Gestione dipendenti pubblici – personale collocato in disponibilità di cui agli articoli 33, 34 e 34-bis del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n.165 - chiarimenti adempimenti contributivi e riflessi sul trattamento pensionistico e previdenziale.
Quali sono gli obblighi contributivi dell'amministrazione pubblica durante il periodo di collocamento in disponibilità del dipendente, e come incidono sul trattamento pensionistico?
Spiegato da FiscoAI
Il collocamento in disponibilità è una sospensione del rapporto di lavoro (non un'estinzione) che riguarda i dipendenti pubblici in esubero secondo gli articoli 33, 34 e 34-bis del D.Lgs. 165/2001. Durante questo periodo, l'amministrazione di appartenenza deve corrispondere al lavoratore un'indennità pari all'80% dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale per massimo 24 mesi (estendibili a 48 se il dipendente matura i requisiti pensionistici). Oltre all'indennità, l'amministrazione è obbligata a versare all'INPS tutti gli oneri sociali (contributi pensionistici, previdenziali, gestione credito e ENPDEP se iscritto) calcolati sulle componenti fisse e continuative della retribuzione percepita al momento del collocamento. Questo obbligo contributivo determina la piena valutabilità del periodo sia ai fini pensionistici che per il TFS/TFR, come se il dipendente continuasse a lavorare: i periodi di disponibilità vengono conteggiati per il diritto a pensione e per la sua misura, utilizzando la retribuzione teorica fissa sulla quale sono stati versati i contributi.
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Riferimento normativo
Gestione dipendenti pubblici – personale collocato in disponibilità di cui agli articoli 33, 34 e 34-bis del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n.165 - chiarimenti adempimenti contributivi e riflessi sul trattamento pensionistico e previdenziale.
Testo normativo
Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti
Direzione Centrale Pensioni
Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi
Roma, 13/07/2017 Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e
Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Circolare n. 114
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l'accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Allegati n.1
OGGETTO: Gestione dipendenti pubblici – personale collocato in disponibilità di
cui agli articoli 33, 34 e 34-bis del Decreto Legislativo 30 marzo
2001 n.165 - chiarimenti adempimenti contributivi e riflessi sul
trattamento pensionistico e previdenziale.
SOMMARIO: Si forniscono chiarimenti in ordine al versamento degli oneri sociali
corrisposti dalle Amministrazioni pubbliche all'INPS durante il periodo in cui il
dipendente è collocato in disponibilità (art. 33, comma 4, del D.L.gs
n.165/2001) e sui riflessi pensionistici e previdenziali.
INDICE
1. Premessa
2. Erogazione indennità ai lavoratori collocati in disponibilità
3. Obblighi contributivi per il personale collocato in disponibilità
4. Indicazioni operative elaborazioni denunce Uniemens sezione <ListaPosPA>
5. Riflessi pensionistici e previdenziali
1. Premessa
Il “collocamento in disponibilità” dei dipendenti pubblici in esubero è disciplinato dagli articoli
33, 34 e 34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.
Il rinvio operato dalla recente normativa alla disciplina in esame per la gestione delle
eccedenze di personale conseguenti all’applicazione di varie disposizioni alle Amministrazioni
pubbliche (cfr. ad es. decreto legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni dalla
legge 7 agosto 2012, n. 135 e legge 23 dicembre 2014 n.190) ha comportato diverse richieste
di chiarimento in ordine agli obblighi contributivi ed al trattamento di quiescenza e previdenza
del personale collocato in disponibilità.
Gli articoli 33 e ss. del d.lgs. n.165/2001 in materia di eccedenze di personale e mobilità
collettiva, così come ridisegnati ed integrati da più interventi successivi del legislatore,
disciplinano le procedure di gestione degli esuberi di personale e gli effetti sul trattamento
economico e previdenziale dei lavoratori collocati in disponibilità.
L’amministrazione che non assorbe le eccedenze di personale con le modalità previste dal
legislatore, colloca in disponibilità tale personale. L’art. 33, comma 7, dispone, infatti: “……
l’amministrazione colloca in disponibilità il personale che non sia possibile impiegare
diversamente nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato
presso altre amministrazioni nell'ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio
presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilita”.
2. Erogazione indennità ai lavoratori collocati in disponibilità
Il comma 8, dell’art.33 del d. lgs. n.165/2001 dispone: “Dalla data di collocamento in
disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore
ha diritto ad un'indennità pari all'80 per cento dello stipendio e dell'indennità integrativa
speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per
la durata massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell'indennità sono riconosciuti
ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. E'
riconosciuto altresì il diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui all'articolo 2 del decreto-
legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n.
153.“
Il collocamento in disponibilità rientra, pertanto, tra le vicende modificative del rapporto di
lavoro in quanto non comporta l’estinzione ma la sospensione del rapporto medesimo. Dalla
data di “collocamento in disponibilità” restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto
di lavoro, con un effetto sul sinallagma contrattuale, per cui il lavoratore non è più tenuto alla
prestazione e non sussiste l’obbligo per l’amministrazione di corrispondere la retribuzione.
Durante il periodo in cui il lavoratore è collocato in disponibilità l’amministrazione pubblica è
tenuta a corrispondere un’indennità pari all'80 per cento dello stipendio e dell'indennità
integrativa speciale nonché l'assegno per il nucleo familiare, con esclusione di qualsiasi altro
emolumento retributivo comunque denominato, per la durata di ventiquattro mesi. Tale limite
temporale può essere aumentato fino a 48 mesi laddove il personale collocato in disponibilità
maturi entro il predetto arco temporale i requisiti per il trattamento pensionistico (art. 2,
comma 12 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7
agosto 2012, n. 135).
3. Obblighi contributivi per il personale collocato in disponibilità
L’amministrazione di appartenenza, oltre ad erogare al lavoratore l’indennità di cui all’art. 33,
comma 8 del d.lgs. n. 165/2001, è tenuta a corrispondere gli oneri sociali. L’art. 34, comma 4,
del medesimo decreto dispone, infatti che “……Gli oneri sociali relativi alla retribuzione goduta
al momento del collocamento in disponibilità sono corrisposti dall'amministrazione di
appartenenza all'ente previdenziale di riferimento per tutto il periodo della disponibilità…”.
Secondo il combinato disposto dell’art. 34, comma 4, e dell’art. 33, comma 8, il personale
collocato in disponibilità conserva per tutto il periodo (fino alla risoluzione del rapporto di
lavoro ovvero fino alla ricollocazione) le iscrizioni contributive possedute all’atto del
collocamento in disponibilità.
Durante il periodo di erogazione dell’indennità sussiste per il datore di lavoro l’obbligo di
versare i contributi alla gestione pensionistica e previdenziale di riferimento del dipendente
pubblico nonché, alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (gestione credito) e,
ove iscritto, alla gestione ENPDEP (assicurazione sociale vita).
L’obbligo di corrispondere gli oneri sociali da parte dell’amministrazione di appartenenza,
determina la valutabilità dei periodi anche ai fini del TFS/TFR come già indicato dall’ex INPDAP
con l’informativa n. 12 dell’11 giugno 2002 della Direzione Centrale Prestazioni di fine servizio
e previdenza complementare (allegato 1) con il conseguente obbligo di versare i contributi alla
gestione previdenziale (ex INADEL o ex ENPAS) a cui il dipendente è iscritto.
Ai fini pensionistici, durante il periodo di collocamento in disponibilità, l’amministrazione è
tenuta a corrispondere gli oneri sociali commisurandoli alle componenti fisse e continuative
della retribuzione in godimento all’atto del collocamento in disponibilità, fatti salvi eventuali
benefici economici derivanti dal mero decorso dell’anzianità di servizio.
Per gli iscritti alla Cassa trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS), l’importo
relativo alla voce stipendiale deve essere maggiorato del 18% in virtù di quanto prevede l’art.
43 del DPR n. 1092/1973, come modificato dall’art. 15 della legge n. 177/1976.
Per quanto riguarda il TFS ed il TFR, la contribuzione va commisurata agli emolumenti
percepiti all’atto del collocamento in disponibilità riconosciuti utili ai fini previdenziali dalle
norme specifiche, fatti salvi eventuali benefici economici derivanti dal mero decorso
dell’anzianità di servizio.
Per il solo TFR vanno prese in considerazione anche le retribuzioni la cui inclusione nella base
di calcolo è stata espressamente riconosciuta dalla contrattazione collettiva.
Si evidenzia infine che, considerato che il lavoratore durante il periodo di sospensione non
percepisce alcuna retribuzione ma solo un’indennità commisurata in quota parte al trattamento
retributivo, l’onere contributivo, comprensivo della quota a carico del lavoratore, resta a totale
carico dell’amministrazione di appartenenza ex art.34, comma 4, del decreto legislativo
n.165/2001.
Nel caso in cui il lavoratore sia trasferito presso un’altra amministrazione, dalla data del
trasferimento cessano gli obblighi contributivi a carico dell’amministrazione di provenienza e il
lavoratore è iscritto alle gestioni di riferimento dell’amministrazione di destinazione. Si
evidenzia che l’iscrizione obbligatoria alla gestione credito permane nelle sole ipotesi in cui il
lavoratore dopo il trasferimento presso l’amministrazione di destinazione mantenga l’iscrizione
ad una delle gestioni pensionistiche o previdenziali della gestione pubblica.
Si ricorda che il lavoratore trasferito presso un’altra amministrazione pubblica, che non è più
iscritto ad una delle gestione pubbliche (pensionistica o previdenziale), può aderire alla
gestione credito entro trenta giorni dalla data del trasferimento, inviando alla struttura INPS di
riferimento il relativo modulo di adesione.
4. Indicazioni operative elaborazioni denunce Uniemens sezione
<ListaPosPA>
Per i lavoratori collocati in disponibilità, il datore di lavoro dovrà valorizzare nell’elemento
<codicecessazione> della denuncia contributiva relativa all’ultimo periodo di servizio il codice
48 “Cambio Tipo Impiego”. Per i periodi di collocamento in disponibilità l’elemento <Tipo
Impiego> dovrà essere valorizzato con il codice 44 “Collocamento in disponibilità ex art. 33
D.Lgs.vo 165/2001” e l’elemento <Tipo Servizio> con il codice 82 “Periodo di disponibilità ex
art. 33 D. Lgs.vo 165/2001” mentre negli elementi <Contratto> e <Qualifica> dovranno
essere indicati i valori dichiarati nell’ultimo periodo precedente tale collocamento.
Negli elementi <imponibile> della gestione pensionistica e di quelle del credito e dell’ENPDEP
deve essere indicato il valore delle componenti fisse e continuative della retribuzione in
godimento all’atto del collocamento in disponibilità, compresa la maggiorazione del 18% per la
gestione CTPS, secondo quanto indicato in precedenza. Negli elementi <imponibile> della
gestione previdenziale devono essere indicati gli emolumenti percepiti all’atto del collocamento
in disponibilità riconosciuti utili ai fini del TFS dalle norme specifiche e, per il TFR, anche quelli
riconosciuti dai CCNL; negli elementi <contributo> il valore del contributo corrispondente al
valore indicato negli elementi <imponibile>.
Eventuali emolumenti arretrati corrisposti durante il periodo di collocamento in disponibilità
dovranno essere denunciati con l’elemento V1, casuale 1, con riferimento all’ultimo periodo di
servizio denunciato.
I periodi di collocamento in disponibilità denunciati in modo difforme da quanto previsto dalla
presente circolare dovranno essere ritrasmessi utilizzando gli elementi V1 Causale 5 tenendo
conto delle indicazioni date per i periodi di disponibilità.
5. Riflessi pensionistici e previdenziali
Ai fini della liquidazione del trattamento pensionistico di un assicurato, il cui diritto a pensione
sia stato maturato durante il periodo in cui è stato collocato in disponibilità, ai fini del calcolo
della cosiddetta quota A) di pensione deve essere presa in considerazione la retribuzione
teorica annua alla cessazione dal servizio con riferimento ai soli emolumenti aventi le
caratteristiche di fissità e continuità (articoli 15 e 16 legge n. 1077/1959) ovvero, per il
personale iscritto alla CTPS, con riferimento ai soli emolumenti tassativamente previsti da
norme di legge (articolo 15 legge n. 177/1976).
Per la quota B) deve essere presa in considerazione la media delle retribuzioni annue percepite
nel periodo di riferimento fino alla data di decorrenza della pensione, rivalutate secondo le
modalità indicate dall’articolo 7 del decreto legislativo n. 503/1992, comprensive degli
emolumenti accessori dal 1° gennaio 1996, tenendo presente che per i periodi di collocamento
in disponibilità andrà considerata la retribuzione teorica fissa e continuativa in relazione alla
quale è stata versata la contribuzione.
Per la determinazione della quota di pensione contributiva (anzianità maturate dal 1° gennaio
1996 o dal 1° gennaio 2012) trovano applicazione le disposizioni di cui all’art. 1, comma 8
della legge n.335/1995.
Qualora l’assicurato, successivamente al collocamento in disponibilità, venga riassunto presso
un ente o amministrazione con obbligo di iscrizione alla gestione esclusiva, all’atto della
definitiva cessazione, la pensione verrà liquidata secondo le regole generali tenendo presente
che, qualora il collocamento in disponibilità ricada nel periodo di riferimento, per la
determinazione della quota B) di pensione andrà presa in considerazione la retribuzione teorica
fissa e continuativa in base alla quale è stata versata la contribuzione.
Il periodo in cui il lavoratore è stato collocato in disponibilità risulta utile ai fini della
liquidazione del TFS/TFR.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
Sono presenti i seguenti allegati:
Allegato N.1
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ALLEGATO 1
Roma, lì 11 giugno 2002
Agli Enti iscritti
(tramite gli Uffici provinciali INPDAP)
DIREZIONE CENTRALE
PRESTAZIONI DI FINE SERVIZIO
E PREVIDENZA COMPLEMENTARE Alla Segreteria degli Organi Collegiali
UFFICIO I
Ai Dirigenti Generali
PRESTAZIONI DI FINE SERVIZIO
Ai Coordinatori delle Consulenze
Professionali
All’Ufficio Autonomo
Atti Ufficiali e Gestione Archivio Storico
Ai Dirigenti degli Uffici Centrali e Provinciali
INPDAP
LORO SEDI
INFORMATIVA N. 12
OGGETTO: Trattamento di fine servizio o di fine rapporto personale collocato in
disponibilità.
L’art. 34, comma 4, del D. Lgs. 30/03/01, n. 165, prevede espressamente che “gli oneri
sociali” relativi alla retribuzione goduta dal lavoratore al momento del collocamento in
disponibilità siano corrisposti dall’Amministrazione di appartenenza all’Ente previdenziale di
riferimento fino alla scadenza del periodo di disponibilità e che “il rapporto di lavoro si
intende definitivamente risolto” solo a tale data.
Le Amministrazioni interessate dovranno pertanto procedere, fino alla data della
risoluzione del rapporto di lavoro ovvero della ricollocazione presso altra Amministrazione, al
versamento dei contributi anche ai fini del TFS o del TFR sulla retribuzione in godimento
all’atto del collocamento in disponibilità, fatti salvi eventuali benefici economici derivanti dal
mero decorso dell’anzianità di servizio.
Tutto il periodo relativo al collocamento in disponibilità è quindi valutabile ai fini TFS
o TFR.
In tal senso deve intendersi modificata la circolare n. 11/2001 di questo Ufficio.
IL DIRIGENTE GENERALE
(Dott. Luigi Marchione)
f.to Dott. Luigi Marchione
Viale Aldo Ballarin 42 – 00142 ROMA – Tel 06/51017741 - Fax 06/51017739
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INDENNITA’ INDENNITA’ DI TRATTAMENTO DI
PREMIO BUONUSCITA FINE RAPPORTO
Messa in disponibilità valutabile con valutabile con valutabile con
con indennità pari versamento versamento versamento
all’80 % della contributivo sullo contributivo sullo contributivo sullo
retribuzione stipendio virtuale intero stipendio virtuale intero stipendio virtuale intero
Servizio militare valutabile alle valutabile in costanza non valutabile
condizioni previste di servizio ovvero se
dalla L. 412/91 con prestato a cavallo del
onere a carico dello 30/1/87 o
Stato successivamente a tale
data valutabile alle
condizioni previste
dalla L. 412/91 con
onere a carico dello
Stato
Sciopero valutabile con valutabile non valutabile
versamento
contributivo sullo
stipendio virtuale intero
Sospensione cautelare non valutabile non valutabile per il non valutabile
dal servizio personale civile;
valutabile al 50 % per il
personale militare
Congedo retribuito valutabile valutabile valutabile
per donatori di
sangue L. 584/67
(*) Sugli specifici punti, anche in considerazione che è in corso di emanazione un
“Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e
della paternità”, si fa riserva di comunicare eventuali disposizioni difformi da quelle indicate
nel presente prospetto che dovessero essere impartite dai Ministeri vigilanti ai quali viene
formulato apposito quesito.
Viale Aldo Ballarin 42 – 00142 ROMA – Tel 06/51017741 - Fax 06/51017739
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Circolare INPS 114/2017 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Il collocamento in disponibilità ex art. 33 D.Lgs. 165/2001 è disciplinato dalla Circolare INPS 114/2017 e riguarda gli obblighi contributivi, la gestione pensionistica pubblica, il TFS/TFR e i riflessi previdenziali. Amministrazioni pubbliche, consulenti del lavoro e gestori di risorse umane devono applicare le regole sulla contribuzione obbligatoria, la valutabilità dei periodi ai fini della quota A e quota B di pensione, e la corretta denuncia Uniemens con i codici 44 (Tipo Impiego) e 82 (Tipo Servizio).
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