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Risoluzione AdE 23/2020

Istituzione del codice tributo per il versamento da parte dei lavoratori autonomi, tramite modello F24, delle ritenute d’acconto non operate dai sostituti d’imposta ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23

Pubblicato: 07/09/2020 In vigore dal: 07/09/2020 Documento ufficiale

Qual è il codice tributo istituito per il versamento delle ritenute d'acconto non operate dai lavoratori autonomi secondo l'articolo 19 del decreto-legge 23/2020?

Spiegato da FiscoAI
La Risoluzione AdE 50/E del 2020 istituisce il codice tributo "4050" per permettere ai lavoratori autonomi di versare le ritenute d'acconto che non sono state operate dai sostituti d'imposta durante il periodo dal 17 marzo al 31 maggio 2020. Questa misura riguarda i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d'imposta precedente, che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per lavoro dipendente. Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24, indicando il codice 4050 nella sezione "Erario" con l'importo nella colonna "Importi a debito versati". La normativa prevede modalità di pagamento flessibili: inizialmente era previsto il versamento entro il 31 luglio 2020 in unica soluzione o in 5 rate, successivamente prorogato al 16 settembre 2020 con massimo 4 rate, e infine ulteriormente rateizzato fino a 24 rate per il 50% dell'importo dovuto. Nel modello F24 occorre indicare l'anno d'imposta di riferimento nel campo "Anno di riferimento" e le informazioni sulla rateazione nel formato "NNRR" (numero rata/numero totale rate), oppure "0101" per pagamento unico.

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Riferimento normativo

Istituzione del codice tributo per il versamento da parte dei lavoratori autonomi, tramite modello F24, delle ritenute d’acconto non operate dai sostituti d’imposta ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23

Testo normativo

RISOLUZIONE N. 50/E Divisione Servizi Roma, 7 settembre 2020 OGGETTO: Istituzione del codice tributo per il versamento da parte dei lavoratori autonomi, tramite modello F24, delle ritenute d’acconto non operate dai sostituti d’imposta ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 L’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, prevede che “Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo 2020, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 non sono assoggettati alle ritenute d'acconto di cui agli articoli 25 e 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, da parte del sostituto d'imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un'apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare l'ammontare delle ritenute d'acconto non operate dal sostituto in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi”. Successivamente, l’articolo 126, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ha prorogato i termini di ripresa dei versamenti delle suddette ritenute, prevedendo che gli stessi possano essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, oppure mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi. Da ultimo, l’articolo 97 del decreto 14 agosto 2020, n. 104, rubricato “Ulteriore rateizzazione dei versamenti sospesi”, al comma 1 ha stabilito che “I versamenti di cui agli articoli 126 e 127 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, per un importo pari al 50 per cento delle somme oggetto di sospensione, in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020, o, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. Il versamento del restante 50 per cento delle somme dovute può essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di ventiquattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021”. Tanto premesso, per consentire ai soggetti interessati il versamento delle predette ritenute tramite modello F24, si istituisce il seguente codice tributo:  “4050” denominato “Ritenute d’acconto non operate versate dai lavoratori autonomi – art. 19, comma 1, D.L. 8 aprile 2020, n. 23”. In sede di compilazione del modello F24 il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, indicando nel campo “Anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce la ritenuta, nel formato “AAAA”. Nel campo “Rateazione/regione/prov./mese rif.” sono indicate le informazioni relative all’eventuale rateazione del pagamento, nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate; in caso di pagamento in un’unica soluzione, il suddetto campo è valorizzato con “0101”. IL CAPO DIVISIONE Firmato digitalmente

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Il codice tributo 4050 è lo strumento operativo per gestire le ritenute d'acconto sospese secondo l'articolo 19 del D.L. 23/2020, interessando lavoratori autonomi e professionisti con ricavi sotto i 400.000 euro. La normativa si coordina con gli articoli 25 e 25-bis del DPR 600/1973 sulle ritenute d'acconto e prevede modalità di rateizzazione senza sanzioni e interessi, rappresentando una misura di sostegno fiscale durante l'emergenza COVID-19 che i commercialisti devono gestire nella compilazione del modello F24.

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