Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 453/2000

Regolamento per il riordino dell'Istituto per il credito sportivo, a norma dell'articolo 157 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Pubblicato: 11/04/2001 In vigore dal: 20/10/2000 Documento ufficiale

Qual è la natura giuridica dell'Istituto per il credito sportivo e quali sono le principali disposizioni del DPR 453/2000 che lo disciplinano?

Spiegato da FiscoAI
Il DPR 453/2000 riordina l'Istituto per il credito sportivo, confermandone la natura di ente pubblico economico con sede legale a Roma, istituito originariamente dalla legge 24 dicembre 1957, n. 1295. L'Istituto rimane soggetto alle disposizioni del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo Unico bancario), il che significa che opera secondo la disciplina delle leggi in materia bancaria e creditizia. Il regolamento prevede che il consiglio di amministrazione possa istituire succursali e uffici di rappresentanza mediante deliberazione, garantendo al contempo un'adeguata presenza di rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali nell'organo di amministrazione. Questo aspetto riflette il principio di decentramento amministrativo e coinvolgimento territoriale nelle decisioni dell'ente, in linea con le riforme della pubblica amministrazione degli anni Novanta.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 ottobre 2000, n. 453

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 453/2000 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 ottobre 2000, n. 453 ## Regolamento per il riordino dell'Istituto per il credito sportivo, a norma dell'articolo 157 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87 della Costituzione ; Visto l' articolo 17, commi 2 e 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto l' articolo 7, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59 ; Vista la legge 24 dicembre 1957, n. 1295 ; Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 , ed in particolare l'articolo 157, comma 4, con il quale si dispone che con regolamento, di cui all' articolo 7, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59 , si provvede al riordino dell'Istituto per il credito sportivo, anche garantendo un'adeguata presenza nell'organo di amministrazione di rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali; Visto l' articolo 2, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 ; Visto il decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385 ; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 gennaio 2000; Acquisito il parere della Conferenza unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ; Udito il parere della sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, reso nell'adunanza del 4 maggio 2000; Acquisito il parere della Commissione parlamentare bicamerale istituita ai sensi dell' articolo 5 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 ottobre 2000; Sulla proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Natura giuridica 1. L'Istituto per il credito sportivo, istituito con legge 24 dicembre 1957, n. 1295 , di seguito denominato "Istituto", ente pubblico economico, ha sede legale in Roma. Con deliberazione del consiglio di amministrazione possono essere istituiti succursali ed uffici di rappresentanza. 2. L'Istituto è soggetto alle disposizioni del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385 , e successive modificazioni. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota al titolo: - Il testo dell' art. 157 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 , è riportato nelle note alle premesse. Note alle premesse: - L' art. 87 della Costituzione così recita: "Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il capo della Stato e rappresenta l'Unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica.". - L' art. 17, commi 2 e 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , così dispone: "2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. (Omissis). 4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei criteri che seguono: a) riordino degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione; b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante diversificazione tra strutture con funzioni finali e con funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilità eliminando le duplicazioni funzionali; c) previsione di strumenti di verifica periodica dell'organizzazione e dei risultati; d) indicazione e revisione periodica della consistenza delle piante organiche; e) previsione di decreti ministeriali di natura non regolamentare per la definizione dei compiti delle unità dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali.". - La legge 24 dicembre 1957, n. 1295 , recante "Costituzione di un Istituto per il credito sportivo con sede in Roma", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 9 del 13 gennaio 1958. - L' art. 157 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 , recante "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ", così dispone: "Art. 157 (Competenze in materia di sport). - 1. L'elaborazione dei programmi, riservata alla commissione tecnica di cui all' art. 1, commi 4 e 5, del decreto-legge 3 gennaio 1987, n. 2 , convertito con modificazioni dalla legge 6 marzo 1987, n. 65 , e successive modificazioni, è trasferita alle regioni. I relativi criteri e parametri sono definiti dall'autorità di Governo competente, acquisito il parere del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e della Conferenza unificata. 2. Il riparto dei fondi è effettuato dall'autorità di Governo competente con le modalità di cui al comma 1. È soppressa la commissione tecnica di cui all'art. 1, commi 4 e 5, del citato decreto-legge n. 2 del 1987 . 3. Resta riservata allo Stato la vigilanza sul CONI di cui alla legge 16 febbraio 1942, n. 426 , e successive modificazioni e sull'Istituto per il credito sportivo di cui alla legge 24 dicembre 1957, n. 1295 . 4. Con regolamento di cui all' art. 7, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59 , si provvede al riordino dell'Istituto per il credito sportivo, anche garantendo una adeguata presenza nell'organo di amministrazione di rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali.". - L' art. 7, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59 , recante "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa", così dispone: "3. Al riordino delle strutture di cui all'art. 3, comma 1, lettera d), si provvede, con le modalità e i criteri di cui al comma 4-bis dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , introdotto dall'art. 13, comma 1, della presente legge, entro novanta giorni dalla adozione di ciascun decreto di attuazione di cui al comma 1 del presente articolo. Per i regolamenti di riordino, il parere del Consiglio di Stato è richiesto entro cinquantacinque giorni ed è reso entro trenta giorni dalla richiesta. In ogni caso, trascorso inutilmente il termine di novanta giorni, il regolamento è adottato su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri. In sede di prima emanazione gli schemi di regolamento sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perchè su di essi sia espresso il parere della Commissione di cui all'art. 5, entro trenta giorni dalla data della loro trasmissione. Decorso tale termine i regolamenti possono essere comunque emantati". - L' art. 2, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 , recante "Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell' art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ", così dispone: "2. Il Ministero esercita, in particolare, le funzioni amministrative statali nelle seguenti materie: a) - f) (Omissis); g) vigilanza sul CONI e sull'Istituto per il credito sportivo". - Il decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385 , recante "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia", è pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 30 settembre 1993, n. 230. - Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 , recante "Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali", è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 202 del 30 agosto 1997. - L' art. 5 della legge 15 marzo 1997, n. 59 , così recita: "Art. 5. - 1. È istituita una commissione parlamentare, composta da venti senatori e venti deputati, nominati rispettivamente dai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, su designazione dei gruppi parlamentari. 2. La commissione elegge tra i propri componenti un presidente, due vicepresidenti e due segretari che insieme con il presidente formano l'ufficio di presidenza. La commissione si riunisce per la sua prima seduta entro venti giorni dalla nomina dei suoi componenti, per l'elezione dell'ufficio di presidenza. Sino alla costituzione della commissione, il parere, ove occorra, viene espresso dalle competenti commissioni parlamentari. 3. Alle spese necessarie per il funzionamento della commissione si provvede, in parti uguali, a carico dei bilanci interni di ciascuna delle due Camere. 4. La Commissione: a) esprime i pareri previsti dalla presente legge; b) verifica periodicamente lo stato di attuazione delle riforme previste dalla presente legge e ne riferisce ogni sei mesi alle Camere.". Note all'art. 1: - Per la legge 24 dicembre 1957, n. 1295 , si veda la nota alle premesse. - Per il decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385 , si veda la nota alle premesse.

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