Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 418/1993

Regolamento recante norme sugli incarichi dei magistrati amministrativi, ai sensi dell'art. 58, comma 3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.

Pubblicato: 19/10/1993 In vigore dal: 06/10/1993 Documento ufficiale

Quali sono le regole che disciplinano gli incarichi conferiti ai magistrati amministrativi secondo il DPR 418/1993?

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Il DPR 418/1993 è un regolamento che stabilisce le norme sugli incarichi che le pubbliche amministrazioni possono conferire ai magistrati del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, al di fuori dei loro compiti ordinari d'ufficio. La normativa si applica a tutti gli incarichi extra-istituzionali, escludendo però le attività che rappresentano esercizio di diritti e libertà fondamentali garantiti dalla Costituzione. Il decreto prevede che ogni incarico deve essere conferito secondo criteri oggettivi e predeterminati, valutando la professionalità specifica e escludendo situazioni di incompatibilità, sia di diritto che di fatto. In pratica, il magistrato amministrativo che accetta un incarico esterno deve assicurarsi che questo non comprometta la sua posizione, le sue funzioni giudiziarie e il prestigio dell'ordine giudiziario; inoltre, tutte le pubbliche amministrazioni devono comunicare immediatamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri gli incarichi conferiti, con indicazione degli emolumenti corrisposti e gli aggiornamenti annuali al 31 dicembre.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 ottobre 1993, n. 418

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 418/1993 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 ottobre 1993, n. 418 ## Regolamento recante norme sugli incarichi dei magistrati amministrativi, ai sensi dell'art. 58, comma 3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 87 della Costituzione ; Visto l' art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , concernente disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Visto l' art. 58 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , concernente razionalizzazione della organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione delle discipline in materia di pubblico impiego, a norma dell' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ; Visto l' art. 2, comma 1, del decreto-legge 14 settembre 1993, n. 358 ; Considerata la necessità di emanare un regolamento concernente la disciplina degli incarichi conferiti da pubbliche amministrazioni ai magistrati amministrativi; Visto il parere, con allegata relazione di minoranza, del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, espresso nelle sedute del 13 e 18 maggio 1993; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 7 giugno 1993; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 settembre 1993; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; EMANA il seguente regolamento: Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente regolamento disciplina gli incarichi, di cui al comma 2 dell'art. 58 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , non compresi nei compiti e nei doveri d'ufficio dei magistrati del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, in seguito unitariamente denominati magistrati amministrativi, facendo salve le attività che costituiscono espressione delle libertà e dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. 2. In ogni caso, il magistrato ha il dovere di curare che ogni attività sia svolta in modo che non arrechi pregiudizio alla sua posizione, alle sue funzioni, e al prestigio dell'ordine cui appartiene. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il comma 2 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, siano emanati i regolamenti per la dis- cipline delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinino le norme generali regolatrici della materia e dispongano l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. - Il testo dell' art. 58 del D.Lgs. n. 29/1993 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ) è il seguente: "Art. 58 (Incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi). - 1. Resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli articoli 60 e seguenti del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3 , nonchè, per i rapporti di lavoro a tempo parziale, dall' art. 6, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 marzo 1989, n. 117 . Restano ferme altresì le disposizioni di cui agli articoli da 89 a 93 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417 , agli articoli da 68 a 70 della legge 11 luglio 1980, n. 312 , e successive modificazioni, all' art. 9, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n. 498 , all' art. 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 , ed all' art. 1, comma 9, del decreto-legge 30 dicembre 1992, n. 510 . 2. Le pubbliche amministrazioni non possono conferire ai dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, che non siano espressamente previsti o disciplinati da legge o altre fonti normative, o che non siano espressamente autorizzati. 3. Ai fini previsti dal comma 2, con appositi regolamenti, da emanarsi ai sensi dell' art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , entro il termine di centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono emanate norme dirette a determinare gli incarichi consentiti e quelli vietati ai magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, nonchè agli avvocati e procuratori dello Stato, sentiti, per le diverse magistrature, i rispettivi istituti. 4. Decorso il termine, di cui al comma 3, l'attribuzione degli incarichi è consentita nei soli casi espressamente previsti dalla legge o da altre fonti normative. 5. In ogni caso, il conferimento operato direttamente dall'amministrazione, nonchè l'autorizzazione all'esercizio di incarichi che provengano da amministrazione pubblica diversa da quella di appartenenza, ovvero da società o persone fisiche, che svolgano attività d'impresa o commerciale, sono disposti dai rispettivi organi competenti secondo criteri oggettivi e predeterminati, che tengano conto della specifica professionalità, tali da escludere casi di incompatibilità, sia di diritto che di fatto, nell'interesse del buon andamento della pubblica amministrazione. 6. Ai fini della compiuta attuazione dell'anagrafe delle prestazioni, disciplinata dall' art. 24 della legge 30 dicembre 1991, n. 412 , i soggetti pubblici o privati che conferiscono un incarico al dipendente pubblico sono tenuti a farne immediata comunicazione all'amministrazione di appartenenza. 7. Sono, altresì, comunicati, in relazione a tali conferimenti d'incarico in ragione d'anno, sia gli emolumenti conferiti e corrisposti, sia i successivi aggiornamenti inerenti l'espletamento dell'incarico. 8. Ciascuna amministrazione è tenuta a comunicare immediatamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, tutte le notizie rel- ative agli incarichi, sia direttamente conferiti che autorizzati. L'aggiornamento dei dati forniti deve essere effettuato con riferimento al 31 dicembre di ciascun anno. 9. In sede di prima applicazione, gli adempimenti di cui ai commi 6 e 7 sono attuati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, mentre a quelli di cui al comma 8 dovrà provvedersi entro nove mesi dalla medesima data di entrata in vigore". - Il testo dell' art. 2 della legge n. 421/1992 (Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale) è il seguente: "Art. 2 (Pubblico impiego). - 1. Il Governo della Repubblica è delegata a emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge uno o più decreti legislativi, diretti al contenimento, alla razionalizzazione e al controllo della spese per il settore del pubblico impiego, al miglioramento dell'efficienza e della produttività, nonchè alla sua riorganizzazione; a tal fine è autorizzato a: a ) - o ) (omissis); p) prevedere che qualunque tipo di incarico a dipendenti della pubblica amministrazione possa essere conferito in casi rigorosamente predeterminati; in ogni caso, prevedere che l'amministrazione, ente, società o persona fisica che hanno conferito al personale dipendente da una pubblica amministrazione incarichi previsti dall' art. 24 della legge 30 dicembre 1991, n. 412 , entro sei mesi dall'emanazione dei decreti legislativi di cui al presente articolo, siano tenuti a comunicare alle amministrazioni di appartenenza del personale medesimo gli emolumenti corrisposti in relazione ai predetti incarichi, allo scopo di favorire la completa attuazione dell'anagrafe delle prestazioni prevista dallo stesso art. 24; q ) - mm ) (omissis). 2. Le disposizioni del presente articolo e dei decreti legislativi in esso previsti costituiscono principi fondamentali ai sensi dell'art. 117 della Costituzione. I principi desumibili dalle disposizioni del presente articolo costituiscono altresì per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica. 3. Restano salve per la Valle d'Aosta le competenze statutarie in materie, le norme di attuazione e la disciplina sul bilinguismo. Resta comunque salva, per la provincia autonoma di Bolzano, la disciplina vigente sul bilinguismo e la riserva proporzionale di posti nel pubblico impiego. 4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo trasmette alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 al fine dell'espressione del parere da parte delle commissioni permanenti competenti per la materia di cui al presente articolo. Le commissioni si esprimono entro quindici giorni dalla data di trasmissione. 5. Disposizioni correttive, nell'ambito dei decreti di cui al comma 1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi determinati dal medesimo comma 1 e previo parere delle commissioni di cui al comma 4, potranno essere ema- nate, con uno o più decreti legislativi, fino al 31 dicembre 1993". - Il testo dell' art. 2, comma 1, del D.L. n. 358/1993 (Differimento del termine previsto dall' art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352 , per l'adozione dei regolamenti concernenti le categorie di documenti da sottrarre all'accesso, nonchè di termini previsti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , in corso di conversione in legge, è il seguente: "I termini previsti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , ai fini della emanazione di specifiche disposizioni regolamentari, sono differiti al 31 dicembre 1993". Nota all'art. 1: - Per il testo dell'intero art. 58 del D.Lgs. n. 29/1993 si veda in nota alle premesse.

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Il DPR 418/1993 disciplina gli incarichi extra-istituzionali dei magistrati amministrativi secondo i principi di incompatibilità, cumulo di impieghi e conflitti di interesse. La normativa richiama l'art. 58 del D.Lgs. 29/1993 sulla razionalizzazione della pubblica amministrazione e il pubblico impiego, prevedendo comunicazioni obbligatorie all'anagrafe delle prestazioni e criteri di conferimento basati su professionalità e assenza di conflitti di fatto e di diritto.

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