Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta ceduti corrispondenti alle detrazioni spettanti per interventi di riqualificazione energetica (ECOBONUS) e relativi all’adozione di misure antisismiche (SISMABONUS), effettuati sulle parti comuni degli edifici
Quali sono i codici tributo istituiti per compensare tramite F24 i crediti d'imposta ceduti per interventi di ECOBONUS e SISMABONUS sulle parti comuni degli edifici?
Spiegato da FiscoAI
La Risoluzione AdE 58/E del 2018 istituisce due specifici codici tributo per permettere ai cessionari di utilizzare in compensazione, attraverso il modello F24, i crediti d'imposta derivanti da interventi di riqualificazione energetica (ECOBONUS, codice 6890) e misure antisismiche (SISMABONUS, codice 6891) realizzati sulle parti comuni di edifici. Questi crediti, originariamente spettanti ai condomini, possono essere ceduti e il cessionario li utilizza in quote annuali ripartite rispettivamente in 10 quote (ECOBONUS) e 5 quote (SISMABONUS). La compensazione avviene esclusivamente tramite F24 telematico e non è soggetta ai limiti di cui all'articolo 34 della legge 388/2000. L'Agenzia delle entrate effettua controlli automatizzati per verificare che l'importo compensato non ecceda la quota disponibile per l'annualità, scartando il modello F24 in caso di difformità. Nel modello F24 deve essere indicato come "anno di riferimento" l'anno in cui la quota è effettivamente utilizzabile in compensazione (ad esempio, per spese 2017, la prima quota si compensa nel 2018), e le quote non utilizzate nell'anno di fruibilità possono essere riportate negli anni successivi mantenendo l'anno originario di fruibilità.
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Riferimento normativo
Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta ceduti corrispondenti alle detrazioni spettanti per interventi di riqualificazione energetica (ECOBONUS) e relativi all’adozione di misure antisismiche (SISMABONUS), effettuati sulle parti comuni degli edifici
Testo normativo
RISOLUZIONE N. 58/E
Divisione Servizi
Roma, 25 luglio 2018
OGGETTO: istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello
F24, dei crediti d’imposta ceduti corrispondenti alle detrazioni spettanti per
interventi di riqualificazione energetica (ECOBONUS) e relativi
all’adozione di misure antisismiche (SISMABONUS), effettuati sulle parti
comuni degli edifici
L’articolo 14, commi 2-ter e 2-sexies, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, come modificato
dall’articolo 1, comma 2, lettera a), n. 3, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nonché dal
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, prevede la possibilità di cedere i crediti d’imposta corrispondenti alle detrazioni
spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica, effettuati sulle parti comuni degli
edifici (c.d. ECOBONUS).
Inoltre, l’articolo 16, comma 1-quinquies, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, come modificato
dall’articolo 1, comma 2, lettera c), n. 3, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, prevede la
possibilità di cedere i crediti d’imposta corrispondenti alle detrazioni spettanti per gli
interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa
in sicurezza statica, effettuate sulle parti comuni degli edifici, dalle quali derivi una
riduzione del rischio sismico (c.d. SISMABONUS).
Con i provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 108572 dell’8
giugno 2017 e prot. n. 165110 del 28 agosto 2017, sono state definite le modalità di
attuazione delle suddette disposizioni, rispettivamente per il SISMABONUS e per
l’ECOBONUS.
Tenuto conto che la detrazione spettante può essere utilizzata in cinque o dieci quote
annuali di pari importo (rispettivamente per il SISMABONUS e per l’ECOBONUS), i
suddetti provvedimenti prevedono, tra l’altro, che anche il credito ceduto sia ripartito in
altrettante quote. Tali quote sono utilizzabili dal cessionario esclusivamente in
compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
presentando il modello F24 tramite i servizi telematici resi disponibili dalla medesima
Agenzia, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Alle suddette compensazioni non si
applicano i limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Tanto premesso, per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24,
delle quote annuali dei crediti ceduti, sono istituiti i seguenti codici tributo:
“6890” denominato “ECOBONUS - Utilizzo in compensazione del credito
d’imposta ceduto ai sensi dell’art. 14, commi 2-ter e 2-sexies, del D.L. 4 giugno
2013, n. 63 e successive modificazioni”;
“6891” denominato “SISMABONUS - Utilizzo in compensazione del credito
d’imposta ceduto ai sensi dell’art. 16, comma 1-quinquies, del D.L. 4 giugno
2013, n. 63 e successive modificazioni”.
In sede di compilazione del modello di pagamento F24, i suddetti codici tributo sono
esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna
“importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al
riversamento del credito compensato, nella colonna “importi a debito versati”.
I crediti ceduti utilizzabili in compensazione sono quelli risultanti dalle
comunicazioni all’Agenzia delle entrate effettuate dagli amministratori di condominio
(ovvero dai condòmini incaricati), ai sensi del provvedimento del Direttore della medesima
Agenzia prot. n. 30383 del 6 febbraio 2018, per i quali risulti l’avvenuta accettazione della
cessione del credito da parte del cessionario.
In fase di elaborazione dei modelli F24 ricevuti, sulla base dei dati di cui al periodo
precedente, l’Agenzia delle entrate effettua controlli automatizzati, allo scopo di verificare
che l’ammontare dei crediti utilizzati in compensazione non ecceda l’importo della quota
disponibile per ciascuna annualità, pena lo scarto del modello F24. Lo scarto è comunicato
al soggetto che ha trasmesso il modello F24, tramite apposita ricevuta consultabile mediante
i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.
In proposito, si evidenzia che, nel modello F24, il campo “anno di riferimento” deve
essere valorizzato con l’anno in cui è utilizzabile in compensazione la quota annuale di
credito ceduto, nel formato “AAAA”. Ad esempio, per le spese sostenute nel 2017, in caso
di utilizzo in compensazione della prima quota, nel modello F24 dovrà essere indicato
l’anno di riferimento “2018”; per l’utilizzo in compensazione della seconda quota (fruibile
dal 1° gennaio 2019), dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2019” e così via. La
quota di credito che non è utilizzata in compensazione nell’anno di fruibilità può essere
utilizzata negli anni successivi, indicando comunque, quale anno di riferimento, l’anno
originario di fruibilità.
IL CAPO DIVISIONE
Firmato digitalmente
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I codici tributo 6890 e 6891 sono strumenti essenziali per chi gestisce crediti d'imposta ceduti relativi a ECOBONUS e SISMABONUS su parti comuni di edifici, disciplinati dall'articolo 14 e 16 del D.L. 63/2013. Commercialisti e amministratori di condominio devono conoscere le modalità di compensazione tramite F24, la ripartizione in quote annuali, i controlli automatizzati dell'Agenzia e la valorizzazione corretta dell'anno di riferimento per evitare lo scarto del modello.
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