Regolamento recante norme di attuazione della direttiva 97/49/CE che modifica l'allegato I della direttiva 79/409/CEE, concernente la protezione degli uccelli selvatici.
Qual è l'oggetto del Decreto del Presidente della Repubblica 425/2000 e quali specie di uccelli protegge?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 425/2000 è un regolamento che attua in Italia la direttiva europea 97/49/CE, la quale modifica l'elenco delle specie di uccelli selvatici che devono ricevere protezione particolare e prioritaria. In pratica, il decreto sostituisce il riferimento all'Allegato I della vecchia direttiva 79/409/CEE con quello della direttiva 97/49/CE, aggiornando così l'elenco delle specie protette secondo gli standard europei più recenti. Questo riguarda principalmente le amministrazioni pubbliche, le regioni, le province autonome e gli enti di gestione della fauna selvatica, che devono adeguare le loro normative e le loro azioni di tutela in base al nuovo elenco. Il decreto prevede che le regioni e le province autonome istituiscano zone di protezione lungo le rotte migratorie, ripristinino i biotopi distrutti e creino nuovi habitat, con particolare attenzione alle specie elencate nella direttiva aggiornata. L'aspetto rilevante è che il decreto rappresenta un obbligo di conformità al diritto comunitario e vincola tutte le amministrazioni competenti a rispettare i nuovi standard di protezione dell'avifauna selvatica.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 dicembre 2000, n. 425
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 425/2000
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 dicembre 2000, n. 425
## Regolamento recante norme di attuazione della direttiva 97/49/CE che
modifica l'allegato I della direttiva 79/409/CEE, concernente la
protezione degli uccelli selvatici.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87 della Costituzione ; Vista la direttiva 97/49/CE della Commissione del 29 luglio 1997 , che modifica la direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici; Visto l' articolo 3 della legge 5 febbraio 1999, n. 25 (legge comunitaria 1998); Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157 , recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, e in particolare l'articolo 1; Visto l' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , recante disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; Acquisito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 27 luglio 2000; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 23 novembre 2000; Su proposta del Ministro per le politiche comunitarie, del Ministro delle politiche agricole e forestali e del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri della giustizia e per gli affari regionali; Emana il seguente regolamento: Art. 1 1. In relazione alle specie di uccelli selvatici da proteggere in modo particolare e prioritario, il riferimento all'Allegato I della direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979, di cui all'articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 , è sostituito dal riferimento all'Allegato I della direttiva 97/49/CE della Commissione del 29 luglio 1997 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee L 223 del 13 agosto 1997. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 1o dicembre 2000 CIAMPI Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri Mattioli, Ministro per le politiche comunitarie Pecoraro Scanio, Ministro delle politiche agricole e forestali Bordon, Ministro dell'ambiente Fassino, Ministro della giustizia Loiero, Ministro per gli affari regionali Visto, il Guardasigilli: Fassino Registrato alla Corte dei conti l'11 gennaio 2001 Registro n. 1 Presidenza, foglio n. 46 Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee (GUCE). Note alle premesse: - L' art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. La direttiva 97/49/CE è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea n. L223 del 13 agosto 1997. La direttiva 79/409/CEE è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea n. L103 del 25 aprile 1979. La legge 5 febbraio 1999, n. 25 , reca: "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1998" L'art. 3, della citata legge, così recita: "Art. 3 (Attuazione di direttive comunitarie con regolamento autorizzato). - 1. Il Governo è autorizzato a dare attuazione alle direttive comprese nell'elenco di cui all'allegato C con uno o più regolamenti ai sensi dell' art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , attenendosi a principi e criteri direttivi corrispondenti a quelli enunciati nelle lettere b), e), f), g) e h) del comma 1 dell'art. 2. 2. Fermo restando il disposto dell' art. 5, comma 1, della legge 9 marzo 1989, n. 86 , i regolamenti di cui al comma 1 possono altresì, per tutte le materie non coperte da riserva assoluta di legge, dare attuazione alle direttive che costituiscono modifica, aggiornamento o completamento delle direttive comprese nell'allegato C. 3. Ove le direttive cui essi danno attuazione prescrivano di adottare discipline sanzionatorie, il Governo può prevedere nei regolamenti di cui al comma 1, per le fattispecie individuate dalle direttive stesse, adeguate sanzioni amministrative, che dovranno essere determinate in ottemperanza ai principi stabiliti in materia dalla lettera c) del comma 1 dell'art. 2. - La legge 11 febbraio 1992, n. 157 , reca: "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio". L'art. 1, della citata legge, così recita: "Art. 1 (Fauna selvatica). - 1. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale. 2. L'esercizio dell'attività venatoria è consentito purchè non contrasti con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. 3. Le regioni a statuto ordinario provvedono ad emanare norme relative alla gestione ed alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica in conformità alla presente legge, alle convenzioni internazionali ed alle direttive comunitarie. Le regioni a statuto speciale e le province autonome provvedono in base alle competenze esclusive nei limiti stabiliti dai rispettivi statuti. Le province attuano la disciplina regionale ai sensi dell' art. 14, comma 1, lettera f), della legge 8 giugno 1990, n. 142 . 4. Le direttive 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 , 85/411/CEE della Commissione del 25 luglio 1985 e 91/244/CEE della Commissione del 6 marzo 1991 , con i relativi allegati, concernenti la conservazione degli uccelli selvatici, sono integralmente recepite ed attuate nei modi e nei termini previsti dalla presente legge la quale costituisce inoltre attuazione della Convenzione di Parigi del 18 ottobre 1950, resa esecutiva con legge 24 novembre 1978, n. 812 , e della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, resa esecutiva con legge 5 agosto 1981, n. 503 . 5. Le regioni e le province autonome in attuazione delle citate direttive 79/409/CEE , 85/411/CEE e 91/244/CEE provvedono ad istituire lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, segnalate dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica di cui all'art. 7 entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, zone di protezione finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione, conforme alle esigenze ecologiche, degli habitat interni a tali zone e ad esse limitrofi, provvedono al ripristino dei biotopi distrutti e alla creazione dei biotopi. Tali attività concernono particolarmente e prioritariamnente le specie di cui all'elenco allegato alla citata direttiva 79/409/CEE , come sostituito dalle citate direttive 85/411/CEE e 91/244/CEE . In caso di inerzia delle regioni e delle province autonome per un anno dopo la segnalazione da parte dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, provvedono con controllo sostitutivo, d'intesa, il Ministro dell'agricoltura e delle foreste e il Ministro dell'ambiente. 6. Le regioni e le province autonome trasmettono annualmente al Ministro dell'agricoltura e delle foreste e al Ministro dell'ambiente una relazione sulle misure adottate ai sensi del comma 5 e sui loro effetti rilevabili. 7. Ai sensi dell' art. 2 della legge 9 marzo 1989, n 86 , il Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con il Ministro dell'agricoltura e delle foreste e con il Ministro dell'ambiente, verifica, con la collaborazione delle regioni e delle province autonome e sentiti il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale di cui all'art. 8 e l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, lo stato di conformità della presente legge e delle leggi regionali e provinciali in materia agli atti emanati dalle istituzioni delle Comunità europee volti alla conservazione della fauna selvatica. La legge 23 agosto 1988, n. 400 , reca: "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri". L'art. 17, comma 2, della citata legge così recita: "2. - Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Commissione, per le quali le legge della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dell'entrata in vigore delle norme regolamentari. Note all'art. 1. Per la direttiva 79/409/CEE vedi note alle premesse. Per il testo dell' art. 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 , vedi note alle premesse. Per la direttiva 97/49/CE vedi note alle premesse.
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Il DPR 425/2000 è il riferimento normativo italiano per l'attuazione della direttiva 97/49/CE sulla protezione degli uccelli selvatici, materia che coinvolge conservazione della fauna, zone di protezione speciale, habitat naturali e direttive comunitarie. Amministrazioni pubbliche, regioni e province autonome lo consultano per conformarsi agli obblighi di tutela dell'avifauna, gestione dei biotopi e implementazione delle convenzioni internazionali sulla fauna selvatica.
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