016>Corso per archivisti.
Da quanto sopra discende che il materiale cartaceo che costituisce gli “archivi di deposito” va
censito indipendentemente dal locale fisico in cui questo si trova; vanno quindi censiti anche
gli archivi di deposito, ancorché di dimensioni ridotte, conservati in locali non adibiti ad
“archivio”.
Con riguardo ai fini sopra specificati, è apparso funzionale al perseguimento degli stessi un
programma che coadiuvasse il censimento degli archivi mediante le seguenti azioni: a)
effettuazione di una mappatura delle strutture e dei locali presso i quali sono localizzati gli
archivi cartacei; b) determinazione del contenuto di ciascun archivio mediante classificazione
per tipologia documentale e anno (o intervallo di anni) di riferimento; c) rilevazione dello
spazio occupato in termini di metri lineari per ciascuna classificazione individuata; d)
rilevazione dei metadati delle singole tipologie documentali. La conoscenza di tali elementi
risulta, come detto, indispensabile all’elaborazione delle stime da effettuare per l’allestimento
del costituendo P.A.N. e, fin da subito, alla migliore gestione, conservazione e trasferimento
del contenuto di ciascun archivio o parte di esso.
Si precisa che, propedeuticamente rispetto al censimento degli archivi cartacei, vanno censiti i
locali presso cui tali archivi si trovano e che, come detto, non sono soltanto i locali che hanno
come destinazione d’uso l’archivio, ma anche tutte le stanze che contengono porzioni di
archivio di deposito.
Dagli obiettivi generali precedentemente descritti, scaturisce l’importanza di dedicare
all’attività di censimento, il tempo necessario per individuare le caratteristiche di tutte le
porzioni di archivio al fine di qualificarle nella maniera più dettagliata possibile e di censirle
nella maniera più completa possibile.
Dagli approfondimenti effettuati scaturisce l’esperienza che talune porzioni di archivio,
apparentemente “disordinate”, sono molto più semplicemente “poco note” perché organizzate
da personale che ci ha preceduto, secondo magari metodologie obsolete oppure oggi non più
valide o condivise e che, pertanto, attraverso una adeguata verifica, possono essere
classificate e censite con sufficienti dettagli.
Per operare al meglio è quindi necessario che le operazioni di classificazione e censimento
siano effettuate da personale in grado di riconoscere e qualificare le singole porzioni di archivio
e classificarle sulla base del Massimario di scarto.
Più specificatamente, il gruppo ottimale per le operazioni di classificazione e censimento è così
composto:
Il Referente presso la singola Sede (incaricato dal Direttore per le operazioni di
censimento), unico per tutta la campagna di censimento, che garantirà: l’organizzazione
delle attività, il coordinamento delle operazioni, la omogeneità di approccio, il
monitoraggio dell’avanzamento, ecc.;
L’Esperto della singola porzione di archivio, che garantirà: la corretta individuazione delle
unità di censimento, la correlazione con la voce opportuna di Massimario, l’identificazione
delle caratteristiche temporali, di raggruppamento ed ordinamento, ecc.;
Il Gestore fisico degli archivi, che garantirà: il corretto censimento dei locali, la corretta
rilevazione dei parametri fisici relativi alla collocazione specifica (rastrelliera,
compattatore, armadio, schedario, ecc.), alle misure in metri lineari (ml), alle modalità di
conservazione fisica elle unità di censimento (faldoni, fascicoli, ecc.).
3. L’applicativo “Gestione archivi cartacei” (GAC)
L’applicativo GAC, sviluppato in collaborazione tra la Struttura di progetto
Dematerializzazione atti e razionalizzazione ed ottimizzazione della gestione degli archivi
cartacei e digitali e la Direzione centrale Sistemi Informativi e Tecnologici, è stato progettato
per essere particolarmente versatile in maniera tale da consentire il censimento sia di archivi
ben ordinati, sia archivi che lo sono meno.
Più specificatamente, sono presenti due linee di acquisizione degli archivi di deposito finalizzate
rispettivamente per il:
Censimento degli archivi di deposito «standard»;
Censimento degli archivi di deposito «non standard».
Attraverso la voce di menu relativa al censimento degli Archivi di deposito «standard», è
possibile inserire nel sistema le caratteristiche quantitative e qualitative degli insiemi
documentali già fisicamente organizzati (raggruppati) secondo gli elementi previsti dal
Massimario di scarto ed ordinati per data di riferimento per il calcolo del periodo di
conservazione.
Gli archivi di deposito così organizzati, hanno il grande vantaggio per cui risulta abbastanza
agevole calcolare il periodo di conservazione. Si ritiene che gli archivi così organizzati siano
una quota modesta rispetto al totale.
Attraverso la voce di menu relativa al censimento degli Archivi di deposito «NON standard», è
possibile inserire nel sistema le caratteristiche quantitative e qualitative degli insiemi
documentali, anche ben organizzati, ma con criteri che non trovano diretto riferimento ad una
specifica foglia del Massimario e/o non risultano ordinati per data di riferimento per il calcolo
del periodo di conservazione.
Gli archivi di deposito così organizzati, possono essere molto ben qualificati ai fini del
censimento tuttavia è da prevedere una attività di analisi degli specifici fascicoli ai fini della
applicazione del Massimario di scarto. Si ritiene che la gran parte degli archivi di deposito
appartengano a questa casistica.
Attraverso la voce di menu relativa al censimento degli Archivi di deposito «NON standard», è
possibile inserire nel sistema anche le cosiddette «miscellanee» che tuttavia si auspica siano
una quantità modesta.
In conclusione, caratteristica dell’applicativo è quella di essere abbastanza flessibile per
“fotografare” l‘esistente, assicurando quindi la possibilità di qualificare - ad un buon livello di
dettaglio - anche porzioni di archivio con caratteristiche molto differenti fra loro.
L’applicativo si integra a livello informatico con altri sistemi dell’Istituto ed in particolare:
Con il sistema di Identity Management (IDM) per l’accreditamento e l’accesso
all’applicativo;
Con il sistema Strutture sul Territorio per l’anagrafica e la struttura organizzativa
dell’Istituto (Direzioni Provinciali, Direzioni Metropolitane, Agenzie Complesse, Direzioni
Regionali, Direzioni Centrali);
Con il sistema GEMPI (GEstione, Monitoraggio e controllo del Patrimonio Immobiliare
dell’INPS) per i riferimenti anagrafici degli Immobili riferibili a CIASCUNA struttura
organizzativa dell’Istituto.
L’applicativo GAC prevede i seguenti ruoli operativi informatici (profili utente):
Operatore di Sede: E’ abilitato al censimento delle unità documentali e dei locali adibiti ad
archivio della Struttura di competenza (“Direzione Provinciale” o “Direzione
Metropolitana” o “Agenzia Complessa” o “Direzione Regionale” o “Direzione Centrale”);
Referente di Sede: E’ abilitato alle operazioni di verifica e monitoraggio dell’andamento
delle attività della Struttura di competenza. Può eseguire anche il censimento dei locali
della Struttura di competenza adibiti ad archivio;
Referente Regionale: E’ abilitato alle operazioni di verifica e monitoraggio dell’andamento
delle attività di tutte le Strutture della regione di competenza;
Responsabile Centrale: E’ abilitato alle operazioni di verifica e monitoraggio
dell’andamento delle attività a livello nazionale; gestisce l’anagrafica del massimario di
scarto, e accede ad altre funzioni di amministrazione e di utilità del sistema.
Per la descrizione completa delle funzionalità dell’applicativo si rimanda al relativo Manuale
utente, visualizzabile e scaricabile dall’interno dell’applicativo stesso ed anche pubblicato sulla
Intranet accessibile seguendo il percorso DIREZIONE GENERALE>Progetto dematerializzazione
degli atti per la riduzione della produzione e della conservazione dei documenti cartacei e per
la realizzazione e ottimizzazione della gestione degli archivi cartacei e digitali>Utilità>Manuale
Utente GAC.
4. Indicazioni operative per la effettuazione del censimento
4.1. Operazioni preparatorie
Come accennato in precedenza e come ben chiarito nel Manuale operativo di GAC,
nell’applicativo occorre riportare fra l’altro la localizzazione specifica, intesa sia come
stanza/locale sia come collocazione (rastrelliera, compattatore, armadio, schedario, ecc.), di
ciascuna Unità di censimento.
A tal fine è indispensabile che ciascun locale, nel quale insistono archivi di deposito, sia
inequivocabilmente individuato ed individuabile in futuro. E’ quindi necessario che il suo nome
sia rilevabile in prossimità della (o delle) porte di ingresso a detto locale. L’applicativo non
definisce uno standard per la nomenclatura dei locali che, pertanto, è lasciato alla libera scelta
degli Uffici. E’ tuttavia necessario prestare attenzione fra “locale” e “porta di ingresso”. Nel
caso di un’unica porta di
ingresso al locale, questi due elementi possono identificarsi ma nel caso di un locale con più
porte di ingresso, il locale (unico) deve essere univocamente individuato su ciascuna porta di
ingresso, che potrà avere anch’essa una individuazione univoca ma che non è di interesse per
il censimento.
Analogamente ciascun contenitore (rastrelliera, compattatore, armadio, schedario, ecc.) dovrà
essere identificato attraverso opportune etichette o numeri di inventario o qualunque metodo
che consenta di essere univocamente individuato ed individuabile.
Gli armadi, gli schedari, i compattatori, ecc. devono essere individuati singolarmente anche se
in serie, così come, per le rastrelliere, andranno individuate le singole campate. Poiché è
talvolta necessario indicare anche il singolo ripiano o la singola colonne della rastrelliera (o
dell’armadio, ecc.), qualora uno specifico ufficio si dia una specifica regola (ad esempio da
sinistra a destra e dal basso verso l’alto), la numerazione dei ripiani e delle colonne può non
essere fisicamente riportata.
Si precisa infine che è necessario censire la singola stanza/locale prima di poter censire le
Unità documentali in essa presenti. Il censimento delle stanze/locali è una funzionalità
indipendente dal censimento delle Unità documentali pertanto può essere effettuata una
tantum per tutto l’immobile in fase di avvio del censimento oppure mano a mano che tale
censimento procede in relazione all’organizzazione che vuole darsi il singolo Ufficio.
4.2. Rilevazione delle informazioni e trasposizione dei dati
nell’applicativo
Gli elementi che concorrono alla efficacia ed alla qualità del censimento e quindi cui porre
particolare attenzione sono:
Corretta individuazione della Unità di censimento
La scelta di non censire ciascuna Unità documentale (fascicolo) presente nell’archivio
scaturisce dalla valutazione secondo la quale tale attività sarebbe risultata particolarmente
onerosa e si sarebbe protratta per un tempo non coerente con gli obiettivi dell’Istituto esposti
in precedenza. Si è pertanto definito di individuare come Unità di censimento, l’insieme di
Unità documentali, raggruppate fisicamente, che appartengono ad un medesimo argomento e
che condividono le medesime caratteristiche archivistiche (elemento di massimario di scarto
e/o nome della serie archivistica o del raggruppamento, anni di riferimento, ordinamento
interno, ecc) al massimo livello di dettaglio.
L’Unità di censimento, definita e circoscritta in tale maniera (di cui andrà indicata la
dimensione in metri lineari), dovrà tenere conto anche della fisicità della collocazione specifica.
Se da un lato non ci sono limiti dimensionali inferiori (una Unità di censimento può essere
piccola a piacere), dall’altro non è opportuno che la singola Unità di censimento si estenda
oltre il singolo contenitore fisico, inteso come singolo armadio o singolo schedario o singolo
compattatore, ecc.. L’applicazione consente di frammentare agevolmente una specifica Serie e,
attraverso le funzionalità di “replica dei dati” di inserire a sistema le singole “porzioni” (una
Unità di censimento per ciascun “contenitore fisico”) in maniera molto semplice e veloce.
Corretta individuazione della voce di Massimario e della Data di riferimento per il calcolo
del periodo di conservazione
Aspetto centrale del censimento è la corretta correlazione fra Unità di censimento e voce del
Massimario di scarto che, come evidente, risulta essenziale per qualunque valutazione ai fini
del calcolo del periodo di conservazione. E’ di fondamentale importanza che tale correlazione
sia esatta ed avvenga con l’elemento più analitico del Massimario (il terzo livello: Documento)
in quanto solo a questo livello sono attribuiti (sul Massimario) i tempi di conservazione da
applicare alle Unità di censimento per la valutazione della possibile data di scarto. Qualora la
modalità di aggregazione delle Unità documentali non risponda ai criteri del Massimario di
scarto, rimane l’esigenza di qualificare l’unità di censimento al livello più analitico possibile del
Massimario.
Analoga trattazione va fatta per la individuazione della Data di riferimento per il calcolo del
periodo di conservazione da attribuire all’Unità di censimento. Infatti soltanto se è possibile
individuare questa data è possibile calcolare il periodo di conservazione della Unità di
censimento. Qualora per la specifica Unità di censimento non sia possibile indicare l’anno
esatto (che fa da riferimento per il calcolo del periodo di conservazione), l’applicativo consente
di indicare anche un range di anni ma, si ribadisce che questa informazione è di basilare
importanza per la qualità del censimento e delle successive azioni di applicazione del
Massimario di scarto.
Corretta e completa individuazione degli elementi qualificanti l’unità di censimento.
Come accennato in precedenza, l’aspetto qualitativo del censimento riveste un ruolo
fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi posti. Tale aspetto qualitativo è finalizzato
non soltanto ad avere il quadro completo della documentazione conservata dall’Istituto ma
anche per le successive operazioni di “scarto” e di “trasferimento e “gestione” della
documentazione presso il sito del Polo Archivistico Nazionale. A tal fine, l’applicativo consta di
tutta una serie di elementi che consentono di riportare a sistema pressoché qualunque
tipologia di Unità di censimento permettendo di qualificarle in maniera molto puntuale e
dettagliata. A tale varietà di elementi corrisponde tuttavia un esiguo numero di elementi
(campi) che GAC prevede come obbligatori in quanto le Unità di censimento possono essere le
più variegate. Ciò non deve fuorviare dall’obiettivo di inserire il maggior numero di elementi
possibili perché attenersi ai soli dati obbligatori (riferibili prevalentemente ad elementi
quantitativi) renderebbe estremamente scadente la qualità del censimento. Si ribadisce che
con un adeguato impegno del “gruppo di lavoro” di cui al precedente paragrafo 2, si possano
raggiungere risultati ottimali.
4.3. Operazioni a corredo
Le operazioni di censimento sono supportate da un certo numero di dizionari terminologici. In
particolare si specifica che: il Massimario di scarto rappresenta il Piano di conservazione
attualmente adottato dall’Istituto. Occorre attenervisi tuttavia è possibile proporre modifiche
od integrazioni alla Struttura di progetto “Dematerializzazione atti e razionalizzazione ed
ottimizzazione della gestione degli archivi cartacei e digitali” che provvederà ad esaminare le
proposte ed a sottoporle alla necessaria istruttoria con il coinvolgimento delle Direzioni Centrali
competenti e successivamente alla approvazione della Soprintendenza Archivistica al fine di
una eventuale adozione da parte dell’Istituto. Il tempo necessario alla valutazione ed adozione
delle modifiche/integrazioni al Massimario di scarto potrebbe non essere breve tuttavia si
ritiene molto importante il coinvolgimento proattivo delle Strutture territoriali al fine di renderlo
sempre più efficace ed allineato alle caratteristiche organizzative e produttive dell’Istituto oltre
che alla rispondenza ai dettami normativi.
Di più semplice aggiornamento risultano invece i dizionari terminologici sottesi alle
informazioni “ordinamento” e “raggruppamento”. Al fine di rendere particolarmente versatile
l’applicativo, alle voci già previste per questi due dizionari terminologici – derivate dalla
sperimentazione effettuata in due sedi romane - è possibile aggiungere ulteriori voci, per
meglio classificare talune Unità di censimento, tipiche di alcune Sedi piuttosto che di altre.
Qualora infatti le voci attualmente presenti in questi due dizionari terminologici non
risultassero sufficienti o completamente esaustive per la qualificazione di taluna Unità
documentale, sarà possibile sottoporre una richiesta di inserimento di nuove voci alla
“Struttura di progetto Dematerializzazione atti e razionalizzazione ed ottimizzazione della
gestione degli archivi cartacei e digitali”, indirizzo mail:
DematerializzazioneDigitalizzazioneAtti@inps.it perché, previa una spedita verifica ed
eventuale normalizzazione, venga aggiornato il dizionario e quindi, così integrato, reso
disponibile per la prosecuzione del censimento.
5. Completamento del censimento e monitoraggio dell’attività svolta
L’applicativo GAC prevede alcune funzionalità a corredo dell’operazione di censimento che
riguardano essenzialmente:
Interrogazione del Massimario di scarto;
Si tratta di una funzionalità che consente di interrogare il massimario di scarto e di
prospettarne gli elementi salienti.
Chiusura del censimento per Stanza/locale, Immobile e Sede
A conclusione del censimento delle Unità documentali presenti in ciascuna stanza/locale,
l’operatore avrà cura di indicare tale conclusione. Il Referente di sede dovrà validare tale
conclusione. Analogamente andrà dichiarata la conclusione del censimento per lo specifico
immobile e per la specifica Sede.
Report sintetici sull’avanzamento del censimento
L’applicativo rende disponibili ai Ruoli “Referente” e “Responsabile”, a livello di Ufficio, di
Direzione Regionale ed alla Struttura di progetto competente, una serie di report che
consentono di monitorare l’avanzamento delle operazioni di censimento.
Altre funzionalità a corredo e di supporto sono in corso di progettazione e di sviluppo del
software.
6. La valutazione ai fini della produzione
Con l’avvio del processo di programmazione e budget per l’anno 2016, come riportato nella
Circolare n. 4/2016, è proseguita l’attività di gestione degli archivi cartacei ai fini della
valorizzazione della produzione complessiva delle strutture. Tale attività, sarà presto oggetto di
revisione sia qualitativa che quantitativa. Le possibilità di analisi offerte dall’utilizzo del GAC
aprono, infatti, uno scenario gestionale nuovo, con evidenza di più macro fasi che vanno dal
censimento puntuale dell’esistente alla gestione complessiva vera e propria, passando dalla
corretta impostazione dell’archivio fino alla procedura di scarto “semiautomatizzata” ed al
successivo trasferimento di tutti gli archivi di deposito dell’Istituto presso il costituendo Polo
Archivistico Nazionale di Lacchiarella, secondo le previsioni da ultimo indicate nella
Determinazione presidenziale n. 114 del 29 luglio u.s. Proprio in virtù della flessibilità del GAC,
progettato per fornire una corretta e dettagliata immagine del complesso documentale
presente negli archivi dell’Istituto, sarà possibile valutare più in dettaglio le varie attività ora
tutte ricondotte al concetto di generica gestione dell’archivio, per attribuire a queste, a
seconda del grado di precisione delle informazioni rilevate, un diverso punteggio di valore
omogenizzato.
La Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione sta valutando la possibile
valorizzazione quantitativa e qualitativa delle attività descritte nella presente circolare.
7. Tempistiche e Prossime azioni
Si prevede che il censimento degli archivi di deposito presenti presso gli Uffici territoriali e
centrali dell’Istituto si concluda entro il biennio 2017-2018.
A seguire rispetto alla presente Circolare, verranno emanate dalla Direzione Centrale
competente le necessarie istruzioni operative di dettaglio con l’obiettivo di abilitare tutti gli
Uffici all’utilizzo dell’applicativo GAC entro il primo trimestre del 2017.
E’ in corso la valutazione della opportunità di avviare inizialmente il censimento presso gli
Uffici territoriali di una o due Direzioni Regionali.
Il Direttore Generale f.f.
Vincenzo Damato
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Il censimento archivistico secondo la Circolare INPS 3/2017 si applica agli archivi di deposito, intesi come documenti conclusi nel loro iter istruttorio e in fase di conservazione secondo il Piano di conservazione e scarto. La normativa integra il Codice dell'Amministrazione Digitale e il Codice dei Beni Culturali, prevedendo operazioni di scarto documentale, dematerializzazione e razionalizzazione della gestione archivistica. Professionisti della gestione documentale e responsabili archivistici devono comprendere i concetti di Massimario di scarto, Unità di censimento, metadati documentali e trasferimento presso il Polo Archivistico Nazionale per implementare correttamente il progetto.
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