Detrazione d’imposta prevista per gli interventi finalizzati al risparmio energetico di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. h) del TUIR per spese sostenute per l’acquisto e il montaggio di un sistema di accumulo collegato ad un impianto fotovoltaico
Un contribuente può detrarre le spese per l'acquisto e l'installazione di un sistema di accumulo (batteria) collegato a un impianto fotovoltaico già esistente sulla propria abitazione?
Spiegato da FiscoAI
L'Agenzia delle Entrate risponde affermativamente, ma con condizioni precise. La detrazione del 36-50% (a seconda del periodo) per interventi di risparmio energetico di cui all'articolo 16-bis del TUIR si applica anche ai sistemi di accumulo, purché siano funzionalmente collegati a un impianto fotovoltaico installato per uso domestico. Il sistema di accumulo deve essere installato contestualmente o successivamente all'impianto fotovoltaico e deve servire a immagazzinare l'energia prodotta in eccesso per aumentare l'autoconsumo dell'abitazione. È importante sottolineare che il limite complessivo di spesa detraibile (96.000 euro per unità immobiliare) riguarda sia l'impianto fotovoltaico che il sistema di accumulo insieme, non separatamente. Il contribuente deve inoltre rispettare tutti i requisiti previsti dalla normativa: l'impianto deve essere a servizio esclusivo dell'abitazione, l'energia non deve essere commercializzata e il sistema di accumulo non deve aver già fruito di altre agevolazioni. La detrazione è esclusa qualora la cessione dell'energia configuri esercizio di attività commerciale.
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Riferimento normativo
Detrazione d’imposta prevista per gli interventi finalizzati al risparmio energetico di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. h) del TUIR per spese sostenute per l’acquisto e il montaggio di un sistema di accumulo collegato ad un impianto fotovoltaico
Testo normativo
Divisione Contribuenti
______________
Direzione Centrale Persone Fisiche,
Lavoratori Autonomi ed Enti non
Commerciali
Risposta n. 8
Roma, 19 settembre 2018
OGGETTO: Interpello Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000,
n.212. Detrazione d’imposta prevista per gli interventi
finalizzati al risparmio energetico di cui all’art. 16-bis, comma
1, lett. h) del TUIR per spese sostenute per l’acquisto e il
montaggio di un sistema di accumulo collegato ad un impianto
fotovoltaico
QUESITO
L’istante rappresenta di aver sostenuto spese nel corso del 2017, per
l’acquisto ed il montaggio di un sistema di accumulo collegato ad un impianto
fotovoltaico, precedentemente installato presso la propria abitazione per il quale
non ha mai fruito della prevista detrazione IRPEF.
Precisa che il sistema di accumulo non ha fruito di alcuna agevolazione è
installato ad uso personale e l’energia accumulata non verrà commercializzata.
Ciò posto, chiede di poter usufruire della detrazione d’imposta prevista per
gli interventi finalizzati al risparmio energetico di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett.
h), del TUIR, in relazione alle spese sostenute per l’acquisto e il montaggio di tale
sistema di accumulo.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
L’istante ritiene di aver diritto alla detrazione in esame in relazione alle
spese sostenute per l’acquisto e il montaggio del sistema di accumulo.
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PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
L’art. 16-bis del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, recante il Testo unico delle
imposte sui redditi (TUIR), prevede che “dall’imposta lorda si detrae un importo
pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo
delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed
effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla
base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi”. Il
decreto legge n. 83 del 2012 ha elevato la misura della detrazione dal 36 per cento
al 50 per cento nonché dell’ammontare delle spese ammissibili alla detrazione, il
cui limite è di euro 96.000 in luogo di euro 48.000 per le spese sostenute dal 26
giugno 2012. Questi maggiori benefici sono stati più volte prorogati fino, da
ultimo, al 31 dicembre 2018 (art. 1, comma 3, lettera b), n. 1), della legge 27
dicembre 2017, n. 205).
Tra gli interventi agevolabili, in particolare, la lettera h) del citato art. 16-
bis) del TUIR comprende quelli “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al
conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di
impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia” prevedendo che tali
opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente
dette acquisendo un’idonea documentazione attestante il conseguimento di
“risparmi energetici” in applicazione della normativa vigente.
Al riguardo, la circolare del 27 aprile 2018, n. 7 (nel confermare i
chiarimenti forniti dalla risoluzione del 2 aprile 2013, n. 22), ha ribadito che danno
diritto al beneficio di cui trattasi anche le spese sostenute per l’installazione di un
impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato
sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di
energia. Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia
installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi
domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc.) e, quindi,
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che lo stesso sia posto direttamente a servizio dell’abitazione. Peraltro, il
medesimo documento di prassi nell’evidenziare che la detrazione in esame non è
cumulabile con le tariffe incentivanti ha, altresì, specificato che, alle condizioni
sopra richiamate, la detrazione è cumulabile con il meccanismo dello scambio sul
posto e del ritiro dedicato e che è, comunque, esclusa ove la cessione dell’energia
prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale (come, ad esempio,
nell’ipotesi di impianto con potenza superiore a 20 kw e di impianto con potenza
non superiore a 20 kw che non sia posto a servizio dell’abitazione).
Tanto premesso, con specifico riferimento alla fattispecie rappresentata,
l’istante, che ha già installato un impianto fotovoltaico sulla sua abitazione senza
beneficiare della detrazione di cui si discute, chiede di sapere se può portare in
detrazione le spese sostenute per l’acquisto e montaggio di un sistema di
accumulo.
Al riguardo, in linea generale, un sistema di accumulo ha la funzione di
immagazzinare l’energia prodotta in esubero dall’impianto fotovoltaico e di
rilasciarla nei momento in cui lo stesso impianto non riesce a sopperire alle
esigenze energetiche dell’abitazione (come, ad esempio, durante al notte oppure
nei casi in cui il consumo è maggiore rispetto alla produzione da impianto
fotovoltaico) consentendo di aumentare la capacità di autoconsumo dell’impianto
fotovoltaico con benefici di tipo economico (evitare il riacquisto dalla rete di
energia precedentemente venduta) ed energetico (ridurre le dispersioni collegate
alla trasmissione di energia). Relativamente a tale ultimo aspetto, in base a
precisazioni rese dal Ministero dello sviluppo economico, l’installazione di un
sistema di accumulo non può ritenersi di per sé un intervento finalizzato a
conseguire un risparmio energetico.
Tuttavia, come chiarito espressamente dalla circolare del 27 aprile 2018, n.
7, la riconducibilità del suddetto intervento alla lettera h) del comma 1
dell’articolo 16-bis del TUIR è consentita esclusivamente nel caso in cui
l’installazione del sistema di accumulo sia contestuale o successiva a quella
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dell’impianto fotovoltaico configurandosi, in dette ipotesi, come un elemento
funzionalmente collegato allo stesso ed in grado di migliorarne le potenzialità. In
ogni caso il limite di spesa ammesso alla detrazione (attualmente pari a euro
96.000) rimane unico e riguarda sia l’impianto fotovoltaico che il sistema di
accumulo.
Resta fermo che, ai fini della fruizione della detrazione in esame, l’istante
dovrà rispettare tutti i requisiti e le condizioni previste dalla normativa di
riferimento.
IL DIRETTORE CENTRALE
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La detrazione per risparmio energetico di cui all'articolo 16-bis del TUIR rappresenta un beneficio fiscale rilevante per i contribuenti persone fisiche che effettuano interventi su immobili residenziali, collegandosi direttamente alle politiche di efficientamento energetico e fonti rinnovabili. Commercialisti e consulenti fiscali devono verificare il cumulo con altre agevolazioni (scambio sul posto, ritiro dedicato), l'assenza di attività commerciale e il rispetto dei limiti di spesa complessivi per unità immobiliare, considerando anche la natura funzionale dell'intervento rispetto all'impianto principale.
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