Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 449/2000

Regolamento per la semplificazione del procedimento per la sostituzione del liquidatore ordinario delle societa' cooperative (n. 6, allegato 1, della legge n. 50/1999).

Pubblicato: 06/03/2001 In vigore dal: 19/12/2000 Documento ufficiale

Qual è l'oggetto del DPR 449/2000 e come si applica la semplificazione del procedimento di sostituzione del liquidatore ordinario nelle società cooperative?

Spiegato da FiscoAI
Il DPR 449/2000 è un regolamento che disciplina il procedimento di sostituzione del liquidatore ordinario delle società cooperative, attuando la semplificazione amministrativa prevista dalla legge 50/1999. Si applica quando si verificano irregolarità o eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione ordinaria di una cooperativa, situazioni in cui l'autorità governativa può intervenire per sostituire i liquidatori. Il regolamento semplifica le fasi procedimentali e riduce la complessità amministrativa, accorpando funzioni e eliminando passaggi superflui, in linea con i principi generali di semplificazione della pubblica amministrazione. Questo intervento normativo riguarda direttamente le amministrazioni pubbliche competenti, i liquidatori delle cooperative e le società cooperative stesse, garantendo procedure più snelle e tempi ridotti per la sostituzione quando necessaria.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 dicembre 2000, n. 449

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 449/2000 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 dicembre 2000, n. 449 ## Regolamento per la semplificazione del procedimento per la sostituzione del liquidatore ordinario delle societa' cooperative (n. 6, allegato 1, della legge n. 50/1999). IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87, comma quinto, della Costituzione ; Visto l' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto l' articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 , e successive modificazioni; Vista la legge 8 marzo 1999, n. 50 , allegato 1, n. 6); Visto l' articolo 2545 del codice civile ; Visto il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 ; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 ; Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni e integrazioni; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 28 luglio 2000; Ritenuto di non poter accogliere le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, nel parere espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 18 settembre 2000, in quanto le regole procedimentali di raccordo fra le procedure ispettive e gli strumenti di controllo dell'attività del liquidatore, non costituiscono specifiche norme connesse con la semplificazione in oggetto, ma rappresentano l'insieme delle disposizioni fissate dall'ordinamento relativamente agli istituti delle ispezioni e dei controlli; Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 15 dicembre 2000; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della giustizia; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Oggetto del regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il procedimento di sostituzione del liquidatore ordinario delle società cooperative. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 87, quinto comma, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica, il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 17, della legge 23 agosto 1988, n. 400 : "2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.". - La legge 15 marzo 1997, n. 59 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, supplemento ordinario, reca "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa.". - Si trascrive il testo dell' art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 : "Art. 20. - 1. Il Governo, entro il 31 gennaio di ogni anno, presenta al Parlamento un disegno di legge per la delegificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi, anche coinvolgenti amministrazioni centrali, locali o autonome, indicando i criteri per l'esercizio della potestà regolamentare nonchè i procedimenti oggetto della disciplina, salvo quanto previsto alla lettera a) del comma 5. In allegato al disegno di legge è presentata una relazione sullo stato di attuazione della semplificazione dei procedimenti amministrativi. 2. Nelle materie di cui all' art. 117, primo comma, della Costituzione , i regolamenti di delegificazione trovano applicazione solo fino a quando la regione non provveda a disciplinare autonomamente la materia medesima. Resta fermo quanto previsto dall'art. 2, comma 2, della presente legge e dall'art. 7 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 . 3. I regolamenti sono emanati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministro competente, previa acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato. A tal fine la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche su richiesta del Ministro competente, riunioni tra le amministrazioni interessate. Decorsi trenta giorni dalla richiesta di parere alle Commissioni, i regolamenti possono essere comunque emanati. 4. I regolamenti entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con effetto dalla stessa data sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti. 5. I regolamenti si conformano ai seguenti criteri e principi: a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche riordinando le competenze degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove raggruppare competenze diverse ma confluenti in una unica procedura; b) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti tra loro analoghi; c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della medesima amministrazione; d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima attività, anche riunendo in una unica fonte regolamentare, ove ciò corrisponda ad esigenze di semplificazione e conoscibilità normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso, ovvero che pretendono particolari procedure, fermo restando l'obbligo di porre in essere le procedure stesse; e) semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e contabili, anche mediante adozione ed estensione alle fasi di integrazione dell'efficacia degli atti, di disposizioni analoghe a quelle di cui all' art. 51, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni; f) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti amministrativi di funzioni anche decisionali, che non richiedano, in ragione della loro specificità, l'esercizio in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi; g) individuazione delle responsabilità e delle procedure di verifica e controllo; g-bis) soppressione dei procedimenti che risultino non più rispondenti alle finalità e agli obiettivi fondamentali definiti dalla legislazione di settore o che risultino in contrasto con i principi generali dell'ordinamento giuridico nazionale o comunitario; g-ter) soppressione dei procedimenti che comportino, per l'amministrazione e per i cittadini, costi più elevati dei benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione dell'attività amministrativa diretta con forme di autoregolamentazione da parte degli interessati; g-quater) adeguamento della disciplina sostanziale e procedimentale dell'attività e degli atti amministrativi ai principi della normativa comunitaria, anche sostituendo al regime concessorio quello autorizzatorio; g-quinquies) soppressione dei procedimenti che derogano alla normativa procedimentale di carattere generale, qualora non sussistano più le ragioni che giustifichino una difforme disciplina settoriale; g-sexies) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti organizzativi e di tutte le fasi del procedimento; g-septies) adeguamento delle procedure alle nuove tecnologie informatiche. 5-bis. I riferimenti a testi normativi contenuti negli elenchi di procedimenti da semplificare di cui all'allegato 1 alla presente legge e alle leggi di cui al comma 1 del presente articolo si intendono estesi ai successivi provvedimenti di modificazione. 6. I servizi di controllo interno compiono accertamenti sugli effetti prodotti dalle norme contenute nei regolamenti di semplificazione e di accelerazione dei procedimenti amministrativi e possono formulare osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica delle norme stesse e per il miglioramento dell'azione amministrativa. 7. Le regioni a statuto ordinario regolano le materie disciplinate dai commi da 1 a 6 e dalle leggi annuali di semplificazione nel rispetto dei principi desumibili dalle disposizioni in essi contenute, che costituiscono principi generali dell'ordinamento giuridico. Tali disposizioni operano direttamente nei riguardi delle regioni fino a quando esse non avranno legiferato in materia. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nella legge medesima. 8. In sede di prima attuazione della presente legge e nel rispetto dei principi, criteri e modalità di cui al presente articolo, quali norme generali regolatrici, sono emanati appositi regolamenti ai sensi e per gli effetti dell' art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , per disciplinare i procedimenti di cui all'allegato 1 alla presente legge, nonchè le seguenti materie: a) sviluppo e programmazione del sistema universitario, di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 245 , e successive modificazioni, nonchè valutazione del medesimo sistema, di cui alla legge 24 dicembre 1993, n. 537 , e successive modificazioni; b) composizione e funzioni degli organismi collegiali nazionali e locali di rappresentanza e coordinamento del sistema universitario, prevedendo altresì l'istituzione di un Consiglio nazionale degli studenti, eletto dai medesimi, con compiti consultivi e di proposta; c) interventi per il diritto allo studio e contributi universitari. Le norme sono finalizzate a garantire l'accesso agli studi universitari agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, a ridurre il tasso di abbandono degli studi, a determinare percentuali massime dell'ammontare complessivo della contribuzione a carico degli studenti in rapporto al finanziamento ordinario dello Stato per le università, graduando la contribuzione stessa, secondo criteri di equità, solidarietà e progressività in relazione alle condizioni economiche del nucleo familiare, nonchè a definire parametri e metodologie adeguati per la valutazione delle effettive condizioni economiche dei predetti nuclei. Le norme di cui alla presente lettera sono soggette a revisione biennale, sentite le competenti Commissioni parlamentari; d) procedure per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca, di cui all' art. 73 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 , e procedimento di approvazione degli atti dei concorsi per ricercatore in deroga all' art. 5, comma 9, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 ; e) procedure per l'accettazione da parte delle università di eredità, donazioni e legati, prescindendo da ogni autorizzazione preventiva, ministeriale o prefettizia. 9. I regolamenti di cui al comma 8, lettere a), b) e c), sono emanati previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia. 10. In attesa dell'entrata in vigore delle norme di cui al comma 8, lettera c), il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previsto dall' art. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390 , è emanato anche nelle more della costituzione della Consulta nazionale per il diritto agli studi universitari di cui all'art. 6 della medesima legge. 11. Con il disegno di legge di cui al comma 1, il Governo propone annualmente al Parlamento le norme di delega ovvero di delegificazione necessarie alla compilazione di testi unici legislativi o regolamentari, con particolare riferimento alle materie interessate dalla attuazione della presente legge. In sede di prima attuazione della presente legge, il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all'art. 4, norme per la delegificazione delle materie di cui all'art. 4, comma 4, lettera c), non coperte da riserva assoluta di legge, nonchè testi unici delle leggi che disciplinano i settori di cui al medesimo art. 4, comma 4, lettera c), anche attraverso le necessarie modifiche, integrazioni o abrogazioni di norme, secondo i criteri previsti dagli articoli 14 e 17 e dal presente articolo.". - La legge 8 marzo 1999, n. 50 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 marzo 1999, n. 56, reca "Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998". - Si trascrive il testo del punto n. 6, dell'allegato 1, della legge 8 marzo 1999, n. 50 : "6) Procedimento di sostituzione del liquidatore ordinario: codice civile, art. 2545 ; decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 .". - Si trascrive l' art. 2545 del codice civile : "Art. 2545 (Sostituzione dei liquidatori). - In caso d'irregolarità o di eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione ordinaria di una società cooperativa, l'autorità governativa può sostituire i liquidatori o, se questi sono stati nominati dall'autorità giudiziaria, può chiederne la sostituzione al tribunale.". - Il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 , pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 gennaio 1948, n. 17, e ratificato con modificazioni, con legge 2 aprile 1951, n. 302 , reca "Provvedimenti per la cooperazione". - La legge 7 agosto 1990, n. 241 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192, reca "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi". - Il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni e integrazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 febbraio 1993, n. 30, supplemento ordinario, reca "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ".

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Il DPR 449/2000 è il riferimento normativo per la semplificazione dei procedimenti amministrativi relativi alle società cooperative, in particolare per la sostituzione del liquidatore ordinario secondo l'articolo 2545 del codice civile. Consulenti aziendali e amministratori di cooperative lo consultano per comprendere le modalità di intervento dell'autorità governativa in caso di irregolarità nella liquidazione, le competenze procedimentali e l'applicazione dei principi di semplificazione amministrativa e accelerazione dei procedimenti.

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