Quali sono le regole sulla pubblicità e la riservatezza dei pareri del Consiglio di Stato secondo il DPR 250/1988?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 250/1988 modifica il regolamento del Consiglio di Stato del 1942, introducendo nuove regole sulla divulgazione dei pareri amministrativi. La norma stabilisce che i pareri del Consiglio di Stato possono essere pubblicati e diffusi, salvo che il Ministro competente comunichi entro 90 giorni dalla ricezione che il parere deve rimanere riservato. Questo meccanismo consente una maggiore trasparenza amministrativa, permettendo l'accesso ai documenti salvo esplicita richiesta di riservatezza ministeriale. La disposizione riguarda principalmente le pubbliche amministrazioni, i ministeri e gli organi che si avvalgono dei pareri del Consiglio di Stato per decisioni amministrative. Un aspetto rilevante è che la pubblicazione di massime (principi generali) estratte dai pareri sui ricorsi straordinari è sempre consentita, anche senza il consenso del Ministro, purché prive dei nomi delle parti coinvolte, garantendo così la riservatezza dei soggetti privati.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 giugno 1988, n. 250
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 250/1988
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 giugno 1988, n. 250
## Modificazioni ed integrazioni al regio decreto 21 aprile
1942, n. 444, in materia di pubblicita' di pareri e sistemi
di registrazione.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 87, comma quinto, della Costituzione ; Visto il regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054 , con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato; Visto il regio decreto 21 aprile 1942, n. 444 , concernente il regolamento per l'esecuzione delle leggi sul Consiglio di Stato; Riconosciuta la necessità di modificare e di integrare il predetto regolamento; Udito il parere del Consiglio di Stato; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 17 giugno 1988; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; EMANA il seguente decreto: Art. 1 1. Il secondo e terzo comma dell'art. 56 del regio decreto 21 aprile 1942, n. 444 , sono sostituiti dai seguenti: "È consentito il rilascio di copia di ogni parere se il Ministro competente non abbia fatto pervenire al Consiglio di Stato, entro il termine di novanta giorni dalla ricezione del parere stesso, comunicazione che quest'ultimo deve restare riservato. È sempre consentita, indipendentemente dall'assenso del Ministro competente, la pubblicazione di massime, prive di riferimento ai nomi delle parti, estratte dai pareri sui ricorsi straordinari". AVVERTENZA: Il testo della nota qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura della disposizione di legge modificata della quale restano invariati il valore e l'efficacia. Nota all'art. 1: Il testo vigente dell' art. 56 del R.D. n. 444/1942 , così come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 56. - È vietato di far conoscere il nome del relatore incaricato dell'esame di un determinato affare. È consentito il rilascio di copia di ogni parere se il Ministro competente non abbia fatto pervenire al Consiglio di Stato, entro il termine di novanta giorni dalla ricezione del parere stesso, comunicazione che quest'ultimo deve restare riservato. È sempre consentita, indipendentemente dall'assenso del Ministro competente, la pubblicazione di massime, prive di riferimento ai nomi delle parti, estratte dai pareri sui ricorsi straordinari".
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Il DPR 250/1988 disciplina la trasparenza amministrativa, la riservatezza dei pareri e i sistemi di registrazione presso il Consiglio di Stato, interessando direttamente le amministrazioni pubbliche, i ministeri e i ricorsi straordinari. Consulenti amministrativi e legali consultano questa norma per comprendere i termini di pubblicazione dei pareri, la tutela della riservatezza ministeriale e la divulgazione delle massime giurisprudenziali. La norma è rilevante anche per chi gestisce procedimenti amministrativi e necessita di chiarezza sulla confidenzialità dei documenti istituzionali.
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