Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 79/2009

Regolamento concernente disposizioni in materia di anagrafe e stato civile. (09G0087)

Pubblicato: 01/07/2009 In vigore dal: 05/05/2009 Documento ufficiale

Quali sono le modifiche introdotte dal DPR 79/2009 in materia di delega delle funzioni di ufficiale di anagrafe nei comuni?

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Il DPR 79/2009 modifica il precedente regolamento anagrafico (DPR 223/1989) introducendo una nuova possibilità di delega delle funzioni di ufficiale di anagrafe. La norma si applica ai comuni italiani e riguarda l'organizzazione interna degli uffici anagrafici. In precedenza, il sindaco poteva delegare le funzioni di ufficiale di anagrafe solo ad assessori, segretari comunali o impiegati di ruolo ritenuti idonei. Con questa modifica, viene introdotto il comma 1-bis che consente, in caso di esigenze straordinarie e temporalmente limitate, di delegare tali funzioni anche a impiegati non di ruolo del comune, purché ritenuti idonei e in possesso di apposita formazione. Questa disposizione rappresenta una flessibilizzazione delle regole organizzative, permettendo ai comuni di far fronte a situazioni contingenti di carenza di personale senza ricorrere necessariamente a assunzioni stabili, mantenendo comunque il requisito della formazione specifica.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 maggio 2009, n. 79

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 79/2009 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 maggio 2009, n. 79 ## Regolamento concernente disposizioni in materia di anagrafe e stato civile. (09G0087) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 87 e 117 della Costituzione ; Visto l' articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni; Visto il regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 , e successive modificazioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 , e successive modificazioni; Visto l' articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127 , e successive modificazioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 , e successive modificazioni; Visto il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 , e successive modificazioni; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 16 marzo 2009; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 aprile 2009; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, del Ministro dell'interno e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Modifica al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 1 . All' articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 , dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. In caso di esigenze straordinarie e temporalmente limitate è consentita la delega a impiegati non di ruolo del comune ritenuti idonei e che abbiano ricevuto apposita formazione.». Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Ai sensi dell' art. 87 della Costituzione il Presidente della Repubblica emana i regolamenti e ai sensi dell' art. 117, sesto comma, della Costituzione , la potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva. - Si riporta il testo dell' art. 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): «1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonchè dei regolamenti comunitari; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge. 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.». - Il regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 , recante ordinamento dello stato civile, è pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 1° settembre 1939, n. 204. - Il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 , recante approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 giugno 1989, n. 132. - Si riporta il testo vigente dell' art. 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127 : «12. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento da adottarsi ai sensi dell' art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, il Governo adotta misure per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile di cui al regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 , sulla base dei seguenti criteri: a) riduzione e semplificazione dei registri dello stato civile; b) eliminazione o riduzione delle fasi procedimentali che si svolgono tra uffici di diverse amministrazioni o della medesima amministrazione; c) eliminazione, riduzione e semplificazione degli adempimenti richiesti al cittadino in materia di stato civile; d) revisione delle competenze e dei procedimenti degli organi della giurisdizione volontaria in materia di stato civile; e) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti; f) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della medesima amministrazione; g) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima attività, anche riunendo in una unica fonte regolamentare, ove ciò non ostacoli la conoscibilità normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso, ovvero che richiedano particolari procedure, fermo restando l'obbligo di porre in essere le procedure stesse.». - Il decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 , recante regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile, a norma dell' art. 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127 , è pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2000, n. 303. - Il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 , recante testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, è pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 28 settembre 2000, n. 227. Nota all'art. 1: - Si trascrive il testo vigente dell' art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 (Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente), come modificato dall'art. 1 del presente regolamento: «Art. 2 (Delega delle funzioni di ufficiale di anagrafe). - 1. Il sindaco può delegare e revocare in tutto o in parte le funzioni di ufficiale di anagrafe ad un assessore, al segretario comunale o ad impiegati di ruolo del comune ritenuti idonei. 1-bis. In caso di esigenze straordinarie e temporalmente limitate è consentita la delega a impiegati non di ruolo del comune ritenuti idonei e che abbiano ricevuto apposita formazione. 2. In caso di assenza del sindaco, la funzione di ufficiale di anagrafe può essere esercitata dall'assessore delegato o dall'assessore anziano ed, in mancanza degli assessori, dal consigliere anziano. 3. Ogni delega o revoca deve essere approvata dal prefetto come previsto dall'ultimo comma dell' art. 3 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228 .».

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Il DPR 79/2009 è il riferimento normativo per l'organizzazione degli uffici anagrafici comunali, la delega delle funzioni di ufficiale di anagrafe, il personale non di ruolo e la formazione del personale amministrativo. Sindaci, segretari comunali e responsabili degli uffici anagrafici lo consultano per questioni relative a esigenze straordinarie, flessibilità organizzativa e requisiti di idoneità del personale delegato.

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