Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 70/1999

Regolamento recante disciplina del telelavoro nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998, n. 191.

Pubblicato: 25/03/1999 In vigore dal: 08/03/1999 Documento ufficiale

Quali sono le modalità organizzative per l'implementazione del telelavoro nelle pubbliche amministrazioni secondo il DPR 70/1999?

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Il DPR 70/1999 è il regolamento che disciplina l'introduzione del telelavoro nelle pubbliche amministrazioni italiane, attuando quanto previsto dalla legge 191/1998. Si applica a tutte le amministrazioni pubbliche indicate nel decreto legislativo 29/1993, compresi ministeri, enti locali, università e strutture sanitarie. Il decreto consente alle amministrazioni di autorizzare i dipendenti a svolgere la prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede di lavoro, mantenendo la parità di salario, al fine di razionalizzare l'organizzazione del lavoro e realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane. In pratica, le amministrazioni possono installare apparecchiature informatiche e collegamenti telematici necessari, previa determinazione delle modalità per verificare l'adempimento della prestazione lavorativa. Il decreto richiede che ogni amministrazione adegui i propri ordinamenti e adotti misure organizzative coerenti con le disposizioni normative, rispettando comunque le competenze legislative delle regioni e province autonome.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 marzo 1999, n. 70

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 70/1999 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 marzo 1999, n. 70 ## Regolamento recante disciplina del telelavoro nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998, n. 191. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione. Visto l' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto l' articolo 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998, n. 191 , il quale prevede che, con regolamento da emanare ai sensi dell' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 191 del 1998 , sono disciplinate le modalità organizzative per l'attuazione del comma 1 del medesimo articolo 4, ivi comprese quelle per la verifica dell'adempimento della prestazione lavorativa e le eventuali abrogazioni di norme incompatibili; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 30 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17 novembre 1998 , con il quale sono state conferite al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le funzioni di coordinamento delle attività, anche di carattere normativo, inerenti all'attuazione delle leggi 15 marzo 1997, n. 59, 15 maggio 1997, n. 127, e 16 giugno 1998, n. 191 ; Sentita l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 25 gennaio 1999; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 febbraio 1999; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e del lavoro e della previdenza sociale; Emana il seguente regolamento: Art. 1 F i n a l i t à 1. Allo scopo di razionalizzare l'organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane, le amministrazioni pubbliche di cui all' articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , possono avvalersi di forme di lavoro a distanza, così come previsto dall' articolo 4, comma 1, della legge 16 giugno 1998, n. 191 , secondo le modalità organizzative disciplinate nel presente decreto. 2. Le singole amministrazioni adeguano i propri ordinamenti ed adottano le misure organizzative coerenti con le disposizioni di cui al presente decreto. 3. Restano salve le competenze legislative delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, previste dall' articolo 4, comma 4, della legge n. 191 del 1998 . Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - Il testo dell' art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), è il seguente: "2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari". - Il testo dell' art. 4, commi 1 e 4, della legge 16 giugno 1998, n. 191 (Modifiche ed integrazioni alla legge 15 marzo 1997, n. 59 , e alla legge 15 maggio 1997, n. 127 , nonchè norme in materia di formazione del personale dipendente e di lavoro a distanza nelle pubbliche amministrazioni. Disposizioni in materia di edilizia scolastica), è il seguente: "1. Allo scopo di razionalizzare l'organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane, le amministrazioni pubbliche di cui all' art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , possono avvalersi di forme di lavoro a distanza. A tal fine, possono installare, nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio, apparecchiature informatiche e collegamenti telefonici e telematici, necessari e possono autorizzare i propri dipendenti ad effettuare, a parità di salario, la prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede di lavoro, previa determinazione delle modalità per la verifica dell'adempimento della prestazione lavorativa". "4. Nella materia di cui al presente articolo le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono con proprie leggi". - Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 ottobre 1998, reca: "Delega di funzioni al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sen. Franco Bassanini". - La legge 15 marzo 1997, n. 59 , reca: "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa". - La legge 15 maggio 1997, n. 127 , reca: "Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo". Note all'art. 1: - Il testo dell' art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ), è il seguente: "2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale". - Per il testo dell' art. 4, commi 1 e 4, della legge n. 191 del 1998 , si veda nelle note alle premesse.

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Il DPR 70/1999 rappresenta il quadro normativo di riferimento per il telelavoro nella pubblica amministrazione, disciplinando forme di lavoro a distanza, flessibilità organizzativa e modalità di verifica della prestazione lavorativa. Responsabili delle risorse umane e dirigenti pubblici lo consultano per implementare politiche di smart working, razionalizzazione dei costi di gestione e adeguamento degli ordinamenti amministrativi interni. La normativa coordina inoltre le competenze tra Stato, regioni e province autonome in materia di lavoro a distanza nel settore pubblico.

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