L'articolo 61 del decreto Cura Italia sospende anche il versamento delle addizionali regionali e comunali trattenute dai sostituti d'imposta?
Spiegato da FiscoAI
No, secondo la Risoluzione AdE 18/2020, l'articolo 61, comma 1, del decreto-legge 18/2020 sospende i versamenti delle ritenute alla fonte (articoli 23 e 24 del DPR 600/1973) e dei contributi previdenziali dal 2 marzo al 30 aprile 2020, ma NON include le trattenute relative alle addizionali regionali e comunale. Questa esclusione è intenzionale: il legislatore ha deliberatamente modificato il perimetro rispetto al precedente decreto-legge 9/2020, senza estendere la sospensione alle addizionali, che invece sono espressamente menzionate solo nell'articolo 62 (riservato a soggetti con ricavi non superiori a 2 milioni di euro). La distinzione emerge chiaramente dal testo normativo e dalle relazioni tecniche allegate al decreto. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate riconosce che il disallineamento tra gli articoli 61 e 62, unito alla comunicazione mediatica generica sulle "sospensioni", ha potuto generare fraintendimenti legittimi presso alcuni sostituti d'imposta. Per questo motivo, in applicazione dell'articolo 10 della legge 212/2000 (principio di affidamento del contribuente), non saranno applicate sanzioni e interessi a chi, dopo la pubblicazione di questi chiarimenti, provveda tempestivamente al versamento delle addizionali regionali e comunali non sospese.
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Riferimento normativo
Articolo 61, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 – Sospensione dei versamenti delle ritenute – Chiarimenti
Testo normativo
RISOLUZIONE N. 40
Divisione Contribuenti
Roma, 1 giugno 2021
OGGETTO: Articolo 61, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 –
Sospensione dei versamenti delle ritenute – Chiarimenti
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Sono pervenute richieste di chiarimenti in merito all’applicazione della
disposizione di cui al comma 1 dell’articolo 61 del decreto-legge 17 marzo 2020,
n. 18, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, legge 24
aprile 2020, n. 27 (c.d. “decreto Cura Italia”).
In particolare, è stato chiesto se la sospensione, disposta dal citato articolo,
dei termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23 e
24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, si
riferisca anche al versamento delle trattenute relative all’addizionali regionale e
comunale, come disposto dal successivo articolo 62 del medesimo decreto-legge
n. 18.
Al riguardo si osserva quanto segue.
L’articolo 61, comma 1, del decreto-legge n. 18 del 2020, prevede che, «Per
i soggetti di cui al comma 2, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la
sede operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi:
a) i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, di cui agli articoli
23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta, dal 2 marzo 2020
al 30 aprile 2020;
b) i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi
previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 2
marzo 2020 al 30 aprile 2020;
c) i termini dei versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto in
scadenza nel mese di marzo 2020. […]».
L’articolo 61 citato ha, dunque, disciplinato la sospensione dei versamenti
delle ritenute e dei contributi e dei premi, già disposta dall’articolo 8 del
precedente decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 (non convertito), definendo con
maggior precisione il perimetro dei versamenti sospesi e, nello specifico:
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ha soppresso il riferimento all’articolo 29 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 600 del 1973 (contenuto nel richiamato articolo 8), stabilendo,
pertanto, che sono sospesi i termini dei versamenti limitatamente alle ritenute
alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati; nonché degli
adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei
premi per l’assicurazione obbligatoria ed escludendo quindi le ritenute sui
compensi e altri redditi corrisposti dallo Stato;
ha previsto la sospensione anche dei termini di versamento dell’imposta sul
valore aggiunto;
ha esteso la sospensione prevista per il settore turistico-alberghiero a soggetti
operanti in altri settori individuati dal successivo comma 2.
L’articolo 62, comma 2, del medesimo decreto-legge n. 18 del 2020,
invece, «Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno
il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato
con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta
precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-
legge» ha previsto la sospensione dei «versamenti da autoliquidazione che
scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020:
a) relativi alle ritenute alla fonte di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle trattenute relative
all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità
di sostituti d’imposta;
b) relativi all’imposta sul valore aggiunto;
c) relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per
l’assicurazione obbligatoria».
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Dunque, l’articolo 62, comma 2, diversamente dall’articolo 61 comma 1,
del medesimo decreto-legge, nel definire il perimetro dei versamenti sospesi per i
soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel
territorio dello Stato, in possesso di particolari requisiti, richiama espressamente
le «trattenute relative all’addizionale regionale e comunale».
Nel trasfondere il contenuto dell’articolo 8 del decreto-legge n. 9 del 2020
nell’articolo 61 del “Decreto Cura Italia”, il Legislatore ha, quindi, modificato il
perimetro dei versamenti sospesi senza, tuttavia, estendere la sospensione alle
trattenute, espressamente menzionate nel successivo articolo 62.
La lettera della norma non consente, dunque, di ricomprendere le trattenute
relative alle addizionali regionali e comunali tra i versamenti sospesi di cui
all’articolo 61. Né alcun spunto in tal senso si rinviene nella relazione tecnica e
nella relazione illustrativa al decreto-legge in argomento che, nel descrivere il
contenuto dell’articolo 61, non fanno mai riferimento alle trattenute relative alle
addizionali, che invece sono contemplate nel commento all’articolo 62.
Ciò posto, è altrettanto vero che il rappresentato disallineamento tra la
formulazione degli articoli 61 e 62 del decreto-legge n. 18 del 2020, unito al
rapido susseguirsi degli interventi normativi in tema di sospensione dei
versamenti tributari, in favore di imprese e professionisti che operano nei settori
più colpiti dall’emergenza COVID-19, insieme alla risonanza mediatica data alle
“sospensioni dei versamenti” in senso atecnico e generico, potrebbe aver
generato il legittimo fraintendimento in capo ad alcuni sostituti d’imposta che
hanno sospeso anche il versamento delle addizionali regionali e comunali
valutando che l’intendimento delle misure fiscali fosse indirizzato verso una
generica e generale sospensione dei versamenti effettuati in qualità di sostituto
d’imposta.
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In tale evenienza, in applicazione di quanto disposto dall’articolo 10, della
legge 27 luglio 2000, n. 212, non saranno dovuti sanzioni ed interessi laddove i
contribuenti, prendendo atto - solo a seguito della pubblicazione dei chiarimenti
ivi contenuti - di avere assunto un comportamento non coerente con le norme,
provvedano tempestivamente al versamento di quanto dovuto a titolo di
addizionali regionali e comunali.
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Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le
istruzioni fornite con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati
dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.
IL CAPO DIVISIONE
(firmato digitalmente)
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La Risoluzione AdE 18/2020 chiarisce l'ambito di applicazione della sospensione dei versamenti per sostituti d'imposta, distinguendo tra ritenute alla fonte (articoli 23-24 DPR 600/1973), contributi previdenziali e addizionali regionali e comunali. Commercialisti e consulenti fiscali devono prestare attenzione al principio di affidamento del contribuente (legge 212/2000) e alle diverse scadenze previste dagli articoli 61 e 62 del decreto Cura Italia, soprattutto per quanto riguarda i versamenti da autoliquidazione e le sanzioni tributarie.
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