Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 251/2012

Regolamento concernente la parita' di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle societa', costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile, non quotate in mercati regolamentati, in attuazione dell'articolo 3, comma 2, della legge 12 luglio 2011, n. 120. (13G00022)

Pubblicato: 28/01/2013 In vigore dal: 30/11/2012 Documento ufficiale

Quali sono i requisiti e le modalità di applicazione della parità di accesso agli organi di amministrazione e controllo nelle società controllate da pubbliche amministrazioni?

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Il DPR 251/2012 disciplina l'accesso paritario agli organi di amministrazione e controllo delle società costituite in Italia e controllate da pubbliche amministrazioni, secondo quanto previsto dall'articolo 2359 del codice civile. La normativa si applica esclusivamente alle società non quotate in mercati regolamentati, controllate dalle amministrazioni pubbliche indicate nel decreto legislativo 165/2001 (Stato, Regioni, Province, Comuni, enti pubblici, università, enti sanitari, ecc.). Il regolamento stabilisce i termini e le modalità uniformi di attuazione della disciplina sulla parità di genere negli organi societari, prevedendo forme e termini dei provvedimenti, modalità di vigilanza sull'applicazione e procedure di sostituzione dei componenti decaduti. Per i commercialisti e le aziende pubbliche, questo significa che le società controllate da enti pubblici devono garantire una rappresentanza equilibrata nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo, con specifiche modalità operative definite dal regolamento stesso.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 novembre 2012, n. 251

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 251/2012 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 novembre 2012, n. 251 ## Regolamento concernente la parita' di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle societa', costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile, non quotate in mercati regolamentati, in attuazione dell'articolo 3, comma 2, della legge 12 luglio 2011, n. 120. (13G00022) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Vista la legge 12 luglio 2011, n. 120 , recante modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 , concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati; Visto, in particolare, l' articolo 3, della legge 12 luglio 2011, n. 120 , che stabilisce che le disposizioni della presente legge si applicano anche alle società, costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni ai sensi dell' articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile , non quotate in mercati regolamentati, ed il comma 2 del medesimo articolo 3, che prevede che con regolamento da adottare ai sensi dell' articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sono stabiliti termini e modalità di attuazione dello stesso, al fine di disciplinare in maniera uniforme per tutte le società interessate, in coerenza con quanto previsto dalla legge, la vigilanza sull'applicazione della stessa, le forme e i termini dei provvedimenti previsti e le modalità di sostituzione dei componenti decaduti; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 agosto 2012; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 27 settembre 2012; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 26 ottobre 2012; Sulla proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali; Emana il seguente regolamento: Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente regolamento detta i termini e le modalità di attuazione della disciplina concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle società, costituite in Italia, controllate ai sensi dell' articolo 2359, primo e secondo comma, del codice civile , dalle pubbliche amministrazioni indicate all' articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , ad esclusione delle società con azioni quotate. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il testo dell' art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): «Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonchè dei regolamenti comunitari; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e).». - La legge 12 luglio 2011, n. 120 (Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 , concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati) è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28 luglio 2011, n. 174. - Si riporta il testo dell'art. 3 della citata legge n. 120 del 2011 : «Art. 3 (Società a controllo pubblico). In vigore dal 12 agosto 2011. 1. Le disposizioni della presente legge si applicano anche alle società, costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni ai sensi dell' art. 2359, commi primo e secondo, del codice civile , non quotate in mercati regolamentati. 2. Con regolamento da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi dell' art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sono stabiliti termini e modalità di attuazione del presente articolo al fine di disciplinare in maniera uniforme per tutte le società interessate, in coerenza con quanto previsto dalla presente legge, la vigilanza sull'applicazione della stessa, le forme e i termini dei provvedimenti previsti e le modalità di sostituzione dei componenti decaduti. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.». - Si riporta il testo dell' art. 2359 del codice civile : «Art. 2359 (Società controllate e società collegate). - Sono considerate società controllate: 1) le società in cui un'altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria; 2) le società in cui un'altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria; 3) le società che sono sotto influenza dominante di un'altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa. Ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del primo comma si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta: non si computano i voti spettanti per conto di terzi. Sono considerate collegate le società sulle quali un'altra società esercita un'influenza notevole. L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioni quotate in mercati regolamentati.». Note all'art. 1: - Per il riferimento al testo dell' art. 2359 del codice civile , vedasi nelle note alle premesse. - Si riporta il testo dell' art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche): 2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 . Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI.».

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Il DPR 251/2012 è il riferimento normativo per la parità di accesso negli organi di amministrazione e controllo delle società a controllo pubblico, applicabile secondo l'articolo 2359 del codice civile e la legge 120/2011. Consulenti aziendali e amministratori di società pubbliche lo consultano per questioni di governance, composizione degli organi sociali, vigilanza sulla parità di genere e sostituzione dei componenti decaduti nelle società controllate da pubbliche amministrazioni.

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