Articolo 7, legge 22 maggio 2017, n. 81 – Stabilizzazione ed estensione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa DIS-COLL. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.
Quali sono i requisiti e le modalità di accesso all'indennità DIS-COLL per i collaboratori coordinati e continuativi a partire dal 1° luglio 2017?
Spiegato da FiscoAI
L'indennità DIS-COLL è una prestazione di disoccupazione destinata ai lavoratori con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nonché agli assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, che abbiano perso involontariamente il lavoro. A partire dal 1° luglio 2017, la prestazione è stata stabilizzata ed estesa, eliminando il requisito contributivo/reddituale precedente. Per accedere alla prestazione, il lavoratore deve trovarsi in stato di disoccupazione (dichiarando immediata disponibilità al lavoro) e possedere almeno tre mesi di contribuzione nella Gestione Separata INPS nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell'anno civile precedente la cessazione e la data di cessazione stessa. È inoltre necessario essere iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, privi di partita IVA attiva e non pensionati.
La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, pena decadenza. L'indennità decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione se la domanda è presentata entro tale termine, oppure dal giorno successivo alla presentazione se presentata successivamente. La prestazione è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione e alla partecipazione regolare alle iniziative di attivazione lavorativa proposte dai Centri per l'Impiego, con sanzioni progressive in caso di mancata partecipazione.
La misura della prestazione è calcolata sul reddito imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni civili (anno della cessazione e anno precedente), diviso per il numero di mesi o frazioni di mesi di durata del rapporto. L'importo è pari al 75% del reddito medio mensile se inferiore a 1.195 euro (per il 2017), con incrementi percentuali per redditi superiori, fino a un massimo di 1.300 euro mensili. La durata della prestazione è pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati, con un massimo di sei mesi, e si riduce del 3% ogni mese a partire dal quarto mese di fruizione.
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Riferimento normativo
Articolo 7, legge 22 maggio 2017, n. 81 – Stabilizzazione ed estensione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa DIS-COLL. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti
Direzione Centrale Amministrazione Finanziaria e Servizi Fiscali
Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi
Roma, 19/07/2017 Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e
Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Circolare n. 115
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l'accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Allegati n.1
OGGETTO: Articolo 7, legge 22 maggio 2017, n. 81 – Stabilizzazione ed
estensione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con
rapporto di collaborazione coordinata e continuativa DIS-COLL.
Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.
SOMMARIO: 1. Premessa e quadro normativo
2. Disciplina della indennità di disoccupazione DIS-COLL
2.1 Destinatari
2.2 Soggetti esclusi
2.3 Requisiti
2.4 Periodi di contribuzione figurativa per la tutela della maternità
2.5 Base di calcolo e misura
2.6 Durata della prestazione
2.7 Presentazione della domanda e decorrenza della prestazione
2.8 Condizionalità
2.9 Nuova attività lavorativa
3. Decadenza
4. Finanziamento e monitoraggio
5. Regime fiscale
6. Ricorsi
7. Istruzioni procedurali
8. Istruzioni contabili
Con la presente circolare sono impartite le istruzioni applicative in merito alla
previsione di cui all’art. 7 della legge n. 81 del 2017 che - integrando e
modificando le disposizioni di cui all’art. 15 del D.lgs. n. 22 del 2015 - ha
esteso la tutela della prestazione DIS-COLL di cui al richiamato art. 15 per
gli eventi di disoccupazione che si verificano a far data dal 1° luglio 2017. La
disposizione di cui al richiamato art. 7 non introduce novità in ordine ai
requisiti di accesso alla indennità DIS-COLL.
1. Premessa e quadro normativo
L’art. 15 del Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 ha istituito, in via sperimentale per l’anno
2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e
sino al 31 dicembre 2015, l’indennità di disoccupazione mensile - denominata DIS-COLL -
rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto
involontariamente la propria occupazione.
La legge n. 208 del 2015, all’art. 1, comma 310 e successivamente il decreto legge 30
dicembre 2016, n. 244 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19,
all’art. 3 comma 3octies hanno esteso la tutela della indennità DIS-COLL rispettivamente agli
eventi di disoccupazione verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre
2016 e dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2017. In attuazione delle richiamate disposizioni
normative la prestazione DIS-COLL per gli anni 2015, 2016 e per il periodo dal 1° gennaio al
30 giugno 2017 è stata disciplinata dalle circolari INPS n. 83 del 27 aprile 2015, n. 74 del 5
maggio 2016 e n. 89 del 23 maggio 2017. Quest’ultima circolare, pertanto, continua a trovare
applicazione in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio al 30 giugno
2017.
La legge 22 maggio 2017, n. 81 – recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non
imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del
lavoro subordinato” – all’art. 7 ha disposto, attraverso la modifica ed integrazione dell’art. 15
del D.lgs. n. 22 del 2015, la stabilizzazione ed estensione dell’indennità di disoccupazione per i
lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa DIS-COLL.
In particolare l’art. 15 del Dlgs. n. 22 del 2015, come integrato e modificato dal richiamato art.
7 della legge n. 81 del 2017, al comma 15 bis prevede che a decorrere dal 1° luglio 2017
l’indennità DIS-COLL è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto
– già destinatari della prestazione - nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa
di studio in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data
del 1° luglio 2017.
Il medesimo comma 15-bis dispone inoltre che a decorrere dal 1º luglio 2017, per i
collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno diritto di
percepire la DIS-COLL, nonché per gli amministratori e i sindaci di cui al comma 1 dell’art.15
del D.lgs n.22 del 2015, è dovuta un'aliquota contributiva aggiuntiva pari allo 0,51 per cento.
Infine, con riguardo alla DIS-COLL riconosciuta per gli eventi di disoccupazione verificatisi a
decorrere dal 1º luglio 2017, il richiamato comma 15-bis dispone che non si applica la
disposizione di cui al comma 2, lettera c), dell’art. 15 del D. lgs. n. 22 del 2015 e che i
riferimenti all'anno solare contenuti nel predetto articolo 15 sono da intendersi riferiti all'anno
civile.
Pertanto viene confermato che non è più richiesto il requisito contributivo/reddituale previsto
dal d. lgs. n. 22 del 2015 nella sua originaria formulazione e cioè che il collaboratore dovesse
far valere, nell’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di
contribuzione oppure un rapporto di collaborazione della durata di un mese e che abbia dato
luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di
contribuzione.
2. Disciplina della indennità di disoccupazione DIS-COLL.
2.1 Destinatari
Sono destinatari della indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a
progetto, nonché - esclusivamente in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a fare
data dal 1° luglio 2017 - gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio iscritti in via
esclusiva alla gestione separata presso l’INPS, non pensionati e privi di partita IVA, che
abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.
Rientrano nell’ambito della tutela in argomento anche i collaboratori delle Pubbliche
Amministrazioni.
I lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, gli
assegnisti e i dottorandi con borsa di studio ai fini dell’accesso alla prestazione, in presenza dei
requisiti legislativamente previsti, devono essere privi di partita IVA al momento della
presentazione della domanda.
Si evidenzia, pertanto, la necessità di ribadire, in sede di eventuale consulenza durante la
compilazione della domanda che l’interessato, titolare di eventuale partita IVA attiva ma non
produttrice di reddito (c.d. silente), ai fini della presentazione della domanda di DIS-COLL,
dovrà provvedere preliminarmente alla chiusura della suddetta partita IVA.
La norma di cui al citato art. 15, comma 1, nell’individuare i destinatari della prestazione DIS-
COLL, richiede quale presupposto che gli stessi siano iscritti in via esclusiva alla Gestione
separata.
Al riguardo, si osserva che per l’accertamento di tale requisito è necessario verificare l’aliquota
applicata per il calcolo della contribuzione alla gestione separata che a fare data dal 1° luglio
2017 è pari al:
- 32,72%, cui deve aggiungersi l’aliquota aggiuntiva dello 0,51% per i soggetti iscritti in via
esclusiva alla Gestione separata;
- 24% per i soggetti iscritti alla Gestione separata e titolari di pensione o assicurati presso
altre forme pensionistiche obbligatorie.
Fermo restando quanto sopra, il requisito dell’iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata
è soddisfatto nel caso in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto da collaborazione
coordinata e continuativa, anche a progetto/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di
studio ed altra attività lavorativa, quale il rapporto di lavoro subordinato.
Laddove invece – nel periodo di osservazione ai fini della ricerca del diritto, della
determinazione della durata e della misura della prestazione DIS-COLL - l’assicurato, per un
dato arco temporale, abbia in essere contemporaneamente un rapporto di collaborazione/
assegno di ricerca/ dottorato di ricerca con borsa di studio ed un rapporto di lavoro
subordinato, può considerarsi soddisfatto il requisito della iscrizione in via esclusiva alla
Gestione separata limitatamente al periodo in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto di
collaborazione ed il rapporto di lavoro subordinato.
Esempio: nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 30 settembre 2017 l’assicurato ha un contratto
di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio e per il solo
periodo che va dal 1° gennaio 2016 al 30 aprile 2016 lo stesso lavoratore ha
contemporaneamente in essere un contratto di lavoro subordinato; in tale ipotesi, il requisito
della iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata può ritenersi soddisfatto per il solo
periodo che va dal 1° maggio 2016 al 30 settembre 2017, in quanto non sussiste
sovrapposizione tra i due rapporti di lavoro.
In tale caso, pertanto, ai fini della ricerca del requisito per il diritto, della determinazione della
durata e della misura della prestazione DIS-COLL, sarà utile il solo periodo che va dal 1°
maggio 2016 al 30 settembre 2017.
2.2 Soggetti esclusi
Sono esclusi dal novero dei destinatari dell’ art. 15 del richiamato D.Lgs. n. 22 del 2015 gli
amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità
giuridica.
2.3 Requisiti
L’indennità DIS-COLL è riconosciuta ai lavoratori, come individuati al punto 2.1 della presente
circolare, che soddisfino congiuntamente i seguenti requisiti:
a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi
dell’art. 19, comma 1 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 (stato di
disoccupazione);
b) possano fare valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio
dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (accredito
contributivo di tre mensilità).
a) Stato di disoccupazione
Quanto al requisito di cui alla lettera a) dell’art. 15, comma 2 del d.lgs. n. 22 del 2015 e ss.
mm. e ii. – stato di disoccupazione – si precisa che ai sensi dell’art. 19, comma 1 del d.lgs. n.
150 del 2015, che ha ridefinito lo stato di disoccupazione, si considerano disoccupati i soggetti
privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al sistema informativo unitario delle
politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed
alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per
l’impiego.
Il successivo art. 21 del richiamato decreto legislativo n. 150 del 2015 ha anche previsto, tra
l’altro, che la domanda di indennità DIS-COLL presentata dall’interessato all’INPS equivale a
dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.
L’Istituto – in attesa della realizzazione del nuovo sistema informativo unitario delle politiche
del lavoro – mette a disposizione dei Centri per l’Impiego territorialmente competenti in base
al domicilio le domande dei richiedenti le suddette indennità di disoccupazione, attraverso il
Sistema informativo della Banca dati percettori di cui al all’art. 19, comma 4 del D.L. n. 185
del 2008, convertito con Legge n. 2 del 2009 e all’art. 4, comma 35 della Legge n. 92 del
2012.
Per quanto concerne le misure di condizionalità per l’accesso alla prestazione DIS-COLL e la
conservazione della stessa, si rimanda al paragrafo 2.8 della presente circolare.
b) Accredito contributivo di tre mensilità
I lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nonché
gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio di cui all’art. 15, commi 1 e 15 bis del
richiamato decreto legislativo n. 22 del 2015 devono possedere inoltre, ai fini dell’accesso alla
prestazione DIS-COLL, almeno tre mesi di contribuzione nella Gestione Separata presso l’INPS.
Il periodo di osservazione per l’individuazione del requisito contributivo va dal 1° gennaio
dell’anno civile precedente la data di cessazione dal lavoro fino alla predetta data di
cessazione.
Esempio: contratto di collaborazione/ assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di
studio cessato in data 30 settembre 2017; il periodo di osservazione per la “ricerca” del
requisito contributivo va dal 1° gennaio 2016 (anno civile precedente la data di cessazione del
rapporto di collaborazione) al 30 settembre 2017 (data di cessazione del rapporto di
collaborazione).
Nell’arco temporale come sopra individuato, il lavoratore interessato dovrà possedere almeno
tre mesi di contribuzione versata nella Gestione Separata INPS.
Per la prestazione in argomento non vige il principio dell’automaticità delle prestazioni di cui
all’art. 2116 del Codice Civile.
2.4 Periodi di contribuzione figurativa per la tutela della maternità
Per quanto attiene alla ricerca del requisito contributivo ai fini del diritto alla DIS-COLL, si
richiama quanto già precisato con il messaggio INPS n.16961 del 2013 con riferimento alla
prestazione “una tantum” di cui all’art. 2, commi 51-56 della legge n. 92 del 2012. In
particolare, con il predetto messaggio è stato chiarito che “ … i contributi figurativi per i periodi
di tutela della maternità, relativamente al rapporto di collaborazione, essendo equiparati alla
contribuzione effettiva da lavoro, sono considerati utili ai fini del raggiungimento del requisito
contributivo”.
2.5 Base di calcolo e misura
L’indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai
versamenti contributivi effettuati - derivante dai rapporti di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio di cui all’art. 15, comma 1 e 15 bis del D.lgs.
n. 22 del 2015 - relativo all’anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e
all’anno civile precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”,
ottenendo così l’importo del reddito medio mensile.
Esclusivamente ai fini del calcolo della misura e della durata della indennità DIS-COLL – in
conformità a specifico indirizzo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per “mesi di
contribuzione o frazioni di essi” si intendono i mesi o le frazioni di mese di durata del rapporto
di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio.
Pertanto, il reddito imponibile ai fini previdenziali – che rappresenta la base di calcolo della
prestazione – dovrà essere diviso per un numero di mesi, o frazione di essi, corrispondente
alla durata dei rapporti di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di
studio presenti nel periodo di riferimento come sopra individuato, anno civile in cui si è
verificato l’evento di cessazione dal lavoro e anno civile precedente.
L’interpretazione fornita al riguardo dal richiamato Ministero consente di prendere a
riferimento, ai fini della determinazione della base di calcolo e della misura della prestazione,
anche le frazioni di mese, che - qualora si facesse riferimento ai “mesi di contribuzione” - non
potrebbero essere oggetto di computo.
L’indennità, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75 per
cento del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore, per
l’anno 2017, all’importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione
dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa
nell’anno precedente.
Nel caso in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo, la misura della DIS-
COLL è pari al 75 per cento del predetto importo di 1.195 euro, incrementata di una somma
pari al 25 per cento della differenza tra il reddito medio mensile e il predetto importo di 1.195
euro.
L’indennità DIS-COLL non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.300 euro
per l’anno 2017, annualmente rivalutato.
Riguardo ai suddetti importi di euro 1.195 e di euro 1.300, in applicazione dell’art. 1, comma
287 delle legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) gli stessi rimangono
invariati rispetto all’anno precedente 2016.
La predetta disposizione prevede infatti che “Con riferimento alle prestazioni previdenziali e
assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente
alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al
consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza
dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non può risultare
inferiore a zero”.
La indennità DIS-COLL si riduce in misura pari al 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo
giorno del quarto mese di fruizione, vale a dire dal 91° giorno di fruizione della prestazione.
2.6 Durata della prestazione
2.6.1. Principi di carattere generale
L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi
di contribuzione accreditati nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente
l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.
Ai fini del calcolo della durata della prestazione, non sono computati i “periodi contributivi” che
hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL.
In conformità allo specifico indirizzo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche per
la durata della prestazione, analogamente alla modalità adottata per la base di calcolo e la
misura, si prendono a riferimento i mesi o le frazioni di mese di durata del rapporto di
collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio.
Pertanto l’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei
mesi o frazioni di essi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio presenti nel periodo che va dal 1° gennaio
dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.
Ai fini del calcolo della durata, non sono computati i periodi di lavoro che hanno già dato luogo
ad erogazione di precedente DIS-COLL.
La durata massima della indennità DIS-COLL non può comunque superare i sei mesi di
fruizione.
Si forniscono ad ogni buon fine due esempi che riassumono i criteri operativi appena esposti.
Esempio 1: si ipotizzi un rapporto di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con
borsa di studio della durata di 10 mesi con la corresponsione di un compenso complessivo di
8.000 euro [copertura contributiva di sei mesi (8.000:1.295,66=6,17 mesi)]. In detta ipotesi,
la prestazione spettante avrà una durata di 5 mesi. Ai fini della determinazione della misura
della prestazione, dividendo il compenso legato al rapporto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio per il numero dei mesi o frazione di essi, di
durata del medesimo, si ottiene un compenso mensile pari ad € 800. La prestazione mensile
sarà, pertanto, pari ad € 600 (800X75:100) per i primi tre mesi; € 582 ( € 600 meno il 3 %)
per il quarto mese ed € 564,54 (€ 582 meno il 3% ) per il quinto mese, per un importo totale
pari a € 2.946,54.
Esempio 2: si ipotizzi un rapporto di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con
borsa di studio della durata di 6 mesi con la corresponsione di un compenso complessivo di
16.000 euro [(copertura contributiva di 12 mesi (16.000:1.295,66=12,35 mesi)]. In detta
ipotesi, la prestazione spettante avrà una durata di 3 mesi. Ai fini della determinazione della
misura della prestazione, dividendo il compenso legato al rapporto di collaborazione/assegno
di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio per il numero dei mesi o frazione di essi, di
durata del medesimo, si ottiene un compenso mensile pari ad € 2.666,66. La prestazione
mensile sarà, pertanto, pari a € 1.264,16 (€ 1.195X75:100 + il 25% della differenza tra €
2.666,66 e € 1.195), per un importo totale pari ad € 3.792,50.
Si precisa che in caso di fruizione parziale della prestazione, ipotizzando ad esempio nel primo
caso la fruizione di soli 2 dei 5 mesi spettanti, ai fini del non computo – in occasione di una
nuova domanda di DIS-COLL - dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di
precedente prestazione DIS-COLL, non saranno computati 4 mesi di lavoro.
Analogamente ipotizzando nel secondo caso la fruizione di 1 solo dei 3 mesi spettanti, ai fini
del non computo – in occasione di una nuova domanda di DIS-COLL - dei periodi di lavoro che
hanno già dato luogo ad erogazione di precedente prestazione DIS-COLL, non saranno
computati 2 mesi di lavoro.
Per i periodi di fruizione della prestazione non sono riconosciuti i contributi figurativi.
2.6.2 Precisazioni sulla modalità di calcolo
Con riferimento alle modalità di calcolo della prestazione in argomento, si forniscono le
seguenti precisazioni in ordine al meccanismo – analogo a quello già in uso per la prestazione
di disoccupazione NASpI - del non computo dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad
erogazione di precedente prestazione DIS-COLL.
In particolare sul punto si precisa che, in presenza di una prima domanda di prestazione DIS-
COLL a seguito di cessazione involontaria di un rapporto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio, intervenuta a far data dal 1° luglio 2017, come
già disposto per le cessazioni relative a rapporti di collaborazione avvenute a far data dal 1°
gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017, la durata della stessa deve essere determinata non
computando i periodi di lavoro che hanno già dato luogo a precedente prestazione DIS-COLL
fruita in ragione di una cessazione involontaria di un rapporto di collaborazione intervenuta dal
1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016. Al riguardo si precisa che detta prestazione DIS-
COLL fruita a seguito di cessazione intervenuta nel corso dell’anno 2016 può essere stata
generata in tutto o in parte da un rapporto di collaborazione relativo all’anno 2015, e
comunque cessato nel 2016.
Pertanto, in tale caso, ai fini della determinazione della durata della prima domanda di
prestazione DIS-COLL con cessazione nell’anno 2017 , anche dal 1° luglio 2017, si procede
come di seguito specificato:
a) si individuano i mesi, o frazione di essi, di durata del/i rapporto/i di collaborazione
presente/i nel periodo che va dal 1° gennaio 2016 alla data di cessazione del rapporto di
lavoro;
b) si verifica la presenza, in detto periodo, di una prestazione DIS-COLL già fruita per effetto
di una cessazione involontaria intervenuta nell’anno 2016;
c) si determina il numero dei mesi, o frazione di essi, del/i rapporto/i di collaborazione che ha
già dato luogo alla predetta prestazione e si verifica se tutti o parte dei suddetti mesi, o
frazioni di essi, si collocano nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre
2015.
c.1 - Qualora tutti i suddetti mesi, o frazioni di essi, si collocano nell’arco temporale che va dal
1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, ai fini della determinazione della durata della nuova
prestazione DIS-COLL con cessazione nell’anno 2017 sono da considerare utili tutti i mesi, o
frazione di essi, di durata del/i rapporto/i di collaborazione dell’anno 2016 in quanto non
interessati dalla prestazione fruita nel 2016, generata interamente dai mesi di collaborazione
collocati nell’anno 2015;
c.2 - Qualora, invece, la prestazione DIS-COLL relativa alla cessazione dell’anno 2016 è stata
generata in parte da mesi, o frazione di essi, del/i rapporto/o di collaborazione relativi all’anno
2015 ed in parte da mesi del/i rapporto/i di collaborazione relativi all’anno 2016, ai fini della
determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL con cessazione nell’anno 2017
– dopo avere fatto la differenza tra il totale dei mesi (presenti nel 2015 e nel 2016) che hanno
generato la precedente prestazione DIS-COLL e i soli mesi di lavoro presenti nell’anno 2015 – i
rimanenti mesi del/i rapporto/i di collaborazione dell’anno 2016 non sono da considerare utili
in quanto hanno contribuito (unitamente ai mesi presenti nel 2015) alla determinazione della
durata della precedente prestazione DIS-COLL.
Si riportano di seguito due esempi di domanda di prestazione DIS-COLL con data di cessazione
nell’anno 2017 successiva al 30 giugno 2017:
Esempio riferito all’ipotesi c.1
______________________________________________________________
Domanda di prestazione DIS-COLL relativa ad un rapporto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio iniziato il 1° settembre 2016 e cessato in data
31.07.2017: nel periodo di osservazione per la determinazione della durata di detta
prestazione, che va dal 1° gennaio 2016 al 31 luglio 2017, è presente una precedente
prestazione DIS-COLL fruita dal 1° marzo 2016 al 31 agosto 2016 (6 mesi) e generata da un
rapporto di collaborazione con durata dal 1° gennaio 2015 al 31 gennaio 2016 (13 mesi).
In tale caso la prestazione DIS-COLL fruita nel 2016 della durata di 6 mesi (limite massimo di
durata della prestazione) è stata generata dal rapporto di collaborazione di 12 mesi dell’anno
2015 e di 1 mese del 2016.
Pertanto, ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL con
cessazione 31 luglio 2017 sono da considerare utili il mese di gennaio 2016 - in quanto non
interessato dalla prestazione fruita nel 2016, che è stata generata infatti interamente dai 12
mesi di collaborazione collocati nell’anno 2015 – nonché gli ulteriori mesi del rapporto di
collaborazione dal 1° settembre 2016 al 31 luglio 2017.
In tale ipotesi la prestazione DIS-COLL con cessazione 31 luglio 2017 avrà una durata di sei
mesi; questa durata deriva dalla somma dei mesi di durata dei rapporti di collaborazione
presenti nell’anno 2016 (1-31 gennaio 2016 e 1° settembre – 31 dicembre 2016) e nell’anno
2017 (1° gennaio – 31 luglio 2017) che in totale sono 12 diviso per 2, secondo quanto
dispone la norma in ordine alla determinazione della durata.
Esempio riferito all’ipotesi c.2
______________________________________________________________
Domanda di prestazione DIS-COLL relativa ad un rapporto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio iniziato il 1° settembre 2016 e cessato in data
31 luglio 2017: nel periodo di osservazione per la determinazione della durata di detta
prestazione, che va dal 1° gennaio 2016 al 31 luglio 2017, è presente una precedente
prestazione DIS-COLL fruita dall’8 maggio 2016 all’8 agosto 2016 (3 mesi) e generata da un
rapporto di collaborazione con durata dal 1° novembre 2015 al 30 aprile 2016 (6 mesi).
In tale caso la prestazione DIS-COLL fruita nel 2016 della durata di 3 mesi è stata generata
dai 6 mesi di rapporto di collaborazione, di cui 2 si collocano nell’anno 2015 (1° novembre
2015 – 31 dicembre 2015) e 4 si collocano nell’anno 2016 (1° gennaio 2016 – 30 aprile 2016).
Pertanto, ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL con
cessazione 31 luglio 2017 – dopo avere calcolato fatto la differenza tra il totale dei mesi n. 6
(presenti nel 2015 n. 2: novembre e dicembre 2015 e nel 2016 n. 4: da gennaio ad aprile
2016) che hanno generato la precedente prestazione DIS-COLL e i soli mesi di lavoro presenti
nell’anno 2015 (n. 2 mesi) – i rimanenti 4 mesi del rapporto di collaborazione in questione
dell’anno 2016 ( da gennaio ad aprile) non sono da considerare utili in quanto hanno
contribuito (unitamente ai 2 mesi presenti nel 2015) alla determinazione della durata della
precedente prestazione DIS-COLL.
I mesi del rapporto di collaborazione dal 1° settembre 2016 al 31 luglio 2017 sono invece utili
ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL a seguito della
cessazione del rapporto del 31 luglio 2017. In tale ipotesi la prestazione DIS-COLL avrà una
durata di cinque mesi e mezzo; questa durata deriva dalla somma dei mesi di durata del
rapporto di collaborazione presenti nell’anno 2016 (relativo al periodo 1° settembre 2016 - 31
dicembre 2016) e nell’anno 2017 (1° gennaio – 31 luglio 2017) che in totale sono 11 diviso 2,
secondo quanto dispone la norma in ordine alla determinazione della durata.
____________________________________________________________
Si precisa infine che, considerata l’avvenuta stabilizzazione dell’indennità DIS COLL, la
modalità di calcolo sopra esposta è da intendersi estesa anche alle cessazioni che
interverranno negli anni successivi al 2017.
2.6.3 Utilità ai fini della durata e della misura della DIS-COLL dei periodi di gravidanza
I periodi di tutela della maternità (interdizione anticipata e posticipata, congedo di maternità e
congedo parentale), coperti da contribuzione figurativa, presenti nel periodo di osservazione
per la ricerca del requisito contributivo (1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di
cessazione del rapporto di collaborazione fino al predetto evento), sono da considerare utili ai
fini della determinazione della durata della prestazione DIS-COLL.
Inoltre, nell’ipotesi in cui il collaboratore/assegnista di ricerca/dottorando di ricerca con borsa
di studio abbia beneficiato - per i periodi di tutela della maternità (interdizione anticipata e
posticipata, congedo di maternità e congedo parentale) - della relativa prestazione,
quest’ultima concorre alla determinazione della base di calcolo per la definizione della misura
della prestazione DIS-COLL.
2.7 Presentazione della domanda e decorrenza della prestazione
Per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio di cui all’art. 15, commi 1 e 15 bis del
richiamato decreto legislativo n. 22 del 2015 devono presentare apposita domanda all’INPS,
esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di sessantotto
giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di
ricerca con borsa di studio .
L’indennità di disoccupazione DIS-COLL spetta a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla
data di cessazione del rapporto di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con
borsa di studio se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno o, qualora la domanda sia
presentata successivamente a tale data, la prestazione DIS-COLL spetta dal primo giorno
successivo alla data di presentazione della domanda.
Nel caso di evento di maternità o di degenza ospedaliera indennizzabili insorti durante il
rapporto di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio
successivamente cessato, il termine di sessantotto giorni per la presentazione della domanda
DIS-COLL decorre dalla data in cui cessa il periodo di maternità o di degenza ospedaliera
indennizzati.
Nel caso di evento di maternità o di degenza ospedaliera indennizzabili insorti entro
sessantotto giorni dalla data di cessazione del rapporto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio, il termine di presentazione della domanda
rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità o di degenza
ospedaliera indennizzabili e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte
residua.
Esempio in merito alla tutela della maternità: data di cessazione del rapporto di
collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio 31/07/2017 – inizio
maternità 1/09/2017 fine periodo di maternità 01/02/2018 (durante questo periodo il termine
di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 2 febbraio il termine riprende a
decorrere, per la parte residua, e scade il 10 aprile 2018.
Nei casi di evento di maternità o di degenza ospedaliera di cui sopra l’indennità DIS-COLL
decorre - se la domanda è stata presentata durante il periodo di maternità o di degenza
ospedaliera indennizzati - dall’ottavo giorno successivo alla fine del periodo di maternità o di
degenza ospedaliera. Qualora la domanda sia stata presentata successivamente alla fine del
periodo di maternità o di degenza ospedaliera ma comunque nei termini di legge, l’indennità
DIS-COLL decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda.
Con riferimento alla tutela previdenziale della malattia di cui all’articolo 1, comma 788, della
legge n. 296 del 27/12/2006, si rinvia a quanto già specificato nella circolare n. 76 del
16/04/2007 in merito alla necessaria sussistenza del rapporto di lavoro ancora in corso di
validità nel periodo dell’evento di malattia ai fini dell’indennizzabilità della prestazione di
malattia. Pertanto gli eventi di malattia insorti durante il rapporto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio e proseguiti oltre la cessazione di quest’ultimo
nonché quelli insorti dopo la cessazione del rapporto di collaborazione/assegno di
ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio non determinano né slittamento né sospensione
del termine di presentazione della domanda di indennità DIS-COLL e non incidono sulla
decorrenza della indennità DIS-COLL.
2.7.1 Periodo transitorio
Esclusivamente al fine di gestire adeguatamente le cessazioni dei rapporti di
collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio intercorse tra la data
del 1° luglio 2017 e la data di pubblicazione della presente circolare, il termine di sessantotto
giorni per la presentazione della domanda di DIS-COLL decorre dalla data di pubblicazione
della presente circolare.
Le eventuali domande di DIS-COLL - relative ad eventi di cessazione dei rapporti di
collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio intervenuti a far data
dal 1° luglio 2017 - già presentate attraverso i consueti canali, tra la data del 1° luglio 2017 e
la data di pubblicazione della presente circolare, saranno regolarmente gestite dalle strutture
territoriali di competenza, senza necessità di ripresentazione della domanda.
Le strutture territoriali provvederanno, altresì, a riesaminare le domande di prestazione DIS-
COLL eventualmente presentate per eventi di cessazione intervenuti nell’anno 2017 e respinte
in quanto alla data di presentazione delle domande medesime non era ancora intervenuta la
proroga della prestazione.
Nei casi sopra richiamati, la prestazione viene corrisposta dall’ottavo giorno successivo alla
data di cessazione dal lavoro.
2.8 Condizionalità
L’erogazione della prestazione DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di
disoccupazione di cui all’art. 19, comma 1 del decreto legislativo n. 150 del 2015, nonché alla
regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione
professionale proposti dai Centri per l’Impiego.
Come precisato al precedente paragrafo 2.3.a, la domanda di DIS-COLL presentata
dall’interessato all’INPS equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro ai sensi
dell’art. 21 del d.lgs. n. 150 del 2015.
Il predetto articolo 21 prevede altresì che il beneficiario della prestazione, ancora privo di
occupazione, è tenuto a contattare il centro per l’impiego entro il termine di 15 giorni dalla
data di presentazione della domanda di prestazione ai fini della stipula del patto di servizio
personalizzato di cui all'articolo 20 del citato d.lgs. n. 150 del 2015. In mancanza, l’assicurato
è convocato dal centro per l'impiego entro il termine stabilito con apposito decreto del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Inoltre, l’art. 21 in argomento, al comma 7 individua le misure di politiche attive cui il
lavoratore percettore di prestazione di DIS-COLL è tenuto a partecipare e le relative sanzioni in
caso di mancata partecipazione. In particolare il lavoratore beneficiario di prestazione è tenuto
a partecipare a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva
del lavoro, ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica
attiva o di attivazione nonché è tenuto ad accettare congrue offerte di lavoro, come definite
dal Ministero del lavoro su proposta dell’ANPAL.
Le sanzioni previste per la mancata partecipazione alle iniziative di politica attiva di cui sopra
sono la decurtazione di un quarto di una mensilità di prestazione per la mancata presentazione
alla prima convocazione da parte del centro per l’impiego, la decurtazione di una mensilità di
prestazione in caso di seconda mancata presentazione alla convocazione e la decadenza dalla
prestazione e dallo stato di disoccupazione nel caso di terza mancata presentazione alla
convocazione.
Le sanzioni sopra richiamate sono applicate dall’INPS, su comunicazione del relativo
provvedimento adottato dal Centro per l’impiego per il tramite del sistema informativo unitario
delle politiche attive di cui all’art. 13 del d. lgs. n. 150 del 2015, a far data dal giorno
successivo a quello in cui si verifica l’evento di mancata partecipazione alle iniziative di
orientamento, di mancata presentazione e di mancata accettazione di un’offerta di lavoro
congrua. Esse comportano la trattenuta dell’importo relativo a trenta giornate di prestazione
nella misura in corso di erogazione al momento del verificarsi dell’evento.
Al riguardo, si rimanda comunque alle circolari INPS n. 194 del 2015 e n. 224 del 2016 con la
quale sono state impartite, tra l’altro, istruzioni applicative in merito alle novità contenute nel
citato decreto legislativo n. 150 del 2015 in materia di stato di disoccupazione e di misure di
condizionalità delle prestazioni a sostegno del reddito, tra cui dell’indennità DIS-COLL.
2.9 Nuova attività lavorativa
2.9.a Contratto di lavoro subordinato
In caso in cui il beneficiario dell’indennità DIS-COLL si rioccupi con contratto di lavoro
subordinato di durata inferiore o pari a cinque giorni, la prestazione è sospesa d’ufficio sulla
base delle comunicazioni obbligatorie; al termine del periodo di sospensione la prestazione
riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento in cui la stessa era
stata sospesa.
In caso in cui il beneficiario dell’indennità DIS-COLL si rioccupi con contratto di lavoro
subordinato di durata superiore a cinque giorni decade dal diritto alla DIS-COLL.
2.9.b Lavoro autonomo
Il beneficiario di indennità DIS-COLL che intraprenda o sviluppi un’attività lavorativa
autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata, dalla quale derivi - ai sensi
dell’art. 15, comma 12 del D.lgs. n. 22 del 2015, come modificato dal comma 3 dell’art. 34
del d.lgs. n. 150 del 2015 - un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle
detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 del T.U.I.R (D.P.R. n.917 del 1986), deve comunicare
all’INPS entro trenta giorni rispettivamente dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente,
dalla data di presentazione della domanda di DIS-COLL, il reddito che presume di trarre dalla
predetta attività.
Detto reddito rimane fissato nei limiti già individuati pari ad euro 8.000 per il parasubordinato
e pari ad euro 4.800 per il lavoro autonomo.
Qualora il reddito dichiarato sia inferiore o pari ai suddetti limiti, la prestazione DIS-COLL sarà
ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo
intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento
dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.
Nel caso in cui, nel corso del periodo di godimento dell’indennità il lavoratore, per qualsiasi
motivo, ritenesse di dovere modificare il reddito dichiarato, dovrà effettuare una nuova
dichiarazione “a montante”, cioè comprensiva del reddito precedentemente dichiarato e delle
variazioni a maggiorazione o a diminuzione; si procederà in tale caso a rideterminare, dalla
data della nuova dichiarazione, l’importo della trattenuta sull’intero reddito, diminuito delle
quote già eventualmente recuperate.
La riduzione della prestazione, come sopra determinata, sarà ricalcolata d’ufficio al momento
della presentazione della dichiarazione dei redditi.
Nei casi di esenzione dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, il beneficiario
è tenuto a presentare all’INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato
dall'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno
successivo.
Nel caso di mancata presentazione dell'autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la
DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa
individuale.
2.9.c Lavoro accessorio
L’art. 48 del d.lgs. n. 81 del 2015 al comma 1 ha stabilito che per prestazioni di lavoro
accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei
committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile, annualmente
rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie
degli operai e degli impiegati. Fermo restando il limite complessivo di 7.000 euro, nei confronti
dei committenti imprenditori o professionisti, le attività lavorative di cui trattasi possono essere
svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro, anche
essi rivalutati annualmente.
Il successivo comma 2 del sopra richiamato art. 48 ha previsto che prestazioni di lavoro
accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite
complessivo di 3.000 euro di compenso per anno civile, anche essi rivalutati, da percettori di
prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. L’INPS provvede a sottrarre dalla
contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito
gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.
Successivamente, il Decreto legge 17 marzo 2017, n. 25, ha disposto, al primo comma
dell'articolo 1, l'abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del Decreto legislativo n. 81/2015 relativi
alla disciplina del lavoro accessorio. Al comma 2 la norma prevede che possano essere
utilizzati fino al 31 dicembre 2017 i buoni per prestazioni di lavoro accessorio acquistati alla
data di entrata in vigore dello stesso decreto.
A tale proposito, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che l'utilizzo dei
buoni per prestazioni di lavoro accessorio, nel periodo transitorio sopra ricordato, dovrà essere
effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme
oggetto di abrogazione da parte del decreto.
Alla luce della disciplina sopra esposta e delle disposizioni di cui all’art. 15, comma 12 del
D.lgs. n. 22 del 2015, che prevede la cumulabilità della prestazione DIS-COLL con i redditi
derivanti da attività lavorativa autonoma, si precisa che l’indennità DIS-COLL è interamente
cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite
complessivo di 3.000 euro per anno civile (lordo € 4.000) annualmente rivalutati sulla base
della variazione dell’indice ISTAT.
Qualora i compensi non superino detto limite il beneficiario dell’indennità DIS-COLL non è
tenuto a comunicare all’Inps il compenso derivante dalla predetta attività.
Per i compensi che superano detto limite e fino a 7.000 euro per anno civile la prestazione
DIS-COLL sarà ridotta di un importo pari all’80 per cento del compenso rapportato al periodo
intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento
dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.
Qualora i compensi derivanti dal lavoro accessorio superino il predetto limite di 3.000 euro per
anno Civile (lordo € 4.000), il beneficiario dell’indennità DIS-COLL è tenuto ad effettuare la
comunicazione all’INPS, analogamente a quanto avviene per l’indennità NASpI, nei termini e
secondo le modalità di cui al Messaggio Hermes n. 494 del 4/2/2016.
2.9.d Lavoro occasionale
Il Decreto Legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno
2017, n. 96, all’art. 54 bis pone la disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali,
individuando i limiti e le modalità di svolgimento delle stesse.
In particolare, il comma 1, lett. a) del richiamato art. 54 bis dispone che è ammessa la
possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività
lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile per ciascun prestatore, con riferimento
alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000
euro.
Il successivo comma 4 del citato art. 54 bis prevede, tra l’altro, che i compensi percepiti dal
prestatore sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione.
Alla luce delle disposizioni sopra richiamate, il beneficiario della prestazione DIS-COLL può
svolgere prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a €
5.000 per anno civile. Entro detti limiti l’indennità DIS-COLL è interamente cumulabile con i
compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario della prestazione
DIS-COLL non è tenuto a comunicare all’Inps il compenso derivante dalla predetta attività.
Si richiama infine il comma 8 dell’articolo 54 bis in esame il quale prevede, tra l’altro, che nel
caso di prestatori di lavoro occasionale percettori di prestazioni di sostegno del reddito l’INPS
provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa a dette prestazioni gli accrediti
contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro occasionali. Al riguardo si precisa tuttavia che
tale previsione non trova applicazione nella ipotesi di prestatore di lavoro occasionale
percettore di indennità DIS-COLL in quanto il D. lgs. n. 22 del 2015 all’art.15, comma 7, in
materia di DIS-COLL dispone che per i periodi di fruizione di detta indennità non sono
riconosciuti i contributi figurativi.
3. Decadenza
Il beneficiario decade dall’indennità, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, nei casi
di seguito elencati:
a) perdita dello stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, comma 1 del d.lgs. n. 150 del
2015 e ss. mm. e ii.;
b) non regolare partecipazione alle misure di politica attiva proposte dai centri per l’impiego;
c) nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a cinque giorni;
d) inizio di una attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività
parasubordinata senza che il lavoratore comunichi all’INPS entro trenta giorni, dall’inizio
dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DIS-
COLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività;
e) titolarità di trattamenti pensionistici diretti;
f) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti
per l’indennità DIS-COLL. A tale proposito si richiama la circolare n. 138 del 2011.
4. Finanziamento e monitoraggio
In relazione all’estensione della tutela della prestazione DIS-COLL agli eventi di disoccupazione
che si verificano a far data dal 1° luglio 2017, secondo quanto previsto dall’art. 15, co. 15-ter
del d. lgs. n. 22 del 2015, come modificato dall’art. 7 della l. n. 81 del 2017, agli oneri
derivanti dall'attuazione del comma 15-bis, valutati in 14,4 milioni di euro per l'anno 2017, 39
milioni di euro per l'anno 2018, 39,6 milioni di euro per l'anno 2019, 40,2 milioni di euro per
l'anno 2020, 40,8 milioni di euro per l'anno 2021, 41,4 milioni di euro per l'anno 2022, 42
milioni di euro per l'anno 2023, 42,7 milioni di euro per l'anno 2024, 43,3 milioni di euro per
l'anno 2025 e 44 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, si provvede, tenuto conto
degli effetti fiscali indotti, mediante l'utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'incremento
dell'aliquota contributiva disposto ai sensi del terzo periodo del comma 15-bis.
Ai sensi del successivo comma 15-quater del medesimo articolo 15, l'INPS trasmette
tempestivamente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e
delle finanze i dati relativi all'andamento delle entrate contributive e del costo della prestazione
di cui al comma 15-bis ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 17, commi da
12 a 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, in materia di
copertura finanziaria delle leggi.
5. Regime fiscale
L’indennità di disoccupazione riconosciuta ai soggetti in relazione agli eventi di disoccupazione
verificatisi a decorrere dal 1° luglio 2017 in avanti è considerata - come quella fin qui
riconosciuta ai soggetti in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1°
gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017 - ai sensi del comma 2, art.6 del Tuir, reddito
imponibile della stessa categoria dei redditi sostituiti o integrati e, pertanto, è soggetta al
regime della tassazione ordinaria, ai sensi dell’art. 23 del DPR 600/73, con le aliquote
previste all’art. 11 del Tuir e con il riconoscimento delle detrazioni di cui agli artt. 12 e 13 del
Tuir se richieste.
L’Istituto, in qualità di sostituto d’imposta, opererà a fine anno 2017 il conguaglio fiscale e
rilascerà la relativa certificazione fiscale (mod.CU).
6. Ricorsi
Competente a decidere i ricorsi amministrativi presentati avverso i provvedimenti adottati in
materia di indennità di DIS-COLL è il Comitato Amministratore per la Gestione speciale di cui
all’art. 2, comma 26 della legge n. 335 del 1995.
Il ricorso va presentato entro il termine di 90 giorni dal ricevimento del provvedimento
amministrativo:
• online (tramite codice PIN rilasciato dall’istituto), utilizzando la procedura disponibile
tra i “Servizi Online” del sito www.inps.it, seguendo il percorso: servizi online – per tipologia di
utente – cittadino – ricorsi online;
• tramite i patronati e gli intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti
agli stessi.
7. Istruzioni procedurali
L’applicazione di presentazione telematica delle domande DIS-COLL, permette l’invio di queste
istanze anche per gli eventi di cessazione dell’attività lavorativa nel 2017.
Analogamente l’applicazione DsWeb è stata aggiornata per consentire l’istruttoria delle
domande di DisColl (Tipo domanda Q) con data cessazione attività nell’anno 2017, secondo
quanto previsto nella presente circolare. Per questo tipo di domande è prevista apposita
sezione DIS-COLL DISOCCUPAZIONE PER I COLLABORATORI in variazione e consultazione
domande.
Istruzioni contabili
La rilevazione contabile dell’onere derivante dalle misure introdotte dall’art. 7 della legge 22
maggio 2017, n. 81 che ha disposto la stabilizzazione e l’estensione dell’indennità di
disoccupazione per i lavoratori a rapporto di collaborazione coordinata e continuativa – DIS-
COLL avverrà nell’ambito della Gestione per la tutela previdenziale dei soggetti che esercitano
per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo ex art. 49,
comma 1 del T.U.I.R. approvato con D.P.R. n. 917/86 e altre attività di cui all’art. 2, comma
26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, codice contabilità PAR.
A tal fine sono istituiti i seguenti conti:
PAR30170 - Indennità di disoccupazione ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata
e continuativa (DIS-COLL), ai sensi dell’art. 7, della legge 22 maggio 2017, n. 81;
PAR10170 – Debito verso i beneficiari di prestazioni per le indennità di disoccupazione ai
lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), ai sensi
dell’art. 7, della legge 22 maggio 2017, n. 81.
La procedura deputata al conferimento dei biglietti contabili automatici per il pagamento
accentrato delle prestazioni a sostegno del reddito, dovrà essere aggiornata per la rilevazione
della indennità di disoccupazione in argomento tramite l’attribuzione dell’onere al conto
PAR30170 in contropartita del conto PAR10170 per l’assunzione del debito nei confronti dei
beneficiari. Eventuali ritenute erariali da applicare alla prestazione in argomento sono da
imputare al conto esistente GPA27009.
Eventuali riaccrediti relativi a somme per pagamenti non andati a buon fine verranno rilevati al
nuovo codice bilancio del partitario contabile GPA10031:
03169 – Somme non riscosse dai beneficiari - Indennità di disoccupazione ai collaboratori
coordinati e continuativi (DIS-COLL) - art. 7, Legge 22 maggio 2017, n. 81 – PAR.
Per gli eventuali recuperi dell’indennità in argomento, viene istituito il conto PAR24135, al
quale viene abbinato, nell’ambito della procedura “recupero crediti per prestazioni”, il codice
bilancio di nuova istituzione:
“01150 – Recupero indennità di disoccupazione ai collaboratori coordinati e continuativi (DIS-
COLL) - art. 7, Legge 22 maggio 2017, n. 81 – PAR.
Eventuali partite creditorie, risultanti allo stesso titolo al termine dell’esercizio, andranno
imputate al conto PAR00130, sulla base della ripartizione del saldo del conto GPA00032,
eseguita dalla specifica procedura.
Il citato codice bilancio “01150” dovrà essere utilizzato, altresì, per evidenziare, nell’ambito del
partitario del conto GPA00069, i crediti per prestazioni divenuti inesigibili.
Al fine di rilevare contabilmente eventuali recuperi intervenuti a seguito dell'applicazione delle
misure sanzionatorie previste dall'art.21, comma 7, del decreto legislativo 14 settembre 2015,
n.150, come modificato dall'art.4, comma 1, lettera l), del decreto legislativo 24 settembre
2016, n.185, si istituisce il seguente conto nell'ambito della gestione sulla quale grava l'onere
per l'erogazione delle prestazioni:
PAR24136 – recupero dell’indennità di disoccupazione a seguito di provvedimenti sanzionatori
– art. 21, comma 10 del decreto legislativo n. 150/2015.
Nell’allegato n. 1 è riportata la variazione al piano dei conti
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
Sono presenti i seguenti allegati:
Allegato N.1
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L'indennità DIS-COLL si applica ai collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, rappresentando una misura di sostegno al reddito per i lavoratori autonomi non imprenditoriali. Commercialisti e consulenti del lavoro devono verificare i requisiti di contribuzione, lo stato di disoccupazione secondo il decreto legislativo 150/2015, la compatibilità con altre attività lavorative (lavoro subordinato, autonomo, accessorio e occasionale) e le modalità di cumulo con redditi da altre fonti. La prestazione è soggetta a tassazione ordinaria secondo il TUIR e comporta l'applicazione di aliquote contributive aggiuntive dello 0,51% per i soggetti iscritti in via esclusiva.
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