Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 303/2002

Regolamento di organizzazione dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro - ISPESL, a norma dell'articolo 9 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419.

Pubblicato: 23/01/2003 In vigore dal: 04/12/2002 Documento ufficiale

Qual è la configurazione giuridica dell'ISPESL e quali sono le sue funzioni principali secondo il DPR 303/2002?

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Il DPR 303/2002 definisce l'ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) come ente di diritto pubblico nel settore della ricerca, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica. L'istituto opera come organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, sottoposto alla vigilanza del Ministero della Salute, che se ne avvale insieme alle regioni e alle aziende sanitarie locali per l'esercizio delle loro attribuzioni in materia di sicurezza e salute. Le funzioni principali dell'ISPESL riguardano ricerca, sperimentazione, controllo, formazione e informazione sulla prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro. Il decreto disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'ente, stabilendo i principi di autonomia e le modalità di coordinamento tecnico con il sistema sanitario nazionale, garantendo così un'azione coordinata nella prevenzione e nella sicurezza occupazionale su tutto il territorio nazionale.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 dicembre 2002, n. 303

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 303/2002 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 dicembre 2002, n. 303 ## Regolamento di organizzazione dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro - ISPESL, a norma dell'articolo 9 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87 della Costituzione ; Visto l' articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419 , recante riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, ed in particolare l'articolo 9 che prevede l'adozione di regolamenti per l'organizzazione dell'Istituto superiore di sanità e l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro; Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833 ; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 619 ; Vista la legge 12 agosto 1982, n. 597 ; Visto il decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 268 ; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 441 ; Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 , e successive modificazioni ed integrazioni; Visto il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 ; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 14 ottobre 2002; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 14 novembre 2002; Sulla proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e dell'economia e delle finanze; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Configurazione giuridica 1. L'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro - ISPESL, di seguito denominato: "ISPESL" o: "Istituto", è ente di diritto pubblico, nel settore della ricerca, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica. 2. L'ISPESL è organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, del quale il Ministero della salute, le regioni e, tramite queste, le Aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere si avvalgono nell'esercizio delle attribuzioni conferite dalla normativa vigente. L'ISPESL è sottoposto alla vigilanza del Ministro della salute. 3. L'ISPESL esercita funzioni e compiti tecnico-scientifici e di coordinamento tecnico; in particolare, svolge funzioni di ricerca, di sperimentazione, di controllo, di formazione e di informazione per quanto concerne la prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro. 4. L'ISPESL svolge gli altri compiti e funzioni che gli sono attribuiti da apposite fonti normative. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il testo dell' art. 87 della Costituzione : "Art. 87. - Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica.". - Si riporta il testo dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , concernente: "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri": "Art. 17 (Regolamenti). - Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonchè dei regolamenti comunitari; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) (lettera soppressa). 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento , sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei criteri che seguono: a) riordino degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione; b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante diversificazione tra strutture con funzioni finali e con funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilità eliminando le duplicazioni funzionali; c) previsione di strumenti di verifica periodica dell'organizzazione e dei risultati; d) indicazione e revisione periodica della consistenza delle piante organiche; e) previsione di decreti ministeriali di natura non regolamentare per la definizione dei compiti delle unità dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali.". - La legge 23 dicembre 1978, n. 833 , concerne l'istituzione del Servizio sanitario nazionale. - La legge 12 agosto 1982, n. 597 , reca la conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge 30 giugno 1982, n. 390 "Disciplina delle funzioni prevenzionali e omologative delle Unità sanitarie locali e dell'ISPESL". - Il decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 268 , concerne il "Riordinamento dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro - ISPESL, a norma dell' art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ". - Il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 441 , reca: "Regolamento concernente l'organizzazione, il funzionamento e la disciplina delle attività relative ai compiti dell'ISPESL, in attuazione dell' art. 2, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 268 ". - Il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 , reca: "Attuazione delle direttive 89/391/CEE , 89/654/CEE , 89/655/CEE , 89/656/CEE , 90/269/CEE , 90/270/CEE , 90/394/CEE , 90/679/CEE , 93/88/CEE , 95/63/CE , 97/42 , 98/24 e 99/38 riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro". - Il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 , reca: "Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose".

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L'ISPESL è l'ente tecnico-scientifico di riferimento per prevenzione infortuni, sicurezza sul lavoro e tutela della salute negli ambienti lavorativi, operando in coordinamento con il Servizio Sanitario Nazionale. Aziende, datori di lavoro e professionisti della sicurezza consultano l'istituto per ricerca, formazione e controlli in materia di sicurezza occupazionale, decreto legislativo 626/1994 e normative sulla prevenzione.

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